lunedì 14 maggio 2012

Tra imu e ticket: noi coppie conviventi come un bancomat


Il matrimonio è un contratto che, come tutti i contratti, comporta oneri e onori. Seppur convivente, sono convinta che chi desidera godere di tutti i benefici e tutte le agevolazioni che il matrimonio comporta non abbia altra strada che sposarsi.
Quello strumento del demonio chiamato volgarmente "coppia di fatto" (termine che ha un suono pessimo nonostante comporti, come il matrimonio, amore, rispetto, fiducia e sincerità) non può pretendere di godere della stessa condizione data dal matrimonio. Sarebbe come voler essere cristiani e pretendere di bestemmiare, dichiararsi proprietari di un'auto senza voler fare alcun passaggio di proprietà.
Insomma: chi vuole i diritti e i doveri che il matrimonio comporta che si sposi. Punto.
Tuttavia mi pare che ci sia molta confusione sulla definizione di coppia di fatto. Insomma, o una coppia di fatto viene trattata sempre come una coppia di coniugi, una famiglia, oppure no.
Mi spiego meglio: in qualità di dolce metà di quella cosa demoniaca che è la coppia di fatto, mi scontro con sistema che tratta FF e me, a seconda della convenienza, come coniugi o come semplici coinquilini.

La quota fissa del ticket sanitario
La regione nella quale viviamo ha stabilito che, per le prestazioni sanitarie, tutti debbano pagare un ticket fisso di 10 euro, abbassato a 5 per coloro che vivono in un nucleo familiare il cui reddito complessivo sia inferiore a 29.000 euro.
FF ed io, in quanto conviventi, siamo anagraficamente iscritti nello stesso Stato di Famiglia, perciò abbiamo un reddito complessivo superiore ai 29.000 euro. Paghiamo quindi 10 euro a botta di ticket e non 5.
Se i nostri redditi non venissero cumulati nel calcolo dell'imposta da pagare, presi singolarmente sarebbero tali da pagare solo i 5 euro.
Nel momento in cui, però, andiamo a fare la dichiarazione dei redditi, non essendo sposati ciascuno presenta la sua, nella quale ognuno di noi inserisce le proprie spese mediche. Se uno o entrambi non raggiungiamo singolarmente la spesa minima per aver diritto alle deduzioni/detrazioni (quello che è, adesso non ricordo), siamo fregati: non detraiamo/deduciamo proprio un tubo.
Ciò significa che quando si tratta di pagare l'imposta veniamo trattati come una coppia, come una famiglia, ma quando si tratta invece di avere delle agevolazioni siamo una qualsiasi coppia di coinquilini.

L'IMU
L'imu è la madre delle ingiustizie, perchè tratta noi coppie di fatto come un bancomat.
Prendiamo una coppia formata dalla Soggetta A (per brevità da qui in poi chiamata SA) e da un Soggetto B (da ora in poi chiamato SB). L'imu che questa coppia dovrà pagare è calcolato complessivamente considerando la rendita catastale dell'immobile e ripartito percentualmente tra i due soggeti in base alla quota di proprietà dell'immobile stesso che ciascuno dei due detiene (sì, si tratta di un discorso piuttosto complicato per un blog tutto rosa, ma se convivete vi conviene seguirlo). Ricordiamo che stiamo parlando di una coppia di fatto e che quindi non è detto che SA e SB siano proprietari ciascuno di un 50% della casa.
Mettiamo caso che l'imu da pagare sia complessivamente di 200 euro e che SA detenga il 75% della proprietà, mentre SB il restante 25%.
Stando alle percentuali di possesso, SA dovrà pagare 150 euro ed SB i restanti 50.
La legge sull'imu prevede, per la prima casa, una detrazione di 200 euro. Voi penserete che quindi la coppia fortunata a questo punto non dovrà versare nulla, essendo proprio di 200 euro l'imu complessivamente dovuto.
Sbagliato!
La detrazione, fregandosene delle percentuali delle proprietà, viene ripartita in parti uguali tra i due proprietari! Così SA pagherà 50 euro (150 dovuti - 100 della sua parte di detrazione), mentre SB non pagherà nulla (50 euro dovuti - 100 di detrazione).
Ecco che quindi due coniugi in comunione dei beni non avrebbero pagato nulla, nella stessa situazione, mentre una coppia di fatto sborsa 50 euro. Ma la vera ingiustizia è che, se fossimo veramente trattati come semplici coinquilini, perchè uno dei due soggetti dovrebbe "intascarsi" inutilmente parte della detrazione dell'altro? Perchè anche la detrazione sulla prima casa non viene calcolata in base alla percentuale di possesso della stessa, così come l'imposta a cui si riferisce?

