lunedì 12 settembre 2016

La stanchezza delle mamme

Premessa: questo post è stato scritto prima di leggere questo, che mi è stato segnalato (e che è scritto a onor del vero anche molto meglio del mio).
Questo credo significhi solo una cosa, ovvero che la stanchezza delle mamme è universale.

La stanchezza delle mamme la devi provare.
Ti dicono "riposa che quando nasce non riposi più" e tu pensi che sia un modo di dire, ma non è così. Solo che non puoi caricare le batterie e usare la carica che avevi messo da parte.
E te lo dicono pure col sorriso di chi ci è passato e sgretamente gode nel sapere che anche tu sarai in crisi, che anche tu piangerai, che anche tu a volte penserai di non farcela.

La stanchezza delle mamme non è solo in quelle notti infilate una dietro l'altra senza mai dormire veramente.
Non sono solo i risvegli notturni, che per carità sono normali e fisiologici. No, non sono quei momenti di notte che la maggior parte delle volte fanno anche piacere: nel silenzio della casa hai una cosetta calda e morbida che chiede di essere coccolata.
Anche se tutti quando vedono il tuo bambino chiedono "è buono?" e intendono dire "dorme la notte?".

La stanchezza delle mamme inizia al mattino, quando frega niente quanto e come hai dormito, il mondo inizia a chiedere.

domenica 4 settembre 2016

La discriminazione si nasconde nei dettagli...

...e a volte questi dettagli sono a dir poco macroscopici.

Pasa il tempo, ma abitudini che sono dure a morire. Proprio come l'erba cattiva.
Abitudini poco rispettose, se non del tutto maleducate.
Si chiude un occhio, a volte anche tutte e due, si fa finta di non vedere, ma se danno fastidio? Eccome.

Ieri con FF siamo andati in un'agenzia immobiliare per andare a vedere un terreno in vendita.
Apriamo la porta dell'agenzia e ci accoglie un signore di una certa che è tutto un programma: capello bianco sparato tutto ingollato (o almeno mi auguro fosse gel), camicia aperta sul petto (e che petto!), jeans yeah e cintura Versace.

Dopo i saluti, come prima cosa ci propone da firmare il verbale di presa visione, con il quale ci impegniamo, nel caso decidessimo di acquistare il terreno da lui proposto, a corrispondergli una provvigione.
A dire il vero ho sbagliato a scrivere "ci" propone, perché il documento viene proposto solamente a FF. Nonostante abbia chiamato io, l'appuntamento sia a mio nome, il documento viene proposto a mio marito con tutta naturalezza, come se io non fossi nemmeno presente.
Butto un occhio al verbale e la mandibola a momenti mi cade sul pavimento: l'intestazione riporta "la signora Redaz, SPOSATA FF".

Il verbale cui io sottoscritta dichiaro di non contare una cippa (difatti firma FF)

martedì 30 agosto 2016

Quando una mamma decide di uscire a cena

Esistono ristoranti e hotel che non accettano i bambini. L'ho tristemente imparato purtroppo.
Cani e gatti vanno bene, bambini no.
Calando un velo pietoso sulla tristezza di questo fatto, FF e io abbiamo deciso di andare a cena fuori in un ristorante in cui non andavamo da tempo e che ci è sempre piaciuto molto.

Purtroppo Superboy ha "sentito" la cosa, con lo stesso sensore speciale con cui "sente", ad esempio, quando il mio culo si appoggia sul divano.

Al pomeriggio siamo stati da Ikea, che io amo perché tutto lì è e a misura di bambino.
L'idea è quella di un giretto veloce prima di tornare a casa a farci belli per uscire.
Ovviamente "giretto veloce" quando hai un bambino di un anno e due mesi si traduce in "non meno di due ore", perché lui deve esplorare tutto, toccare tutto, provare tutto.
Soprattutto quando inizia a essere stanco.
Paradossalmente i bambini stanchi diventano iperattivi e del tutto ingestibili.
Avete presente quelle mamme che corrono sudate dentro i negozi rincorrendo bambini impazziti? Ecco: hanno bambini stanchi.

giovedì 25 agosto 2016

Ma dove hai la testa? - Il disastro pre-partenza annuale e il mistero delle borse delle donne

Ogni anno FF combina un disastro. E' ciclico.
Così come i serial killer hanno una fase di latenza in cui accumulano e una in cui si sfogano e qualcuno ce ne rimette le penne, così lui ogni anno combina un disastro.
Un anno ha scassinato la serratura dei vicini sbagliando il pianerottolo e credendo fosse casa nostra, un altro anno ha intasato il water la sera della vigilia di Natale con tutti i parenti in arrivo...
Quest'anno invece è toccata a me. Non a Natale ma a ridosso della partenza per le ferie.

