domenica 19 dicembre 2010

Come capire se lui è Quello Giusto

Che bello tornare finalmente a scrivere... Mi mancava molto questo mio spazio. Non che non siano successe cose dall'ultima volta in ciu mi sono fatta sentire, al contrario, è successo di tutto.
Il Natale, ogni anno, mi porta via tantissime energie. Mi piace preparare i regali per tempo (quest'anno ce l'ho fatta: evvai!), addobbare l'albero, addobbare il portone d'ingresso, la terrazza, cucinare dolci sfiziosi, e il tutto mi impegna molto tempo. Se poi aggiungiamo a questi preparativi anche la ferma volontà di finire la prima stesura del mio romanzo per Natale, come auto-regalo, immaginate quanto sia stata presa ultimamente.

Bando alle ciance, torniamo a bomba all'argomento del titolo: come capire se lui è Quello Giusto e non un ennesimo Perditempo.
Vi racconto come è successo a me.
Sapete che stiamo arredando il soggiorno, giusto? Ebbene, è andato tutto alla grande finchè abbiamo deciso di dipingere due pareti della stanza di grigio.
Il giorno in cui sarebbe dovuto venire l'arredatore per scegliere il campione di colore, sono rimasta bloccata (merda) ad una riunione tanto pizzosa quanto inutile. Dall'interno della riunione cercavo disperatamente di comunicare con il Mio Ragazzo per contribuire alla scelta, ma, alla luce delle evidenti difficoltà logistiche, dopo quaranta minuti di chat tra me, il Mio Ragazzo, l'arredatore, il pittore, ho gettato la spugna e ho delegato a lui la scelta, dicendo "mi fido di te: fai tu".
Sono tornata a casa la sera e ho visto il campione: non era affatto grigio, ma un colore tra il sabbia, il verde... Insomma, un colore indefinibile, ma che anche a me piaceva.
Primo assunto: il colore del soggiorno è stato scelto esclusivamente dal Mio Ragazzo senza alcun contributo da parte mia.

Arriva il giorno concordato per la pittura e stavolta è il mio ragazzo ad essere bloccato al lavoro. Resto a casa io col pittore, che prova alcune tonalità sulla parete e mi chiede di indicare quella che voglio che spalmi sulle pareti. Conoscendo quanto sia di gusti difficili il Mio Ragazzo mi sono detta "non facciamo colpi di testa, eh: atteniamoci scrupolosamente al campione". Ho scelto così la tonalità assolutamente identica al campione.
Il pittore ha dipinto, ha fatto un disastro nel soggiorno, ho pulito come una cammella quando gli operai se ne sono finalmente andati e ho atteso pazientemente, con la schiena a pezzi, il ritorno del mio ometto.
Secondo assunto: mi sono attenuta scrupolosamente alle indicazioni del campione di colore, senza metterci del mio.

A sera il Mio Ragazzo entra in casa ed io gli mostro orgogliosa il lavoro: tadààà! Faccia delusissima da parte sua e un laconico "non mi piace".
La domanda è sorta spontanea: "e come mai non ti piace se l'hai scelto tu?!?". Risposta: "giusto oggi sono stato a pranzo in un locale che aveva le pareti grigio cenere con delle scritte bianche e mi è piaciuto proprio. Penso che il nostro soggiorno starebbe benissimo con quel grigio".
Di seguito tutte le risposte che gli ho dati nei successivi due minuti:
Ma con tutti i [@##° di locali vicino al tuo [@##° di ufficio, proprio in quello dovevi andare a pranzo, [@##°?
Ma non ci potevi andare ieri, [@##°?!?!?
Ma non ci potevi andare MAI in quel [@##° di locale?
Ma non potevano chiuderlo la settimana scorsa per spaccio di droga, quel [@##° di locale?
Poi ho pensato che non avrei retto a vederlo tornare a casa per i prossimi vent'anni per sentirlo esclamare, non appena entrato in casa, "che schifo sto colore" e con rassegnazione ho richiamato il pittore.
Conclusione: ridipingiamo il soggiorno tra una settimana.

Ho capito comunque che lui è Quello Giusto perchè, al di là dell'incazzatura maxima dei primi minuti, non mi sento arrabbiata. Forse il mio ragazzo deve solo ringraziare il cielo perchè sono ancora a dieta stretta senza alcolici e caffeina e imbottita di agnocasto, altrimenti probabilmente l'avrei ucciso, come del resto mi consiglia chiunque mi senta raccontare questa storia. Fatto sta che non mi sento arrabbiata e sono disposta a risgobbare per ridipingere il soggiorno, rispendere la stessa cifra, solo per vederlo felice e perchè il nostro soggiorno somigli a quel [@##° di locale che gli piace tanto. E direi che ci ho pure già messo una pietra sopra a questa faccenda.
Il più arrabbiato è stato invece il pittore. Quando gli ho chiesto di ripassare per vedere il nuovo campione di colore ha risposto seccatissimo, in un criptico dialetto: "prima mi dite che volete il soggiorno grigio, poi mi date un campione che non è grigio, poi vengo e vi dipingo quello che volete e adesso mi chiamate di nuovo per dirmi CHE VOLETE IL SOGGIORNO GRIGIO?!?! Signora, mi auguro che stavolta sia la volta buona, perchè sono materiali buttati via, soldi buttati via, lavoro fatto per niente".
Come dargli torto, ma d'altra parte...

La Redazione

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