martedì 21 settembre 2010

Lo stallo di pagina 55

Ho scritto 55 pagine tutte d'un fiato, rapita da un'estasi scribacchina. Ora sono allo stallo della 55esima pagina.
Era ora che mi incagliassi in un ostacolo! Cominciavo a pensare che il blocco della scrittrice fosse un'invenzione degli scrittori giusto per prendersi qualche giorno di ferie giustificato. Non che non sappia cosa scrivere, intendiamoci. Io so esattamente come evolverà la trama del romanzo, pur con le deviazioni imposte dal carattere impossibile che sto dando ai "miei" personaggi. Sono semplicemente arrivata ad una situazione in cui devo transitare in qualche modo da una situazione A ad una situazione B (punto nodale che darà avvio a tutto il resto della storia) e sto cercando un modo decente di farlo.
Ho in sostanza scritto le pagine dalle 52 alla 55, poi le ho rilette e facevano pena. Ho pensato che se facevano pena a me che sono la loro genitrice, ad eventuali lettori avrebbero fatto schifo e basta. Le ho riscritte inserendo un altro avvenimento, ma stavolta il tutto mi sembrava poco credibile. Anche il resto della trama ovviamente ha dei punti poco credibili, altrimenti non avrei scritto un romanzo ma vicende di vita vissuta, tuttavia queste pagine si adattavano poco all'atmosfera generale del discorso. Ora sono alla terza stesura di quelle cavolo di tre paginette e come un'equilibrista sto cercando di: non andare fuori tema, sembrare decentemente credibile, evitare deus ex machina, rispettare le opinioni dei personaggi, scrivere di ciò che so senza improvvisarmi tuttologa, non dare eccessivo peso a questi avvenimenti, ma nemmeno lasciarli passare in sordina. Capirete che si tratta di un compito che comporta una certa dose di impegno.
Aggiungiamo a questo alcuni altri elementi di contorno, tra i quali troviamo scadenze lavorative più che imminenti congiunte ad un chakra maligno che fa impazzire (non so come altro dirlo) alcune persone con cui dovrei collaborare per il rispetto di tali deadlines, la conseguente "stufità" galoppante che mi spinge a mandare curriculum a destra e a manca (mi sento una specie di testimone di Geova) ed infine i colloqui di lavoro improbabili cui sono sottoposta (che per la maggior parte si rivelano una perdita di tempo). Promemoria per me: scrivere un post sulla maledizione dei contratti a progetto ed uno sull'imprenditrice che si vantava di aver licenziato in blocco tutti i dipendenti pur di averla vinta sulle loro pretese.

Tra gli elementi di contorno ce ne sono fortunatamente alcuni piacevoli. Ricordate che, all'inizio delle ferie, avevo assistito all'esibizione di ballo country e mi ero ripromessa di iscrivermi ad un corso per imparare a saltellare su una pista con una birra in mano ed un paio di texani ai piedi? Io sono una che tende a mantenere le promesse: l'ho fatto.
La settimana scorsa ho partecipato alla prima lezione di un corso organizzato proprio dalla scuola di ballo che aveva organizzato l'esibizione: spettacolo! Sia i miei amici che io abbiamo deciso di iscriverci e per due mesi saremo impegnati in una full immersion di country, iniziata con i primi passi al ritmo di "cotton eyed Joe". Stasera si replica con la seconda lezione, con a seguito serata country in un locale, animata da un dj. Probabilmente portò ballare solamente una canzone e passerò il resto della serata tracannando birre a bordo pista, ma sono sicura che sarà l'ideale per staccare la spina ed il telefono per un paio di meravigliose, rilassanti, fantastiche ore.
Un po' di sana pubblicità per una scuola di ballo che merita: http://www.firewoodcountrydancers.com/.

La Redazione

Nessun commento:

Posta un commento

Taccodieci wants you!
Lascia un commento...