lunedì 29 novembre 2010

Stupida, stupida, stupida torta al cioccolato

Non si tratta di calorie.
Che avessi problemi di stress era evidente già da tempo. Non so se sia il cambio di lavoro, se sia il cambio di clima, il Natale incipiente, l'effetto serra, fatto sta che da qualche tempo a questa parte avevo i nervi a fior di pelle. Letteralmente. Bastava niente per farmi scattare come una molla.
L'apice è stato toccato sabato pomeriggio, quando, dopo aver preparato una torta contenente tre etti di cioccolato fondente a scaglie, averla tagliata a metà, averla imbottita di crema pasticcera (non mi era mai riuscita così bene), averla spolverata di cacao, averla riposta nella tortiera, mi sono accorta che la tovaglietta sotto la torta non era messa bene. Ho sollevato con cautela la torta, ho messo a posto la tovaglietta e... il fondo della torta si è sgretolato in mille pezzi! Il fondo della torta ha fatto come il Monte Toc ed è precipitato disintegrato sul piano della cucina. Irrecuperabile. Anche cercando di giocare a Tetris con i pezzetti di fondo, non si sarebbe mai riusciti a recuperare la torta. E tutto per la mia stupida mania di perfezionismo e quella tovaglietta non perfettamente simmetrica.
A ripensarci ora avrei potuto sgretolare anche tutto il resto della torta, metterlo in delle ciotoline e trasformalo in un dolce al cucchiaio, vista la quantità industriale di crema con cui la pasta era imbevuta, ma lì per lì sono scoppiata. Ho inveito come una camionista contro la torta, contro la crema, contro quella merdosissima tovaglietta, ho finito di disintegrare il resto di torta con un coltello e l'ho scagliata di violenza nel cestino dell'umido, il tutto ovviamente in un siparietto molto isterico.
Ridicolo? Sì, può darsi, ma mi ha fatta spaventare. Cioè, mi ha fatta spaventare domenica sera, quando sono riuscita a ripensare a quello che avevo fatto in maniera più lucida. Dall’esterno (cioè dal divano dove il mio ragazzo cercava di confondersi con la tappezzeria per non essere travolto suo malgrado dalla furia del tornado) devo essere sembrata una pazza scappata da un manicomio con una corda di lenzuola.
Siccome non è la prima volta che mi capita di scoppiare così, anche se mai prima d'ora avevo ucciso una torta, ieri sono andata a fare una chiacchierata col medico.
Non vi dico la paura di vederlo con nonchalance premere un bottoncione rosso sotto la scrivania e far comparire due energumeni col camice bianco ed una camicia di forza... Mi sentivo una pazza e avevo sinceramente paura che lui confermasse la mia ipotesi: “eh, signorina, oggi la malattia mentale non è più così stigmatizzata… Non si preoccupi... Venga con me...”. Insomma, avevo appena confessato un omicidio colposo e lui non era nemmeno tenuto al segreto di confessionale come un prete.
Invece il medico è stato molto comprensivo. Ha detto che, soprattutto nelle donne, capitano queste cose. Si tratta di una specie di sindrome che colpisce circa la metà del genere femminile e che può portare a comportamenti anche più gravi dell'omicidio di un dolce che non collabora. Trattandosi di una sindrome non è una malattia e di conseguenza non c'è una cura. Lui mi ha consigliato di provare con un paio di mesi di dieta, evitando i fattori scatenanti delle crisi. Ha detto che dovrebbe funzionare. Non appena ha elencato i termini della dieta mi sono sentita svenire:
- No caffè.
- No alcolici (addio aperitivi!).
- Moderazione con i carboidrati (una pizza a settimana andrà bene? Non possono togliermela!).
- No cioccolato (in effetti sabato pomeriggio mi era venuta una voglia incredibile di cioccolato, a me, che di solito il cioccolato lo evito).
- Pochi zuccheri.
- Dieta povera di grassi.
Non rimane molto altro da mangiare, vero? E' quello che ho pensato anch'io. Il caffè può essere sostituito da un sobrio decaffeinato, ma al mattino la brioche, regina dei carboidrati, degli zuccheri e dei grassi, con che cavolo la sostituisco? Oggi la sto sostituendo con una mela, ma Gesù che tristezza... E già mi immagino la depressione di quando qualche amica mi manderà un sms per invitarmi a prendere l'aperitivo. Magari prenderò un Crodino... Mai preso un Crodino... Che gusto avrà?
Anche se il medico sostiene che, al contrario, questo stile di vita, abbinato ad una leggera e regolare attività fisica (portare su per due piani senza ascensore quattro sacchetti della spesa conta?) ed all'estratto di agnocasto all'occorrenza, viene utilizzato anche per combattere la leggera depressione, forse questa dieta funziona contro l'isteria proprio perchè è deprimente.

La Redazione

3 commenti:

  1. Ciao! Troppo bella la descrizione dello sclero con la povera torta (che tra parentesi mi è venuta fame) mi piace troppo come scrivi.
    La dieta fa svenire anche me, però evitare il caffè per un periodo può dare risultati... (la pizza e i carboidrati no però!)

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  2. Ciao, grazie...
    Sto sopravvivendo da due giorni senza caffè. Senza carboidrati no però: mia mamma a pranzo mi aspettava con una fumante carbonara, ignara di tutto. Infatti oggi pomeriggio ho mandato un'email ai miei ex capi che potrebbe vincere il Pulitzer per l'acidità...
    Anche tu a dieta? Per lo stesso motivo mio?

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  3. Non sia mai perdere un pranzo dalla mamma.. poi si offende (lo stomaco!)

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