lunedì 4 ottobre 2010

A me il blocco della scrittrice mi fa un baffo

Vi ricordate del mini blocco della scrittrice di cui vi ho parlato qualche giorno fa? Ebbene, è bello che dimenticato!

Non solo ho oltrepassato pagina 55, ma sono addirittura arrivata alla 62. Ho compiuto quel fatidico passaggio abbandonando la situazione A, ed anche se non sono ancora arrivata alla situazione B, sento di poter affermare che il peggio è passato. Ho condito il passaggio con un simpatico siparietto che non so ancora se in seguito tornerà utile o se rimarrà un simpatico siparietto, ma sono comunque per strada e sto camminando. Nessun fastidioso deus ex machina, ho solo smorzato i toni e sono riuscita a trovare una via d'uscita efficace e lineare.
Probabilmente c'entra il fatto che sto transitando da un lavoro all'altro, ma in questi giorni mi sento più rilassata e sento che sto ricominciando a scrivere come un treno come all'inizio.
Nuovo problema che si propone stavolta è quello del carattere dei personaggi. Ho già detto che non ho creato niente di nuovo sotto il sole, perchè se avessi creato io quelle figure avrei anche un certo grado di controllo sulle stesse. Ciò che mi preoccupa ora, tuttavia, non è l'anarchia con la quale il mondo che ho creato si autogestisce indipendentemente da me, ma i riferimenti che sta seguendo. In sostanza ho creato dei personaggi che prendono spunto da persone reali, che conosco, non da ultimo durante la vita d'ufficio. Modi di dire, piccole manie, atteggiamenti sono anche, consapevolmente o meno, quelli delle persone che mi circondano e con cui rido e scherzo per circa 40 ore a settimana. Praticamente inevitabile, giusto? Ok, pacifico. Ora che frequento due uffici diversi sta sorgendo un piccolo caos: i personaggi cambiano perché cambiano le persone che frequento e, come le allergie, sono in evoluzione. Se il cambiamento accade in una vita è anche abbastanza normale, ma se accade in 62 pagine potrebbe sembrare quantomeno innaturale.
Questa è una situazione da gestire con polso, imponendo ai personaggi di mantenere il proprio carattere almeno fino alla fine del libro, salvo validi motivi che giustifichino un cambiamento. Mi dispiace, ma i nuovi personaggi dovranno attendere il prossimo capito della saga (perché non è escluso che il romanzo si trasformi in una saga).

Piccolo post scriptum per coloro ai quali, forse in balia di troppi mojito o forse semplicemente sull'onda di un entusiasmo sconsiderato, ho detto che avrei terminato il lavoro per Natale: non credo che ce la farò. Per Natale sicuramente sarà stata completata la prima stesura, ma ormai sta diventando evidente che un stesura non sarà sufficiente. Mi rendo conto che a volte quando scrivo sono stanca, stressata, arrabbiata o in balia di una vasta gamma di emozioni così ingarbugliate da scrivere peggio di un babbuino dislessico. Come dire: verba volant, scripta manent, re-scripta si capiscont!

La Redazione

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