domenica 8 gennaio 2012

Le persone orribili pensano che avere un figlio sia come avere un gatto


Guardo la gatta, ospite da noi per qualche giorno. La scema si sta rincorrendo la coda sul letto, come se non sapesse che quella cordicella pelosa fa parte del suo stesso corpo.
Che sia al suo pelo che sono inspiegabilmente allergica? Ma soprattutto penso a quanto sia bella la vita del gatto ed a quanto siano belli i gatti.
Mi piacerebbe avere un gatto, mi piacerebbe proprio.
All'inizio pensai di prenderne uno, ma poi ho feci altre considerazioni. La povera bestiola sarebbe rimasta a casa tutto il giorno da sola, a fare due chiacchiere con se stessa, in attesa del nostro ritorno dal lavoro. Solo durante il fine settimana avrebbe potuto sentire che noi saremmo stati qui e avrebbe potuto sentirsi parte di una comunità più ampia che non quella formata, appunto, da se stessa.
Giudicai la cosa una enorme crudeltà nei confronti del piccolo essere peloso ed archiviai la faccenda.

Qualche sera fa vado a trovare la mia amica, che attualmente sta aspettando un bambino.
Dal momento che sono bravissima a farmi paranoie da sola, senza che qualcuno debba aiutarmi in alcun modo, fantastico a come sarebbe la mia vita se i ruoli della mia amica e il mio fossero invertiti.
Io sono quella che va alle feste, che torna a casa quando vuole, mangia solo se ha fame (e decisamente troppe schifezze), indossa tacchi anche per andare al gabinetto ed in generale si diverte. Lei è quella che sta aspettando un figlio e che mi fa notare come, con molta crudeltà, i libri sulla gravidanza che sta leggendo le suggeriscano di mettere da parte la propria libertà personale per, diciamo, i prossimi vent'anni (lo dice veramente il libro di Kaz Cooke, "il bello del pancione").
Se i ruoi fosserto invertiti lei andrebbe alle feste, non metterebbe i tacchi perchè non è sua abitudine, ed io sarei quella che dovrebbe rinunciare alla propria libertà personale.

Mi chiedo a quale persona sana di mente possa passare per l'anticamera del cervello di rinunciare alla propria libertà personale ed al controllo sul proprio corpo.
Ops, ho pensato un pensiero orribile!
Perchè questo è un pensiero orribile, vero? Perchè i bambini sono frugoletti che portano gioia e felicità nelle case, pur sbavando, piangendo tutte le notti, rendendoci degli informi dispenser di latte con le occhiaie.
Ops, ho pensato un altro pensiero orribile!
Forse sono una persona orribile fatta e finita.

Poi penso anche che, se fossi al posto della mia amica, come minimo dovrei tornare al lavoro prima di subito.
In parole povere, dovrei prendere un paio d'ore di permesso, giusto il tempo per partorire, fare una foto al frugoletto e poi dovrei tornare alla scrivania. Magari in tailleur e tutta tirata per una riunione importante.
Non che io voglia questo, semplicemente dovrei farlo o il frugoletto e family si troverebbero in men che non si dica a mangiare alle cucine popolari.
Dovrei lavorare tanto, fare straordinari. Probabilmente dovrei spedire il latte materno dall'ufficio a casa con la FedEx.
Il frugolo dovrebbe avere una baby sitter, andare all'asilo "per socializzare fin da piccolissimo" (e non per lasciare a me la giornata libera per lavorare, sia mai che il mio fine non sia educativo) e trascorrerebbe con i gentiori giusto il tempo di cenare e di filare a letto.
Forse gli racconterei la favola della buonanotte, o forse lui mi accarezzerebbe la testa, preso da pietà, dopo che sono stramazzata di stanchezza sul bordo della sua culletta.
Durante il weekend la situazione non migliorerebbe di molto. Sarei fisicamente a casa, ma dovrei pulire, lavare, stirare e darmi a tutti i piacevolissimi hobby che piuttosto vorrei avere la cistite e che già ora mi occupano tutta la giornata del sabato. Tempo a disposizione per il frugolo zero, a meno di non ammalarci tutti di qualche malattia dovuta a condizioni igieniche pietose, tipo la scabbia, nel giro di un paio di settimane.

Se il tempo per lui sarebbe nullo, lo sarebbe ancora di più quello per me ed FF.
Vita coniugale dispersa tra pappe e rigurgiti, stanchezza arretrata come il debito pubblico. Feste? Non per i prossimi vent'anni. Tacchi? Ma chi voglio prendere in giro. Cenetta romantica? Al volo, giusto durante i Teletubbies.

