giovedì 5 agosto 2010

Non è più come una volta...



Vi assicuro che la notizia nella foto è assolutamente vera, nel senso che è apparsa sul giornale di stamattina.

Poco fa, passando a piedi per il centro di questo paesello sperduto dove lavoro, sotto il diluvio universale, mi sono imbattuta in questa notizia. Era matematico che, nonostante avessi entrambe le mani impegnate (ombrello + borsa della spesa), mi sarei fermata a fotografarvela, no?
E' un segno inconfutabile dei tempi che, come dice il mio collega, non sono più quelli di una volta.
Sabato scorso mi è toccato il turno di apertura straordinario dell'ufficio al mattino, così, anzichè fare le pulizie come faccio ogni santo sabato mattina, sono venuta al lavoro. Ad un certo punto della mattinata mi arriva un messaggio del mio ragazzo, con cui mi informa che stava provvedendo lui a pulire casa: che sollievo inimmaginabile! Ero così contenta che l'ho raccontato al mio collega, un uomo in pensione (il motivo per cui un lavoratore in pensione sia un mio "collega" ve lo racconterò un'altra volta, è una storia troppo lunga) e lui, invece di essere contento, era sconvolto. "Come mai?!?!?" mi ha chiesto.
Per me è stata la cosa più naturale del mondo spiegare che, dal momento che io ero al lavoro e lui a casa, non era la fine del mondo se il mio ragazzo puliva, così da avere, da sabato pomeriggio in poi, entrambi il weekend a disposizione per divertirci assieme. Lui era veramente sconvolto... Ha scosso la testa con rassegnazione, ha detto sconsolato "è tutto cambiato..." e ha continuato a fumare la sua sigaretta.
Verso mezzogiorno ha ricominciato a parlare per dire "và a casa, chiudo io qui... vai a dare una mano a quel povero ragazzo...". Fico: sono uscita prima!
In effetti era impensabile fino a qualche tempo fa che una ragazza fosse al lavoro mentre un uomo puliva casa, no? Tanto che per alcuni uomini questo è ancora una lesione della dignità personale.
Però penso, purtroppo, che non siano molte le ragazze fortunate che possono contare su un aiuto nel mandare avanti la casa. Questo perchè femminismo e pari opportunità hanno spesso finito col coincidere con un "spacchiamoci la schiena il doppio". Le cose sono cambiate, noi donne lavoriamo (spesso siamo costrette a farlo visti gli stipendi da fame che girano), affermiamo la nostra indipendenza, siamo lavoratrici stimate e apprezzate, ma a che prezzo? Forse qualcuno ha preso il nostro posto in casa? Forse abbiamo il folletto delle pulizie, quello della cucina e quello del ferro da stiro che passano tutte le mattine per le nostre case? No, semplicemente lavoriamo il doppio. Pari opportunità queste? Ma per piacere...
Le pari opportunità, per molte ragazze, si realizzano solo fuori casa, perchè in casa non è cambiato niente: ragazzi che si aspettano che la fatina dei vestiti faccia loro trovare le mutande pulite e profumate ogni giorni nei cassetti di una camera linda, che si siedono a tavola per mangiare e poi si rialzano per andare a giocare con la Playstation come se fossero ancora alle superiori... Per non parlare poi delle ragazze per le quali le pari opportunità consistono solo in un "sentiti pure libera di spaccarti la schiena finchè vuoi, eh!", senza la gratificazione di uno stipendio dignitoso o di un apprezzamento delle proprie capacità, con paghe che, a parità di studi, di posizione e di impegno, sono anche la metà di quella di un collega maschio (ma qui si aprirebbe un altro discorso che lasciamo perdere per oggi).
Sì, direi proprio che, sia che abbiamo a fianco un uomo in gamba (come ringrazio il cielo sia la mia situazione), sia che ne abbiamo a fianco uno che crede ai folletti, decisamente è cambiato tutto, in un modo o nell'altro.

La Redazione

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