venerdì 20 agosto 2010

L'arrosto azzimo

Dieta speciale? Problemi di ritenzione idrica così importanti? No, assolutamente. Mi sono semplicemente dimenticata di mettere del sale nell'arrosto. Cioè, non ho ricordi di me stessa che metto del sale nella pentola a pressione prima di chiuderla, e dal sapore del risultato direi che se non ho questo genere di ricordi un motivo ci sarà.
Tutto nasce da una sera a cena dai miei, quando, come faccio sempre, auto-celebravo me stessa, decantando nello specifico le mie innegabili doti in cucina. Mia madre, evidentemente stupita da tanto talento, chiede al mio ragazzo se davvero io sia l'asso dei fornelli che dico di essere. Non l'avesse mai fatto: lui mi guarda come a chiedere scusa di ciò che stava per dire e risponde "mmm... sì, ma fa sempre le stesse cose... A me piacerebbe cambiare ogni tanto e mangiare... che ne so, dell'arrosto". Il mio orgoglio ferito reclamava vendetta.
E arrosto sia! Pentola a pressione, mostrami la tua potenza!
Approfittando di queste ferie sono andata a comprare dell'arrosto (peraltro abbastanza bruttino a vedersi, tutto pieno di grasso e nervi, ma ero convinta che con la mia bravura lo avrei trasformato in un piatto da Gambero Rosso) e mi sono messa all'opera. Ho anche chiamato mia madre perchè, non avendo mai utilizzato una pentola a pressione in vita mia, avevo paura di far esplodere tutto il condominio. Niente è esploso, stranamente durante la cottura tutto è andato a meraviglia (sono riuscita anche a preparare del purè mentre aspettavo che la pentola a pressione facesse il proprio lavoro). Avrei dovuto capirlo da come stava andando troppo liscio il tutto che c'era qualcosa di sospetto... A me niente va mai così liscio in cucina, capita sempre, ogni immancabile volta che cucino seriamente, che si rompa, si bruci, si tagli qualcosa (molto spesso io stessa).
E pensare che ero tutta orgogliosa perchè a cena avremmo ospitato anche degli amici del mio ragazzo: come sarebbero rimasti strabiliati dalla cucina di quell'amore di ragazza (che poi sarei io)! Arrosto, verdure ripiene e contorno di purè.
L'arrosto esce dalla pentola a pressione esattamente come deve uscire, cioè cotto a perfezione. Il sugo è un po' acquoso, ma è colpa mia se la carne non era molta e la pentola era grande, costringendomi ad aggiungere vino e acqua come se piovesse?
Arriva la sera, arrivamo gli amici, ci sediamo a tavola e ci prepariamo a gustare una deliziosa cenetta. Ricevo complimenti per le verdure, per il purè, ma quando arriviamo all'arrosto... Niente. Silenzio. E' il mio ragazzo a prendere il coraggio con due mani e a chiedere il sale, perchè, dice, "mi pare che la carne non sia per niente salata". Ci penso un secondo... CACCHIO, quel ricordo di me che aggiungo sale proprio non ce l'ho! Che vergogna...
Probabilmente gli invitati hanno a) troppo appetito o b) troppa educazione per sputare tutto quanto, così trangugiano tutto. Io ero già sufficientemente sazia per cui l'arrosto non lo tocco per niente.
Ne avanza un pochino che ho mangiato io oggi a pranzo: che porcheria immane! Mi vergogno talmente tanto di aver portato in tavola un pezzo di carne totalmente privo di gusto che sarebbe quindi potuto essere qualsiasi cosa! Cotto era cotto, ma per carità, faceva proprio schifo! E il sugo pareva acqua sporca buttata là sopra a casaccio. E' stato il mio ragazzo a soprannominarlo "l'arrosto azzimo". Ha detto che la prossima volta proverà lui a cucinarlo, ma non credo proprio. Ormai è una questione di orgoglio, tra me e quello stupido pezzo di carne.
Credo tuttavia che il secondo incontro con l'arrosto dovrà attendere, perchè lunedì si torna purtroppo al lavoro. Come farò mai? Ma soprattutto: come facevo fino a due settimane fa a lavorare 50 ore a settimana e ad avere il tempo per cucinare, pulire, sistemare, riordinare e prendermi cura di tutto quanto? Eccerto, la risposta è semplice: ero isterica.
Ora che finalmente sono riuscita a rilassarmi non mi manca per niente quella persona isterica, cinica e acida che ero diventata con il trascorrere dei mesi sotto pressione. Davvero riuscivo a sparare a zero in maniera così cattiva su chiunque incontrassi? Io non sono così e nemmeno lo voglio diventare! Ho alternative? Che tristezza infinita, gente. Eppure già domani, sabato, sarà come l'inizio di un normale weekend da lavoratrice, con ripresa di brutto a distanza di 48 ore.

"...ma il tempo passa, e non ritorna più
e una lacrima cade nel ragù..."
(Le vecchiette, una poesia di Stefano Benni)

La Redazione

2 commenti:

  1. Non ti preoccupare, se non sperimenti non impari e sbagliando s'impara :D

    comunque ho da darti un consiglio visto che ti sei lamentata del grasso sulla carne. Nell'arrosto e' proprio il grasso che contribuisce a mantenere la carne morbida nonche' a dargli sapore. Se fosse troppo magra, una volta cucinato sarebbe stopposo e asciutto.
    Tanto poi il grasso si scioglie e va a finire nel sughetto ^^

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  2. Sei come sempre un grande cuoco! Oltre che un grande amico! Ricordo ancora il tuo "nessuno nasce imparato" in un momento di crisi nera: ci ripenso spesso ed ogni volta mi fa sorridere.
    Nel mio arrosto però il grasso non si è sciolto... Oltre al sale devo aver sbagliato altro, giusto? :P

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