Immagino che ci sia, comunque, una motivazione che spinge le persone ad avere figli, che pure, intendiamoci, so che desidero (non chiedetemi come o perchè, lo so e basta).
So che ci deve essere una ragione profondissima, così profonda che noi stessi ignoriamo, per sacrificare i propri diritti civili sull'altare di una nuova vita, seppure in questo mondo spostato.
Poi guardo il gatto, però, e penso che, se la privazione delle mie libertà personali, in un momento di follia, è una scelta che potrei anche fare (sperando che il mio istinto materno sbuchi fuori dal cilindro giusto in tempo per salvarmi in extremis), avere un bambino potrebbe per certi versi essere paragonabile all'avere un gatto in giro per casa.
Avere un gatto è stata una faccenda archiviata per rispetto nei confronti del genere felino. Non abbiamo un gatto per non costringere un essere peloso a starsene tutto il giorno in un appartamento, senza potersi fare le unghie su nulla, a rincorrersi la coda come un deficiente.
Avere un figlio e poi affidarlo a nonne, baby sitter o spedirlo all'asilo mi sembra una situazione analoga.
Io posso decidere per me stessa, posso io decidere di privare me medesima delle mie libertà, ma posso decidere di privare un bambino della propria famiglia?

I bambini sono esseri meravigliosi, nonostante il vomito, le coliche ed il fatto che per venire al mondo devono devastarti fisicamente, e sono sicura che per qualche inspiegabile ragione un figlio potrebbe addirittura voler bene a due genitori visti quasi solo in una fotografia.
Mi chiedo se sia capacità di amore, invece, quello con cui io ricambierei.

La Redazione

33 commenti:

  1. Magari un tantino estremo ma giusto!

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  2. Come ti capisco! Questo é un quesito che mi sono già posta un sacco di volte! Anche io non vorrei affidarlo all'asilo o alle nonne quindi dovrei rinunciare al mio lavoro, ma adesso non sono ancora pronta per farlo!

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  3. Mi mancava il tuo blog. Ora sono tornata e spero di ritagliarmi un pò di spazio per seguirti/seguirvi..e per non abbandonare più il mio blog..in fondo è come un gatto ..no?
    Scherzo... il tuo post è diretto e come al solito preciso.. tanti non ci pensano e tanti altri forse troppo. La cosa giusta starà sempre nel mezzo?

    Un sorriso....

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  4. Hai perfettamente ragione, quello che dici è quello che penso anch'io.
    Io sono molto estrema sul discorso figli, o hai tempo e gli stai dietro (tradotto: puoi permetterti un part-time e il pomeriggio lo passi con loro) oppure puoi anche farne a meno. Non li ordina il medico, puoi avere una vita completa anche senza, c'è poco da fare. Puoi anche rimpiangerli, se non li fai, è vero, ma sarà proprio così speciale un giorno avere un figlio che a malapena conosci e che ti rinfaccerà che quando era piccolo tu per lui non c'eri mai?
    Sì, perché i bambini sono belli finché imparano a parlare, gattonano per casa, ma un giorno diventeranno degli adolescenti arrabbiati (quelli che peraltro siamo stati quasi tutti) e già se sei stato un buon genitore, di quelli presenti che gli sono stati dietro, ti faranno impazzire. Pensa se no, che vita.
    Una mia amica, che lavora a turni, anche 10 ore alla volta, mi dice sempre "ma tanto ci sono i nonni, se no a cosa servono?"
    Secondo me, le dico, non a fare da babysitter tutto il giorno sette giorni su sette. Se no a questo punto tuo figlio se lo adottano e morto il discorso. Il figlio è tuo, te lo cresci tu come vuoi tu, no che lo parcheggi a destra e a manca perché hai mille altri impegni.
    Per carità, è vero che se tutti ragionassero così nessuno farebbe più figli... Ma al di fuori dei luoghi comuni, del fatto che i figli si fanno se no non si è una famiglia eccetera... Poi chi se la vive, la vita, siamo noi, e che vita è lavora come una schiava, fai le faccende, e stai dietro al figlio nei ritagli di tempo?
    Io son strana, eh, a me i frugoletti interessano fin lì, penso sempre "oltre", a quando andrà a scuola, mi chiederà di correggergli i compiti o accompagnarlo a karate e io non avrò tempo ne' voglia... è lì che cominciano ad essere cavoli amari...
    Sono troppo paranoica io forse?

