sabato 19 novembre 2011

Altolà al cafone!

Io vorrei uno di quei deodoranti potentissimi. Avete presente quelli che la réclame dice che durano ventiquattro ore e ci puoi perfino fare rafting che continui a profumare di violetta appena sbocciata?
Solo che io vorrei un deodorante che non mi evitasse di puzzare come un pezzo di pecorino dimenticato sul balcone a ferragosto (beh, se avesse anche questo effetto non me ne lamenterei), ma un deodorante che mi tenesse lontani i cafoni. Avete presente la figata? Lo metterei al mattino e tutti i cafoni mi starebbero distanti fino a sera.
Sicuramente non tornerei a casa isterica come invece mi capita fin troppo spesso.

Ma chi sono i cafoni che non sopporto? Beh, vi consiglio di mettervi seduti e di reggervi forte, perché i cafoni di cui il mondo mi sembra sovrappopolato e che secondo me starebbero bene messi al muro o a spalare sale in una miniera sono tanti.
Mi limiterò, per necessità di sintesi, a quelli che ho incontrato questa settimana.

1. Quelli che si credono una sede staccata dell'Accademia della Crusca, i paladini dell'Italiano, gli strenui difensori della grammatica, quelli che quando guardano il tiggì non ascoltano le notizie perché sono troppo impegnati a cogliere (e criticare con un sorrisino beffardo da schiaffi) gli strafalcioni dei giornalisti.
Sapete perché non sopporto questi cafoni? Perché chiaramente sono gli unici, soli ed indiscussi depositari del sapere lessicale e deridono i comuni mortali che parlano come mangiano.
Ma qualcuno, a questa gente, glielo dovrebbe dire, che parliamo una lingua viva, mica sanscrito. In quanto lingua viva, la nostra, è soggetta a mutazioni. Essendo la nostra una delle lingue con più modi per dire la stessa cosa, è poi naturale che ciascuno abbia il proprio stile.
Un'altra cosa che qualcuno dovrebbe dire a questi signori è a) che parlare con loro è piacevole quanto sedersi in asse su di un pigna, impegnati come sono a scovare le nostre imperfezioni e b) che il tiggì va ascoltato nei suoi contenuti, perché i giornalisti non sono cattedratici, ma persone normali che ci raccontano cosa accade nel mondo!

2. Quelli che pensano che le donne siano tutte facili: vi piacerebbe, eh?
Quelli che pensano che le donne non possano che trovarli irresistibili e cadere ai loro piedi, quelli che pensano che le ragazze che dicono di no in realtà vorrebbero dire "sììì" ma se la tirano o vogliono essere (insistentemente) corteggiate.
Quelli che pensano che una ragazza dica di no solo perchè non vuole essere considerata una facile, ma alla quarta (o anche millesima, se necessario) volta in cui verrà assediata con l'artiglieria pesante cederà, perché era questo che voleva fare fin dall'inizio.
A questi vorrei far presente che le ragazze a volte ci stanno e a volte no, punto. Non è una questione di quanto uno sia disposto ad insistere, non è che se una dice di no è perché non vuole essere considerata facile. Una dice di no e basta. Con tutta probabilità sarà "no" fino al giorno del giudizio.
Occorre farsene una ragione, a volte.

