domenica 16 gennaio 2011

La trappola delle aspettative


Oggi siamo stati a pranzo dai suoceri e la suocera ha chiesto come proceda la stesura del mio primo romanzo.
A proposito, per coloro tra voi che se lo stiano chiedendo: procede alla grande. Il manoscritto definitivo sarà completato nel giro di un paio di settimane circa, con un po' di fortuna e buona volontà.
A questa notizia la suocera si è mostrata contenta e il mio agente, nonchè fidanzato, le ha chiesto se conosca qualche riferimento in qualche casa editrice. Mia suocera ha iniziato immediatamente a telefonare a destra e a manca ai propri contatti.
Mentre stavo in divano a guardare qualche vecchia fotografia di famiglia, l'ho sentita decantare spassionatamente le mie doti al telefono con un'amica. Era una cosa del tipo "sai, questa ragazza si occupa di un sacco di cose... di fotografia ad esempio... e qualche anno fa ha vinto anche un importante premio grazie ad un cortometraggio...".
Tutte cose vere, per carità, ma in quel momento mi è mancato il respiro e a momenti mi strozzavo con un boccone inesistente.
Mia suocera, come il resto del mondo, d'altra parte, non ha letto nemmeno una riga del romanzo. Sa solo che si tratta di un romanzo, punto. Il mio ragazzo, che si è offerto di farmi da agente, è anche lui all'oscuro di tutto. Non ho fatto trapelare alcuna indiscrezione.
Il problema è questo: che cosa succederebbe se, una volta terminato, dessi una copia del libro a mia suocera e lei, leggendolo, dovesse pensare "mio figlio sta con una deficiente"? Perchè potrebbe anche essere possibile, eh. Anzi, è altamente probabile che io non sia una stella nascente della narrativa. E poi il mio romanzo contiene termini scurrili e gergo giovanile che non sono sicura che lei, o un uomo come il mio ragazzo, apprezzerebbe.
Oh oh, mi è semblato di esselmi cacciata in un bel casino.
Per questo motivo nel pomeriggio mi sono messa a rivedere il romanzo con una nuova foga, grazie alla consapevolezza che c'è chi sta già facendo molto per far realizzare questo mio sogno basandosi solo sulla fiducia che ripone in me. Trovo che questo sia straordinario e sono veramente grata sia al mio fantastico ragazzo che a mia suocera per tutto ciò che stanno facendo. Come minimo un po' più di impegno da parte mia nel terminare questa cosa se lo meritano.
Sia chiaro però che, se fiducia deve essere, fiducia sia: non intendo cambiare una virgola del romanzo per ricercare l'approvazione di qualcuno. Sento solo la pressante sensazione che provano tutti i maschi quando diventano adulti e che credo si chiami "ansia da prestazione".
Mentre stavo lavorando al romanzo, qualche ora fa, il mio ragazzo se e è uscito dicendo nientemeno che quando io sarò una scrittrice a tempo pieno potremo permetterci un gatto. Merda. E come glielo spiego che non sono una Kinsella? Non glielo spiego, ecco tutto: leggerà il romanzo una volta terminato e se ne renderà conto da solo. Spero che la delusione non sia tale da non cogliere gli spunti positivi che, ne sono certa, ci devono pur essere da qualche parte nel manoscritto.

La Redazione

3 commenti:

  1. Brava. Mai cambiare di una virgolo un proprio progetto per, anche solo provare, a compiacere gli altri. Kubrick non faceva i suoi film cercando di compiacere i suoi produttori, ma per se stesso! Ecco perchè era (anzi è) un genio!Saluti da un futuro (quasi) Mister!

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  2. Grazie Mr. Colorado!
    Mi ci vogliono proprio queste virtuali pacche sulle spalle...
    A presto!

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  3. Sono certa che gli spunti positivi ci siano! Sono sempre più curiosa di leggerlo soprattutto ora che so che contiene termini scurrili e gergo giovanile!!
    Comunque ognuno ha il suo target, non puoi piacere a tutti ma ciò non significa che tu non possa diventare una grande nel tuo settore. Prendi il precedente nominato Kubrick, a me non piace per niente ma si può forse dire che non sia un genio?
    Su su forza, io faccio il tifo per te!

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