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  5. io probabilmente sono una persona *estremamente* orribile, dal momento che ritengo che un gatto sia molto meglio di un figlio.
    e all'alba dei miei 34 anni, continuo a sostenere che gatto vince su figlio :)

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  6. Premesso che ovviamente ognuno decide per se stesso, e ci mancherebbe altro, è pur vero che se si facessero figli solo in caso ci si possa permettere di stare poi a casa senza lavorare per crescerli personalmente, allora il genere umano si estinguerebbe (per lo meno in Italia).
    Purtroppo bisogna lavorare, e santifichiamo i nonni subito!

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  7. estremo, troppo estremo. Esistono compromessi, tanti compromessi, per essere buoni genitori (casomai non ottimi) ed avere una propria vita lacorativa e sociale soddisfacente.

    Certo, se esci di casa alle otto di mattina e torni alle otto di sera, casomai con cose da fare per il giorno dopo e accumuli anche lacoro da svolgere nei fine settimana ... bè, no, non ti suggerirei una gravidanza. Un figlio è un impegno enorme, che non può essere relegato ai (pochi) ritagli di tempo, allora meglio non farlo. In fondo nessuno/a è obbligato/a a fare figli, così come nessuno/a è obbligato/a a sposare il proprio lavoro

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  8. Ma che libri leggi cara Redaz...direi che hai una visione del tutto distorta della realtà, certo un figlio ti stravolge la vita e due ancora di più, ma quando li hai ti rendi conto che il tempo per te, anche se lo ritrovi, poi non ti serve più perchè l'unico tempo per te che vorrai, sarà quello che trascorrerai con loro...

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  9. @Secondobinario: grazie mille! Il tuo commento mi aiuta a sentirmi una persone più normale e meno orribile!

    @Laura: già, ci sono tutti e due i problemi. Da un lato occorre essere pronti a mollare il lavoro, dall'altro c'è chi sarebbe costretta comunque a lavorare a tempo pieno.

    @Barbara: anche io credo che la verità stia nel mezzo. Io sono sempre diretta ed estrema perchè, purtroppo, penso in maniera diretta e a volte tragica. Poi ci penso e mi rassicuro, ma non sempre.

    @Fiona: cara Fiona, siamo almeno in due ad essere paranoiche. Ma non ti pare che questo ragionamento sia ingiusto? Tradotto: non ti pare che sia ingiusto non avere possibilità di scelta, ma essere costrette a parcheggiare i figli perchè con uno stipendio pieno ed uno part time non si tira a campare?

    @Deindre: ahahah! Scusa, ma mi è piaciuto un sacco il tuo commento! Mi piacerebbe sapene di più su come la pensi, giuro!

    @Slela: sì, santifichiamo i nonni! E hai ragione, ci vuole una sana dose di incoscienza a fare un figlio.

    @OldMan: Stavo quasi per darti ragione su tuttii fronti, fino a quando sono arrivata alla fine del tuo commento. A volte qualcuno è obbligato a sposare il proprio lavoro, soprattutto quando i contratti sono precari e gli stipendi sono da fame. Scusa se ti contraddico, ma a volte non è una scelta dover tornare a lavorare prima di subito. In tante noi siamo fortunate se ci possiamo permettere di stare a casa in maternità. Io, per esempio, so che devo mettere in conto che se un giorno deciderò di avere un figlio sarò disoccupata, altro che maternità. E non mi pare cosa da poco.
    Quelle che tra la famiglia e il lavoro scelgono il lavoro, infine, non le capisco nemmeno io. Sinceramente, secondo me, non c'è paragone.

    @Mammola: grazie, il tuo commento mi ha rassicurata... Ti ringrazio davvero cara Mammola!
    PS: tu l'hai letto quel libro? E' angosciante!

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  10. Io ho fatto i tuoi stessi pensieri, ma...paragonandolo ad un cane! In questo momento non potrei avere nè l'uno nell'altro dato che sia io sia il mio fidanzato passiamo l'intera giornata fuori casa, tra l'altro io a distanza di 60 km da casa...non credo sia giusto farlo crescere tra nonni, babysitter e varie ed eventuali...almeno, io la penso così!