3. Quelli che sono così totalmente privi di qualità per i quali l'unico modo per emergere consiste nel mortificare gli altri. Quelli che non perdono occasione per mettere in evidenza i tuoi difetti (veri o presunti), magari in pubblico, con un sorrisino da spegnerci una sigaretta sopra.
Quelli che quando si comportano così e vedono la rabbia che ti monta dentro, sotto sotto ci godono, perchè è segno, secondo loro, non del fatto che stanno rischiando la vita, ma che hanno colpito nel segno.
Volete che vi faccia vedere io, come colpisco nel segno la vostra fronte con un oggetto pesante?
A questa macrocategoria appartiene il sottoinsieme di quelli che sanno fare bene una cosa nella vita, una sola, e non perdono occasione per far notare che la sanno fare e voi no. Che sia l'uncinetto, che sia una conoscenza della storia o della geografia che sconfina nella psicosi, qualsiasi sia l'argomento toccato dalla conversazione se ne escono con domande del tipo "ma tu sai qual è la capitale dell'Azerbaijan?". No che non so che [@##° è la capita dell'Azerbaijan (con tutto il rispetto per gli abitanti di quel posto sicuramente spettacolare), ma sono venuta su bene per trent'anni anche senza saperlo! Ed è inutile che fai quella faccetta buffa e che sorridi in pubblico solo perché sai che sono una capra in geografia e che mi avresti colta in fallo! Della serie: ti piace vincere facile?

4. Quelli che hanno sempre ragione e che anche quando hanno torto hanno ragione. Ancor peggiori sono quelli che hanno torto, rubano la tua ragione e poi la fanno passare per propria.
- Senti, per questo problema non c'è soluzione.
- Beh, veramente potremmo far così...
- E io che ho detto?
- Che non c'era soluzione!
- Ho detto che non c'era "altra" soluzione.
- Porca vacca no!
- Beh, l'importante è che abbiamo trovato la soluzione.
- Non "l'abbiamo" trovata! L'ho trovata io!
5. Ciliegina sulla torta, quelli (o meglio quellE) che non hanno mai tempo di far nulla e che lodano te e le tue grandi fortune (alias il tuo tempo libero).
Quelle che dicono che sei fortunata, perché tu riesci a leggere, scrivere, lavorare, tenere una casa decentemente, stirare, lavare, fare la spesa, fare volontariato, andare in palestra. Loro ti ammirano e ti stimano, perché loro sono oppresse dal lavoro, dalle responsabilità e dai ritmi frenetici che questa ingiusta società capitalista ci impone.
In questo modo, anziché.
Ma che se ne andassero...
Non penso proprio di essere Wonderwoman e a colazione non mangio pane e gazzella: sono una ragazza normale che ritiene che lavorare e basta sia buttare via una vita. Se devo spaccarmi la schiena, voglio farlo "anche" per qualcosa che mi dia soddisfazione e mi diverta.
Evidentemente loro si divertono e si gratificano ad essere oppresse e stressate.

Che ne dite, ce n'è abbastanza per questa puntata?

La Redazione


Spero vivamente che nessuno di voi si senta chiamato in causa da questo sfogo. Ho parlato di persone che ho incontrato durante quest'ultima settimana e non di chi conosco personalmente (tantomeno di amici: mai potrei avere amici in suddette categorie!).

12 commenti:

  1. Direi che ce n'è abbastanza sì :D

    Sto quasi per ritrattare la mia convinzione che sia tu la Buona e non la Dani :D

    Abbraccio!

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  2. Se lo trovi mi fai il favore di dirmi dove andare a comprarlo :P

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  3. Se esistesse un prodotto del genere saremmo molti di meno su questa terra...

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  4. io una volta facevo vergognosamente parte della categoria 1 xD adesso, invece, quelli che correggono sempre tutto mi danno più fastidio di quelli che sbagliano tutti i congiuntivi!
    quanto alla 5, effettivamente ora ne faccio un po' parte, soprattutto per ciò che riguarda la lettura. Mi è sempre piaciuto leggere, ma con la scusa che prendo pochissimi treni, devo studiare come un mulo e torno sempre tardi, l'ultimo romanzo che ho letto risale allo scorso agosto :-(

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  5. ecco .... lo vorrei pure io un profumo così.... quanto sarebbe più solare il mondo!!!!
    Paola

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  6. Di la verità...parlavi di me!
    Sto scherzando, direi che non rientro in nessuna delle tue categorie, anche se un pochino nella prima...vabbè , ma certe volte gli strafalcioni sono così evidenti che, nonostante i contenuti, è difficile non notarli, da questo a farne uno sport nazionale, ce ne vuole!!
    Comunque è sempre un piacere leggerti !
    Buona domenica loredana

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  7. Ogni parola scritta rappresenta una persona che mi circonda, e dio quante sono vere le parole che scrivi!!!Forse è per questo che ultimamente tento di isolarmi il più possibile e uscire con la gente il minimo indispensabile... sto diventando una selvaggia!!!! AIUTOOOOO!!!!

