venerdì 15 ottobre 2010

La strada verso la rovina è sempre lastricata di buone intenzioni


Il titolo di questo blog avrebbe potuto assumere decine di forme diverse. Tanto per dirne una sarebbe potuto essere "è sempre giusto essere trasparenti?", ma anche "quando imparerò a farmi i beati fatti miei e a tenere la mia bocca ermeticamente sigillata?".

Credevo di fare la cosa giusta e sto affrontando l'ennesima giornata pesante come un macigno da millemila kg, chiedendomi come faccio spessissimo ultimamente se non sia io ad avere qualcosa di sbagliato.
A volte odio il fatto di avere un blog pubblico perchè non posso raccontare esattamente come stanno le cose, con nomi e cognomi, e perchè devo parlare per enigmi. Chiamerò le persone in causa Gino, Pino e Tino. Immaginate che Gino e Pino abbiano litigato di brutto e conservino da mesi animo rancoroso l'un l'altro. Gino è vostro amico, di Pino non ve ne può fregare di meno. Gino vi confida che sta per giocare un brutto, bruttissimo tiro a Pino, per vendicarsi, e voi pensate che in fin dei conti Pino se l'è cercata e un tiraccio vendicativo al punto giusto gli starebbe proprio bene. Se non fosse che, in questo tiro molto brutto ci andrà di mezzo anche Tino, una persona alla quale tenete e che sapete non c'entrare niente nella lotta tra Gino e quel fesso di Pino. Voi avreste avvisato Tino di questo brutto tiro in arrivo, anche se non specificatamente indirizzato a lui?
Ci ho pensato e ripensato e alla fine ho deciso di avvisare Tino. Se non potevo prevenire il pessimo tiro almeno ho avvisato un amico affinchè si tenesse pronto a parare la batosta. Tino non credeva alle proprie orecchie, ma il brutto tiro, puntuale come preannunciato, è giunto.
Mi sembra impossibile non essere riuscita a prevedere che Tino si sarebbe arrabbiato con Gino, con cui prima aveva un rapporto pacifico, e Gino si sarebbe arrabbiato con me, per aver spifferato le sue intenzioni. Che non approvassi quanto Gino stava mettendo in cantiere era evidente. Ero d'accordo su una vendetta contro Pino, ma non anche a spese di qualcun altro. Tino si è arrabbiato con Gino, ma sento che anche nei miei confronti c'è qualcosa di diverso, come se si fosse aspettato di più da me che una semplice soffiata, come se avessi dovuto impedire che accadesse il brutto tiro. Più di disapprovare e non sottostare alla cortina del silenzio che avrei potuto fare? Ammanettare Gino ad un termosifone?
Alla fine volevo aiutare tutti (Gino persuadendolo ad essere più mirato nella propria vendetta e Tino preparandolo al peggio), ma non sono riuscita ad aiutare nessuno. Nemmeno me stessa, visto che ancora una volta sono imparanoiata a chiedermi che cosa avrei dovuto fare di diverso.
Sicuramente avere l'influenza il giorno in cui Gino ha sentito il bisogno di confidarmi le proprie intenzioni sarebbe stata la mossa migliore in assoluto.

La Redazione

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