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  11. @redazione: in un mondo normale la donna non dovrebbe essere messa di fronte ad una scelta del genere. Purtroppo il nostro non è un mondo normale, e se il lavoro non è compatibile con una vera genitorialità, non c'è scelta: o si rinuncia o si cambia lavoro (meno remunerativo, meno gratificante, meno ... tutto). Ripeto, non è giusto, ma è una realtà che è difficiel cambiare :-(

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  12. @Iaiakasa: sai esattamente come mi sento, quindi. Ti auguro che tu possa trovare un lavoro, al più presto, almeno più vicino a casa.

    @OldMan: io lo so che nel risponderti tenderò a personalizzare, lo so già e me ne scuso fin da adesso.
    Il fatto è che, credimi, non è sempre possibile scegliere un lavoro meno gratificante, meno remunerativo e meno tutto. Il fatto è che, purtroppo, è necessarissimo anche uno stipendio basso, con contratto precario e gratificante quanto incollare francobolli dalla mattina alla sera. Ci sono moltissime persone, soprattutto giovani, che contano su stipendi bassi e che non ne possono fare a meno, e che darebbero una costola per un altro tipo di lavoro.
    Non è giusto. Il fatto che sia così e che le cose non si possano cambiare (a meno di non smetterla di pensare ciascuno ai casi propri) non rende il tutto più giusto.

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  13. @Redazione: non è ingiusto, è proprio una schifezza! Io sono estrema e lo ribadisco, ma tieni anche presente che non ho tutto questa esigenza di fare figli... mi piacerebbe, sì, no, forse, boh. Quello che mi dà fastidio è che non è che posso scegliere di farli o non farli, è che sono costretta a non farli perché non posso permettermeli, economicamente. E so che se potessi permettermeli economicamente non potrei in termini di tempo, perché per guadagnare abbastanza dovrei farmi 10 ore di lavoro al giorno, minimo.
    I miei erano così e io passavo metà e più della mia vita con i nonni, e ti garantisco che non ho ricordi felici della mia infanzia legati ai miei genitori. Ecco perché sono estremista, ma appunto, forse esagero, forse sono troppo paranoica (è il mio primo difetto!) ma purtroppo in questi anni sono arrivata a pensarla così.

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  14. quante cose vorrei dirti?..mille? duemila?tante, troppe..mi mette tristezza leggere da te e dai commenti, che c'è davvero così tanta paura e tante paranoie...
    Io non sono mamma, io non ho provato questa esperienza..però la immagino!
    L'unica cosa che mi sembra egoismo qui è vedere un figlio come limitazione della propria liertà...vederlo solo come l' addio alla palestra, alle serate, al divertimento...
    Mi trovo completamente d'accordo con Mammola che scrive "ti rendi conto che il tempo per te, anche se lo ritrovi, poi non ti serve più perchè l'unico tempo per te che vorrai, sarà quello che trascorrerai con loro..."
    E' così difficile pensare che non si vivrà più per se stessi ma per un'altra personcina che ti gattona per casa? e chi se ne frega se ti crescerà un po' di pancetta...vogliamo vivere in una condizione di sex and the city per sempre? francamente mi sembra la cosa più triste di questo mondo!
    E sai un'altra cosa? i bambini hanno l'enorme capacità di amare incondizionatamente, e magari si dovrebbe cominciare a imparare qualcosina da loro! Sono sicura che a un figlio non importa se l'unico momento che avrai per lui sarà la favola della buonanotte, per lui sarà comunque il momento più bello della giornata! e con questo non voglio dire che vederlo mezzora o 8 ore al giorno sia la stessa cosa, ma sono convinta che serva tempo di qualità e non di quantità!
    Socina, i bimbi arrivano e ti riempiono la vita e tutti i problemi che ora ti vengono in mente ora avranno la risposta in quel frugoletto! Nessuno dice che sia semplice per carità, però credo che sia veramente la cosa più bella che una persona possa fare! Dare la vita ad una persona non è un atto di egoismo, è un atto di amore!
    e ti lascio con una frase di una canzone di Nek, E' con te, che ha scritto mentre aspettava la nascita di sua figlia "...Sei il trionfo di una sinfonia
    La certezza e l'energia
    Che io possa continuare a esistere "
    Non ti sembra meraviglioso che una piccola parte di Redaz possa vivere in un'altra personcina?