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  8. @Fil: dillo a Dani, ne sarà entusiasta! Comunque io ho sempre sostenuto che fosse lei quella buona. Io sono quella più paziente, forse, non la più buona di sicuro.

    @Isabel: non appena trovo il negozio giusto lo recensisco, no problem. Finirebbe le scorte in 2 minuti.

    @Secondobinario: se esistesse un prodotto del genere ci sarebbe un sacco di gente che non potrebbe avvicinarsi a nessuno. Sarebbe spassosissimo vedere i cafoni girare per strada costantemente con la faccia schifata!

    @Marco: fondamentalmente anch'io sono per la difesa dell'italiano, ma non fino a diventarne maniaci. I modi di dire ci stanno e se si scrive "perché" con l'accento ottuso anziché acuto capisco che è perché la qwerti lo rende molto più comodo.
    Se non leggi no problem, davvero! Basta però che tu non dica al tuo amico che fa quindici lavori e legge tra le due e le tre del mattino che vorresti avere la sua fortuna. Sembra impossibile, ma qualcuno dice a me che vorrebbe avere il mio tempo libero. A me, la persona più impegnata del pianeta dopo Obama!

    @Paola: io pure vorrei avere un profumo così! Anche se puzzasse di cimice sarebbe il mio profumo preferito.

    @Loredana: non parlo di chi non sopporta chi non ha la minima cognizione della lingua. Ci mancherebbe: una lingua comune è necessaria per comunicare e una lingua comune non è un'opinione. Però da questo a farne una mania...

    @Marianna: no, dai, non diventare una selvaggia... Aderisci alla campagna contro la cafonaggine e sfogati pure qui! Credimi, per quanti cafoni tu possa incontrare nella giornata, qui troverai qualcuna che ti capirà alla grande!

    Un abbraccio di solidarietà a tutti coloro che hanno a che fare con i cafoni!

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  9. Sul punto 1: credo che il "perchè" con l'accento grave sia in realtà un (sotto)prodotto del corsivo insegnato alla scuola elementare: quando ti insegnano a scrivere, l'accento è sempre una mezzaluna, acuto o grave che sia.

    Sul punto 5: leggi "invidio il tuo tempo libero" : intendi "invidio il tuo equilibrio" ; leggi "sono oppresso/a dai ritmi frenetici di questa ingiusta società capitalista" : intendi "il mio lavoro non mi soddisfa, non riesco a realizzare i miei sogni e ciò alimenta il mio sconforto e la mia pigrizia." Mi stai ispirando uno dei prossimi post ;-)

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  10. Non posso fare a meno di leggere, annuire con la testa ad ogni parola e pensare a chi mi circonda per rendermi conto che rientrano in ogni categoria... in modo particolare le donne, quasi tutte fan parte del punto 5!!! Perchè farmi una colpa del fatto che trovo il tempo di fare ciò che mi piace e mi rende felice??? Tutta invidia secondo me.
    Complimenti davvero, ti seguo da poco ed ho subito adorato il tuo blog :D !!!

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  11. @Marco: ma sai che non ci avevo pensato? Credevo si trattasse di una comodità della tastiera...
    E sappi che non vedo l'ora di leggere il tuo prossimo post :-)

    @fadetoblack: ma grazie infinite!
    E comunque ti do pienamente ragione: sono solo ed esclusivamente le donne ad avere una mente così contorta da partorire certi ragionamenti!

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  12. Oh ne incontri di brutta gente tu eh! :)

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Taccodieci wants you!
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