Ecco, è andata che ieri mi sono fermata a fare alcune spesucce nel supermarket cinese a circa un km da casa (sì, lo so cosa state pensando, ma che colpa ne ho se i detersivi costano meno che al super?).
Parcheggio e nel mentre mi chiama FF:
- Ciao, puoi comprare anche delle batterie stilo?
- Uff, speravo mi chiamassi per dirmi che mi ami alla follia, ma ti comprerò lo stesso le stilo.
Presa dalla conversazione scelto dall'auto e infilo le chiavi distrattamente nella borsa.
Grave, gravissimo errore.

Entro nel supermarket e faccio i miei acquisti.
Arrivo alla cassa, pago, esco, cerchi le chiavi dell'auto nella borsa... Cerco le chiavi dell'auto nella borsa... Ho detto: cerco le chiavi dell'auto nella borsa! Ma dove [@##° sono le chiavi dell'auto?

Panico.

lunedì 22 agosto 2016

Quando una mamma va in ferie

Venerdì mattina, primo giorno di ferie.

Anzi no: notte tra giovedì e venerdì, prime ore di ferie. Superboy ha fatto il vaccino da una settimana esatta e, come da manuale, ha sonno agitato e la temperatura a 37.9°. Perché quando al distretto sanitario ti dicono "signora potrebbe succedere che tra una settimana a suo figlio venga qualche linea di febbre" puoi scommettere che come in "the ring" a sette giorni esatti comparirà la febbre.
Il tuo primo giorno di ferie.

Scorci di "ferie" mammesche: a 15 km da casa, in piscina, a cercare di evitare che un terremoto di 80 cm si affoghi.

giovedì 18 agosto 2016

I gruppi di mamme su Facebook

Quando si diventa mamme si ha bisogno di conforto, questo l'ho detto cento e cento volte.
Non sempre si trova la fiducia necessaria per poter fare tutto, quel delirio di onnipotenza che ci permette di badare a tutta una famiglia, magari lavorare pure fuori casa e trovare la forza per ricavarsi del tempo per scrivere un blog senza che la testa crolli sulla tastiera. O ci si strafà di roba, o si ha bisogno di sostegno.
E non sempre il sostegno si trova nella famiglia e negli amici. Vuoi perché c'è chi non ha esperienza e quindi più di una pacca sulla spalla (graditissima, eh, intendiamoci) non può dare, vuoi che pare che tutti saprebbero fare meglio di te, a volte si ha il bisogno fisico di sfogarsi con anima viva prima di lanciare qualcuno dalla finestra.

E così quando è nato Superboy mi sono iscritta a un gruppo Facebook che chiamerò "mamme sclerate". Non è il suo vero nome, ma il nome rende bene l'idea dello spirito del gruppo.
Ho incontrato mamme che si lamentavano del marito, mamme che si lamentavano dei nonni, mamme che si lamentavano del marito, mamme che si lamentavano del pediatra, mamme che si lamentavano del marito, mamme che si lamentavano dell'asilo, del marito, della stanchezza, del marito, del tempo, del marito, del proprio corpo... Insomma gente "normale". Gente sulla mia stessa barca.

lunedì 8 agosto 2016

La mia settimana mondiale dell'allattamento

Ormai si è conclusa ieri la settimana mondiale dell'allattamento.
Dal momento che questo non è un blog di promozione o tutela della salute avevo deciso di non parlarne. Dal momento però che qua si tratta non di allattamento ma di imparare a farsi gli affaracci propri il tema mi pareva quantomai appropriato.

Non sono una di quelle che continueranno ad allattare a oltranza.
Non pensavo avrei allattato neanche fino a oggi, ma che ci posso fare se Superboy quando gli propongo il latte di mucca si contorce in mille conati di vomito?
Quello che di sicuro però non pensavo avrei dovuto fare è "giustificarmi".
Perchè se a nessuno passa per l'anticamera del cervello di sbottare "eh ma è grande ormai!" di fronte a un bambino che ciuccia come un forsennato un ciuccio in gomma, in molti si sentono il diritto di criticare un bambino che ciuccia una poppa.
Credevo, insomma, che le tette fossero mie e che non fosse un problema del mondo intero che cosa decido di farne.
Invece il mondo intero si sente il diritto di dirmi come usare il mio corpo.
E vi dirò di più: all'inizio queste intrusioni nella mia vita privata mi facevano sentire in difetto, ma ora, detta papale papale, me ne frego alla stragrande.
Penso che se non è un problema per me continuare ancora per un po' a stare con le poppe al vento perchè dovrebbe esserlo per qualcun altro?