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  15. @Fiona: tu sei estrema, è vero, ma non posso non condividere almeno un po', segretamente, quello che dici.
    Ai tempi della scuola, facevo la baby sitter ad una bambina molto piccola. La piccina era così confusa, vedendo sempre me, dal mattino presto alla sera, che quando iniziò a parlare per lei la parola "mamma" non aveva alcun significato specifico, tanto che chiamava "mamma" qualsiasi cosa, compresa la caffettiera.
    Se mia figlia facesse la stessa cosa, mi sentirei la persona più fallita del mondo.

    @Dani: in maniera molto confusa, ho cercato di trattare due questioni diverse.
    - La questione della perdita della libertà personale.
    Su questo punto concordo, nel senso che hai detto tu e che ha detto Mammola. I bambini, sotto sotto ne sono convinta, valgono questo sacrificio. Che poi sono sicura non sarebbe affatto un sacrificio, come direbbe Mammola.
    - La questione del poco tempo da dedicare ad un figlio.
    Non sono convinta che si tratti di una questione di "qualità" del tempo e affatto di "quantità". Secondo me la qualità conta, ma anche la quantità. Un bambino non può passare tutta la giornata con altre persone e poi fare riferimento alla mamma come persona più importante della sua vita, se non c'è la mamma quando qualcuno lo prende in giro a scuola, se non c'è la mamma alle sue recite, se non c'è la mamma quando deve fare i compiti, eccetera.
    Che poi la mia paranoia non è che lui non mi voglia bene, ma che non sia amore quello che gli darei io.
    Certo che mi farebbe piacere vedere una piccola Redaz o un piccolo FF in giro per casa... Le mie paranoie nascono proprio dal fatto che mi piacerebbe eccome vederli... Solo che vorrei appunto "vederli" e non farmi mandare una chat via Skype da una babysitter... I bambini si meritano almeno un genitore che li tenga in braccio quando piangono, non di dover mettere via le lacrime per un momento dopo le 20.00...
    Ecco, queste sono le mie paranoie...

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  16. lo sai cara Redazione, che un mio amico che lavora nelle discoteche per sensibilizzare alla prevenzione droghe e aids, ha due bimbi, uno in arrivo e va ad un sacco di feste..l'ultima festa cui è andato per essere nel gruppo VIP doveva dire all'ingresso: 'persone orribili!!!'
    Questo per dire, oltre al fatto che alla festa forse c'eri anche tu..dato il titolo...che ognuno pian piano ristabilizza la propria vita sulla base di come era prima dell'avere figli...certo sono un cambiamento, ma sta tutto a come ci si pone...io non facevo una beata fava beatamente prima e beatamente continuo a fare un'emerita...un embraco

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  17. @Scleros: ahahahahah! Oddio, ti aspettavo su questo post!
    Grazie, sei diventata improvvisamente la mia paladina! Grazie per non aver tirato in ballo il famigerato istinto materno o per non avermi fatto venire sensi di colpa. Quindi non tutto è perduto, insomma? Potrei continuare a portare i tacchi ed avere dei figli felici che mangiano da Mc Donald's e mi accompagnano in giro per saldi?
    Sarebbe bellissimo insegnare a una piccola Redaz ad andare sui tacchi anzichè in bicicletta... E insegnarle a dire la sua prima parolaccia quando è stressata...
    Che ne dici? Sarei orribile se facessi così?

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  18. Che sia tutto nel prendersi meno sul serio?

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  19. Certo io dovrei essere l'ultima a commentare questo post, data la mia condizione di quasi partiriente, ma lo faccio per dire che in parte concordo con il fatto che e' necessario pensare a come gestire i figli una volta nati, e che anch'io ho sempre pensato che prendere un animale per poi lasciarlo tutto il giorno da solo e' un delitto, ma i figli sono un altro discorso. La mia primogenita l'ho cresciuta dandole tutta la liberta' necessaria alla sua eta' senza essere ne oprimente ne troppo permissiva, per il momento e' cresciuta bene, nonostante io l'abbia messa al nido a 2 mesi e mezzo... ma se non hai altri mezzi devi arrangiarti. Mia figlia al di la del tempo strettamente necessario al mio lavoro e sempre rimasta sempre con me, ovunque io sia andata.
    Per quel che riguarda l'annullamento di se stesse, ritengo che sia una grande stupidaggine farlo. Oltre a dare una pessima immagine di se, si da ai figli un insegnamento sbagliato e retrogrado. Parola di chi ha dovuto superare una lunghissima baby-blues e ha cercato di venirne fuori proprio per i figli! Annullare se stesse per i figli vuol dire insegnar loro che si puo' cedere, che non importa lottare per le nostre idee e per i nostri sogni, significa segnare il loro futuro.

