venerdì 18 agosto 2017

Cosa resterà di questi anni novanta (ovvero: la scatola della vergogna)

ATTENZIONE!
Questo post contiene immagini forti che potrebbero urtare la vostra sensibilità. Se non siete nati a cavallo tra gli anni settanta e ottanta vi consiglio di passare oltre e risparmiarvi l'orrore.

Oggi sono stata a curiosare nel garage dei miei genitori. Ovvero della casa in cui ho vissuto fino a ormai quasi nove anni fa.
In verità cercavo giocattoli per Superboy ed è andata a finire che ho scoperto che tutti i miei giocattoli di quando ero piccina sono stati dati in beneficienza, assieme a vestiti e praticamente tutto quello che era legato alla mia infanzia.
Tutto.
Tranne una scatola.
Questa qui.

La scatola del tempo o la scatola degli orrori?

domenica 30 luglio 2017

I figli sono dei rovinafamiglie!

C'è un aspetto della vita dei bambini che mi sta lentamente mandando al manicomio. Giorno dopo giorno, a piccole dosi. Questo aspetto sono i pannolini.
Non solo perchè ne servono a quintali e costano l'iradiddio, ma perchè la pelle dei bambini è malefica. Se Superboy da piccino non poteva indossare nulla che non fossero i pannolini più costosi esistenti al mondo, pena piaghe che mi dovevo fare un mutuo per pagare la farmacia (e quindi il gioco non valeva la candela), Supergirl è allergica proprio a quei pannolini, pena piaghe che bla, bla, bla. Avete capito.
Poi ci sono i pannolini che assorbono tantissimo e quindi sono adatti per la notte (perchè col tubo che cambio le lenzuola tutte le mattine), quelli che invece costano meno ma devono essere cambiati più spesso, altri che provocano irritazione ma se li usi intervallati a quelli costosi non succede niente, quelli da piscina... E tu alla fine ti ritrovi come una pazza a cercare le offerte di pannolini nei supermercati nel raggio di cento chilometri, scambiando immagini dei volantini dei negozi sui gruppi whatsapp delle mamme.

Le scorte di Superboy

martedì 25 luglio 2017

"Ma vuoi davvero portare in giro Supergirl così?"

La fascia che mi è stata data "in prova" ma che rimarrà nel mio cuore sempre come la mia "prima"
...questo è stato quello che mi ha detto il mio vicino di casa (quarantenne, mica Matusalemme, eh) quando mi ha vista uscire di casa con Supergirl nella fascia rigida e Superboy a manina, direzione parco.
La signora del primo piano (perchè a ogni condominio viene assegnata d'ufficio una signora che esce sul pianerottolo al tuo passaggio) invece se ne è uscita con un "ma respira là dentro?".
Se avessi infine un centesimo per ogni volta che qualcuno mi ha detto "ma non ha caldo là dentro?" sarei milionaria. Nonostante Supergirl abbia a malapena sei settimane di vita.
Ma iniziamo dal principio.

mercoledì 12 luglio 2017

Bis-mamma io? Ma scherziamo?!?

Correva il giorno dieci di giugno duemiladiciassette e il post che avevo iniziato cominciava così:

"Mi ero ripromessa di non essere polemica e pesante e qual è stato il risultato? Che è praticamente un mese che non posto nulla.
Semplicemente perchè non ho niente di non polemico o pesante da dire.

Questo perchè quando Dio creò la gravidanza pensò bene di farla durare nove mesi, ovvero il tempo perfetto per sclerare abbastanza da non vedere l'ora di partorire (e quando mai una persona sana di mente vorrebbe realmente partorire?), ma non abbastanza per uccidere qualcuno. Adesso sono alla bellezza di trentanove settimane suonate, ovvero da circa un mesetto sono entrata in quella fase in cui odio tutti e in cui qualsiasi cosa mi irrita."

Inutile dire che il post non è stato finito. Il motivo preciso non lo ricordo, ma di certo qualcuno ha iniziato a piangere, si è schiantato contro un mobile o c'è stata una qualche emergenza da gestire.
E poi il tempo è passato ed è successo, così quel post non ha più avuto alcun senso.

Che sarei stata prossima lo avrei dovuto capire, oltre che dal calendario, dalla "sindrome del nido" che mi aveva travolta come un tir, tanto da sfornare quintali di tortellini fatti in casa (sì, avete capito bene, mi sono messa a fare i tortellini a 39 settimane) al grido di "io a Superboy quelle porcherie che vendono al supermercato non le voglio far mangiare".

I tortellini fatti in casa: sclero allo stato puro

martedì 9 maggio 2017

Mariti bipolari ne abbiamo?

Care amiche ditemi che non sono sola in questa battaglia contro la bipolarità. Ditemi che possiamo contattare qualcuno che ci aiuti e chiedere uno sconto comitiva, vi prego.
Sto già raccogliendo adesioni per questo nuovo progetto che si chiamerà "salviamo le mogli dai mariti bipolari".

Vi spiego meglio.

FF diceva che spendevamo troppo per la spesa settimanale e difatti, adottando il mio homemade kakebo, l'importo si è ridotto di almeno il 45%.
Domenica siamo andati al super insieme e lui passava tra le corsie dicendo "compriamo questo? Compriamo quello?". Così se la settimana precedente al super ci avevo speso 40 euro, domenica insieme ne abbiamo spesi 65,

mercoledì 3 maggio 2017

Travaglio compilation (e due)

Lo so, sono monotona, ma mancano circa 40 giorni all'arrivo di Supergirl, la sorellina di Superboy.
Sarà che stavolta tempo per stare in panciolle ne ho ben poco (ho un personal trainer neanche duenne che mi tiene molto allenata), ma non sono veramente preparata all'evento. Mi sembra tutto così distante e nebuloso, come qualcosa che dovrà accadere tra taaanto tempo, che non ho ancora preparato praticamente nulla.
Così mi sono decisa e in questi giorni sto preparando almeno la valigia da portare in ospedale, giusto per non far fare la figura della profuga a mia figlia.

Un pezzo di storia

sabato 22 aprile 2017

Come organizzare un baby shower

Non avrei mai immaginato di organizzare un baby shower mentre io stessa sono incinta di otto mesi (otto! Ancora non ci credo che siano già otto).
Però l'ho fatto, perchè ho la fortuna che la mia migliore amica Princess sia solo di poco più incinta di me di una bambina e sono veramente felice di dare il via a una seconda generazione di amicizia.

Quindi che cosa serve per organizzare un baby shower?

1) Le invitate
Semplice: è bastato recuperare la lista delle invitate al suo addio al nubilato e aprire un gruppo su whatsapp. L'esperienza dell'organizzazione dell'addio al nubilato mi ha insegnato ad essere categorica: non esistono cambi date per venire incontro alle esigenze della singola, non esistono concessioni, chi c'è c'è e basta.
Difatti ci siamo trovate in sei, festeggiata compresa. In ogni caso poche ma buone, visto che le presenti hanno collaborato al massimo materialmente e moralmente alla riuscita della festa.