mercoledì 8 dicembre 2010

Quando la sfiga si concentra in 24 ore

Ieri è stata una giornata particolarmente sfigata, iniziata in maniera pessima e finita in tragedia. Iniziata cioè con il capo che mi rimprovera per una cosa che non ho ancora ben capito che cosa fosse (forse solo perchè gli ho annunciato che venerdì non ci sarò causa pittore in casa), continuata con una pausa pranzo inconcludente e terminata con un incidente.
A parte il capo, sul quale vi ho già ragguagliati abbastanza, durante la pausa pranzo sono andata a cercare il regalo di Natale per il mio ragazzo. Ho un'idea ben precisa di cosa intendo regalargli, per cui pensavo che un'ora di pausa pranzo sarebbe stata più che sufficiente per sfidare il traffico, arrivare al negozio, acchiappare un commesso ("chi vuoi che vada a fare shopping in pausa pranzo?" pensavo da illusa, "i commessi saranno liberissimi"), volare alla cassa e poi di nuovo in ufficio. Per prima cosa ho scoperto che cercare di fare shopping in pausa pranzo è come cercare di fare la partenza intelligente ad agosto. Tutto il mondo sembra fare shopping in pausa pranzo. Il traffico era uguale a quello delle sei, ho trovato parcheggio distantissimo dal negozio e sotto la pioggia mi sono fiondata dentro.
A gomitate mi sono fatta largo tra gli scaffali fin davanti al "coso" (il mio ragazzo non legge MAI il mio blog, ma non vorrei mai correre il rischio di rovinargli la sorpresa) ed eccolo lì: bellissimo e color silver. Ho atteso per un quarto d'ora che un commesso si liberasse e appena sono riuscita ad acchiapparlo gli ho indicato il "coso" e gli ho quasi intimato "QUELLO"! Di seguito il dialogo surreale:

- Ok. Vediamo... Ce l'ho in blu e in rosa.
- Niente coloro silver?
- No, sono rimasto senza. Ma rosa è bellissimo. Vuoi vederlo?
- E' per il mio ragazzo...
- Ah... Ti mostro il blu?
- No, non importa... (il blu è un colore blu tipo completo giacca e cravatta da vecchio, ndr)
- Vuoi che veda se c'è in qualche altro punto vendita?
- Si, grazie.
(Rumore di tasti sul pc)
- Ecco, ne hanno 6 a Treviso e qualcuno anche a Vicenza!

Il commesso me l'ha detto con espressione raggiante, ma dentro di me ho fatto rapidamente due conti e ho calcolato quanto tempo avrò da qui a Natale per andare a Treviso o Vicenza a comprare il "coso" color silver. Tempo non ne avrò, ma lo dovrò trovare, prima che lo finiscano anche là. In qualche modo mi sdoppierò e troverò questo cacchio di tempo.
La sfiga si è particolarmente accanita ieri sera quando, andando a prendere il mio ragazzo all'allenamento di boxe, ho avuto la fantastica idea di superare sulla linea continua un tizio che procedeva a passo d'uomo. E il tizio, in risposta, ha avuto la fantastica idea di lanciarsi in maniera del tutto immotivata sulla sinistra mentre lo stavo superando, venendo a cozzarmi sulla fiancata. Stramerda.
Ho accostato sulla destra e ci siamo fermati, sempre sotto la pioggia. La sua era a dir poco una macchina da profugo che in tutto sarà valsa sì e no trenta euro, e anche lui pareva proprio avere qualche problema di adattamento sociale. Ma sapete che cosa mi ha dato ancora più fastidio dell'avere la fiancata rovinata da un profugo che non sa andare dritto? Il fatto che, appena scesi dalle auto, lui abbia iniziato a giocare a "intimoriamo la ragazzina" (ho la testa imprigionata in una faccia da liceale, ma non sono poi così cretina), dicendo: "eh, e adesso? Ci tocca chiamare i vigili... E i vigili ti tolgono i punti della patente...". Sperava evidentemente che lo supplicassi implorando spaventata "oh, mio signore... Qualsiasi cosa, ma non chiami i vigili cattivi!". Invece gli ho risposto: "ok, chiamiamoli. Ho punti da vendere sulla patente". Ed è vero! E in aggiunta, grazie alla dieta speciale che sto facendo, è anche più di una settimana che non tocco un alcolico: tiè!
Lui ha cambiato immediatamente direzione dicendo che avrei dovuto fare più attenzione e che era tutta colpa mia, perchè avevo sorpassato sulla linea continua. E io di nuovo a dover cercare di difendermi: "beh, come minimo è un concorso di colpa. Io ho superato sulla linea continua, ma lei si è lanciato fuori. Non vedo perchè se due persone fanno una cosa sbagliata debba pagare solo chi la comincia. Comunque ho fretta: facciamo 'sta constatazione amichevole o chiamiamo 'sti vigili?".
Secondo me il profugo non aveva nemmeno l'assicurazione. Non ha voluto fare la constatazione amichevole. L'unico danno al suo catorcio era la rottura di una freccia e mi ha proposto di dargli 50 euro per prendere un ricambio in demolizione.
Io sono buona e non voglio litigare, così siamo andati ad un bancomat e ho ritirato. Quando mi sono avvicinata di nuovo a lui, lui ha detto "allora siamo d'accordo, mi dai 70/80 euro e siamo a posto". E io: "ma come? Erano 50 due minuti fa! Alla faccia dell'inflazione, [@##°!". La mia incazzatura è stata più che sufficiente perchè lui accettasse la cifra che avevo in mano senza fare altre discussioni. Altrimenti i vigili li avrei chiamati io, sicuro.
E così ora ho la fiancata strisciata per colpa di un profugo che col suo catorcio non riusciva a procedere dritto, dovrò praticamente rinnovare il passaporto per trovare il "coso" color silver e in una sola giornata ho pure dovuto sborsare 50 euro per un palese concorso di colpa. Ma si può?

La Redazione

1 commento:

  1. Cappero... il buccio non ci voleva... accidenti...
    è sempre un piacere leggerti!

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