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  20. "Per quel che riguarda l'annullamento di se stesse, ritengo che sia una grande stupidaggine farlo. Oltre a dare una pessima immagine di se, si da ai figli un insegnamento sbagliato e retrogrado".
    Ecco, io queste parole le scolpirei nella pietra.
    Ringrazio veramente voi, che mi state dicendo, in un momento di paranoia, che lo stupido libro che ho letto sulla gravidanza dice un sacco di [@##@t€. Anch'io ho sempre pensato, come stile di vita, che sia giusto e possibile fare tutto quello che desideriamo veramente, solo che a volte lo dimentico, soprattutto quando sono un po' giù o mi demotivo per vari motivi.
    Uno dei motivi che mi fanno più demotivare è chiaramente il lavoro e il non poter contare su una stabilità familiare in questo senso.
    Secondo me per decidere di avere dei figli occorre prendere una botta in testa, accumulare così una buona dose di sana incoscienza, e lottare per ciò in cui si crede.
    E pregare tanto!

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  21. noi nasciamo neonati maschi o femmine, diventiamo uomini o donne, decidiamo se diventare o meno padri o madri, non per questo smettiamo di essere quello che eravamo prima ossia uomini o donne. Per es io ero una giovane minchionazza, sono diventata donna minchionazza e poi mamma ma rimango pur sempre minchionazza. Quindi la morale è bisogna mantenere una certa coerenza, di sicuro i nostri figli assumono i nostri atteggiamenti, perchè spt nei primi anni copiano come agiamo. Le mie sono minchionazze, la tua sarà probabilmente come immagini ;-)
    non è una passeggiata, ma l'essere rilassati, naturali e ribadisco un pò minchionazzi aiuta nel vivere il tutto più tranquillamente.

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  22. Eheh... è difficile per me commentare avendo un pancino abitato... Però posso dire che sì, non bisogna razionalizzare tutto, bisogna buttarsi con un po' d'incoscienza. Io ho un lavoro che tanti non definirebbero nemmeno tale, finche sgobbo guadagno benino ma poi nessuno mi pagherà la maternità, prego di stare bene almeno fino ai 7 mesi per fare più ore possibili... ma sapevamo di fare la cosa giusta per noi! So benissimo che sarò dura, ho 26 anni e potevo fare scelte totalmente diverse... però sarei stata meno felice! E non è che non sia spaventata, anzi... bo', forse è stato il primo rischio che mi sono concessa di fare in vita mia! ;-)
    PS: io sto leggendo "Il bello del pancione"... ma non mi sembra così orribile! Tu l'hai letto tutto?

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  23. Ah, poi volevo difendere un pochetto i genitori che lavorano... Mio padre tornava tra le 7 e le 8 tutte le sere, mia madre è un'insegnante e - pur avendo alcuni pomeriggi liberi - era comunque molto impegnata, anche perché non aveva nonni a disposizione. Io e mio fratello spesso eravamo a casa da soli, eppure io non ho mai sofferto di questo... sapevo che era normale così... Giocavo a pallavolo e non venivano quasi mai alle mie partite, quando facevo danza saltavo gli stage perché i miei non potevano portarmi... Però quando avevo bisogno davvero c'erano sempre, le vacanze insieme erano stupende, le serate le passavamo sempre in famiglia... Boh, una buona mamma non deve essere onnipresente secondo me! :-)

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  24. ...che poi c'è chi la libertà personale la perde già quando decide di sposarsi... e ne è felice!!! missme1871

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  25. Non credo che chi dice che è meglio avere un cane o un gatto anzichè un figlio, sia una persona orribile, forse è solo una persona immatura che ne è talmente consapevole da non trovare il coraggio per fare un gesto incosciente come quello di avere un bambino. Ovviamente va fatta distinzione tra una donna e un uomo, poichè la maternità è un fatto fisico, mentre la paternità è solo frutto di un pensiero. Io sono padre di due figli, ormai genitori anche loro e devo dire che non hanno condizionato più di tanto la mia vita e quella della loro madre, che comunque è sempre stata una casalinga.
    Per concludere per me è sempre stato più impegnativo amare un animale che non un figlio.
    Grazie, a presto

    PS se ti va passa dal mio blog, c'è un post a sostegno di Wikipedia.

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  26. La penso esattamente come te, c'è una mia amica che ha avuto un bambino da pochi mesi ed abitando lontana da genitori e suoceri è costretta ad una vita pazzesca fa salire la mamma ogni 15 gg perchè non può permettersi una baby sitter e ha finito tutti i giorni di ferie e permessi @_@!!!

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  27. @Scleros: essere minchionazzi aiuta moltissimo in ogni cosa. Tanto se qualcosa deve andar male ci va comunque, almeno non ci si angoscia inutilmente in anticipo per tutto.

    @Imperfect: ecco, se fossi incinta sarei esattamente come te. So che dovrei andare al lavoro il più possibile e poi, nel momento in cui dovessi stare a casa, nessuno mi pagherebbe alcuna maternità. Tantomeno troverei il mio lavoro ad attendermi alla fine. Questo mi crea molte preoccupazioni.
    Sui genitori che lavorano, certo, ci sono genitori e genitori. Il fatto è che non so quale sarei io e questo ogni tanto mi spaventa. Penso però che, se dovesse capitare, sposerei la teoria di Sceros e farei la minchionazza :-)
    Il libro lo sto leggendo. Se non ti ha angosciata non voglio metterti paranoie. Sono arrivata alla parte del parto, ma ricordo almeno una pagina di domande del tipo "libertà personale?" e risposte del tipo "scordatela per i prossimi vent'anni".

    @Missme: è vero. Se è per questo c'è chi la libertà personale decide di perderla anche quando inizia ad uscire con un tipo e sparisce per il resto del mondo.

    @Wiska: immaturità. Fa male pensarlo, un pochino, ma forse è proprio così.

    @Marianna: povera la tua amica! Le auguro prestissimo di trovare un lavoro più vicino a casa o di poter risolvere questa situazione al più presto! Non oso immaginare quanto lei e sua madre siano esauste...

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  28. mamma mia leggo cose assurde! nessuno dice che conciliare lavoro e figli sia facile ma caspita state esagerando! io sono mamma ho voluto mia figlia più di ogni altra cosa al mondo e non credo che lasciare i figli dai nonni o all'asilo per andare a lavorare sia cosa da galera, la cosa importante è riuscire a fare del tempo che si passa con i bambini un tempo di qualità un momento solo vostro, io ho passato la maggior parte della mia infanzia con i miei nonni perchè i miei genitori erano incapaci di fare i genitori, mio padre lavorava all'estero e non voleva stabilirsi qui perchè si guadagnava meno ma così facendo non mi ha vista crescere, mia madre lavorava tutto il giorno e nel week end usciva con le amiche questo è quello che rinfaccio ai miei, di non aver VOLUTO passare del tempo con me non di non aver POTUTO perchè costretti a lavorare. Senza lavoro si muore di fame, i bambini non lo comprendono subito ma crescendo si e non rinfacceranno mai ad un genitore "tu non c'eri perchè stavi a spaccarti la schiena per darmi un piatto di pasta la sera, ti odio" Dai su siate realiste!

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  29. Ecco,in tempi nei quali l'orologio biologico fa tic tac tica tac dandomi sui nervi,i parenti premono perchè tu sforni un figlio - nonostante gli stessi si lamentino disperati e urlanti di averne messo al mondo uno e minacciano con l'accetta chiunque proponga loro di regalare un fratellino o una sorellina al(s)fortunato pargolo - leggere il tuo post è rilassante. Ti dirò: ho due gatti e un cane,fino a qualche mese fa anche due micini - perchè uno dei due gatti,la femmina,dopo una fuitina con un gatto senza coda è tornata a casa con due gattini in cerca di soccorso - e precariamente,da anni,sono insegnante baby sitter ed educatrice,quindi di tutto quel che ha a che fare con pargoli,gatti e perplessità sono quasi esperta! Anch'io sono del parere che non si possa metter al mondo un figlio per poi lasciarlo solo.Ma non sono così drastica.Sono per la mezza misura. Quando si può.Insomma,i figli son una cosa preziosa e importante e non vanno via come i gatti in amore,neppure puoi mandarli via con la scusa dell'allergia.Per questo,quando si decide di farli,occorre una sana e profonda coscienza di quel che si va a fare.Ma,ahimè,credo che nessuno,finchè non ne fa almeno uno,sa cosa voglia dire,averne coscienza. Di questi tempi,poi,dove una donna che diventa mamma es esce dal mondo lavorativo,poi non ci torna,al lavoro,credimi,il rischi esaurimento nervoso è alto,altissimo.Non è una cosa tanto rara trovare mamme sull'orlo di una crisi di nervi,dopo aver fatto un figlio,perchè ti stravolge la vita,ti toglie il lavoro ecc ecc. in una società giusta e utopica,le mamme possono lavorare mezza giornata. In quel mentre il pupo socializza al nido - credimi,è altamente educativo e se non altro impara a dare e prendere cazzotti,cosa che nella bambagia dei nonni non impara -. Le rinunce ci sono,ovvio.Ma se si è in due,dovrebbero essere equamente ripartite(cioè un 65% tu e un 35% lui,ovvio).E mai dimenticare che una mamma felice rende felice i bimbi.Una mamma frustrata...fai tu. PS: il libro di Kaz - azz!che bel nome.. - è altamente sconsigliato. Se Kaz è un uomo,si spiega tutto.Se è una donna,credimi,è una di quelle che nonostante sia frustrata,una gran pentita della meternità con sacrifici al 200%,gode nel consigliarti la stessa tortura.:-)Ciao!!

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  30. Ciao, sono Cristina..Ti ho scoperta su Twitter e sono passata a leggere perchè ho trovato la discussione interessante. Io ormai sono una sostenitrice del Forrest-pensiero: la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai cosa ci trovi.. Ero una donna tacco dieci anch'io anni luce fa, poi nel giro di un anno mi sono trasformata in moglie e mamma. Intendiamoci, ho lavorato fino a dieci giorni prima del parto e sono tornata al lavoro dopo 4 mesi dall'arrivo di quella pupa, che per tutta la gravidanza ho percepito come un alien. Sono tornata al lavoro, perchè, se non lo facevo rischiavo di non uscire più dal tunnel di paranoie in cui mi ero cacciata, perchè credevo di non farcela e di essere inadatta al ruolo di genitore. E poi e poi sono andata avanti ed è stata una sfida ogni giorno, ma io e lei (che ora ha otto anni) siamo una squadra..Lei mi sprona, io la sprono.. Ci piaciamo così come siamo madre e figlia imperfette, con due caratterini..mmm...Che baruffe certe volte. Se non avessi avuto lei quando un anno e mezzo fa ho perso il lavoro a cui ho dato dieci anni della mia vita bè.. Ora ho un nuovo lavoro, un blog, tanti interessi e ricomincio a mettere pure i tacchi.. In poche parole è una faticaccia, ma entusiasmante (e, come Mamma Bignè che ha commentato sopra, anch'io dovrei essere l'ultima persona a parlarne..) Se ti va passa a salutarmi su http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.com/

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  31. non credo di dimostrare immaturità dicendo che è meglio un gatto, forse un po' di egoismo, quello sì, ma anche un forte senso e una forte consapevolezza delle responsabilità che il figlio comporta, responsabilità che decido di non volermi assumere.
    I figli non "capitano", credo che debbano essere una scelta consapevole: per come la vedo io, nel momento in cui si *decide* di fare un figlio, si deve anche essere in grado di sostenere le conseguenze di questa scelta.. per me non ha senso dire "tanto ci sono i nonni, tanto c'è la babysitter ecc".
    Non puoi fare un figlio pensando che tanto poi puoi sbolognarlo di qua e di là perchè c'hai da fare, il figlio merita di essere cresciuto, curato e seguito dai genitori: questo non vuol dire che bisogna annullarsi di fronte all'altare della genitorialità, ma nemmeno trovo giusto fare i genitori mezz'ora la sera prima di andare a dormire...
    Sicuramente poi il mondo del lavoro nel nostro Paese non è per nulla friendly verso le madri, e questo è un altro punto da tenere in considerazione.
    Io non voglio figli non tanto per problemi lavorativi, ma semplicemente perchè è una cosa che non ho mai sentito; personalmente ritengo che potrei essere un'ottima madre, solo non mi interessa esserlo.

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  32. Boh, mi sa che allora io ho letto il libro della Kaz con il mio mood allegrotto e incosciente :-D e non ho colto i messaggi oppressivi e terrorizzanti... l'ho preso come se fosse ironico! Azz, eviterò di consigliarlo in giro perché vedo che tutti ne parlano male! ;-)

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  33. Quando la propria liberta' e' qualcosa di sacro...meglio non fare figli....
    Felino batte cucciolo di uomo....uno a zero.....

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