Francamente inizio ad essere stufa marcia di queste continue contraddizioni.
Al di là del fatto che FF ed io siamo per noi stessi una famiglia e che nessuno potrà mai venire a dirmi il contrario, fiscalmente parlando sono stufa che siamo considerati una volta carne e una volta pesce, a seconda della convenienza. Che cos'hanno le coppie che convivono? Siamo così brutti da essere cornuti e mazziati?
Ora paghiamo l'imu, si prega di ritirare l'imposta entro 30 secondi. Tra poco sarà possibile effettuare un'altra operazione.

La Redazione

18 commenti:

  1. Purtroppo la nostra legislazione non è friendly con le coppie non sposate, e non solo dal punto di vista fiscale, ma anche ad esempio ereditario o della sanità.
    D'altronde, per acquisire i pieni diritti (e doveri) di una coppia sposata, l'unica cosa da fare è.. sposarsi.
    Nel momento in cui si preferisce la convivenza, si preferiscono anche le varie disparità di trattamento.

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  2. @Deirdre: io sono perfettamente d'accordo sul fatto che le coppie che vogliono i diritti del matrimonio non hanno altra scelta che sposarsi. Quello che mi da fastidio è che chi convive venga considerato una coppia equiparata ad una sposata quando ci sono da pagare le imposte, mentre una coppia di semplici coinquilini quando ci sono delle detrazioni da fare.
    Non discuto sulla mancanza dei "privilegi", ma sulle scelte di comodo. Se la coppia di fatto non è equiparata ad una sposata non deve esserlo sempre, non solo quando fa comodo.

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  3. Concordo con te! Il guaio è che negli altri stati (non tutti, ma alcuni sì) le coppie di fatto, pur non avendo pari diritti e doveri di quelle sposate, hanno comunque un sistema ben definito per quanto riguarda le tasse eccetera, e vengono riconosciute, qui invece no, ed è ridicolo. E' vero che ci dicono "sposatevi". Ma a parte che io posso non volerlo fare per il motivo X, ma se per ipotesi fossi divisa e aspettassi il divorzio e intanto convivessi, come cavolo potrei mai fare a sposarmi? Dovrei comunque aspettare, e intanto trovarmi davanti situazioni paradossali come quelle di cui parli. Non è che abbia molto senso tutto ciò! Ma d'altronde siamo in Italia, ce ne sono talmente tante di cose insensate che si fa pure fatica a stargli dietro...

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  4. Apprezzo il tuo ragionamento sulle coppie di fatto, ma credo che il tuo sia solo uno dei tanti motivi per cui ci sarebbe invece bisogno di una legge che tuteli le coppie che non vogliono, o non possono, sposarsi. Come i separati, che obtorto collo devono aspettare anni per arrivare alla sentenza di divorzio col precedente coniuge.

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  5. @Fiona: anche secondo me bisognerebbe pensare che esistono anche queste situazioni e che è giusto che ci sia una certa coerenza di trattamento. Si tratta di un vuoto normativo che fa tanto comodo.

    @EroLucy: non conosco la situazione di chi si vuole separare e quindi non posso giudicarla. Dico solo che ci sono tanti motivi per cui una coppia decide di non sposarsi o di non farlo subito. Se decide di non sposarsi è giusto che sappia con chiarezza ciò a cui va incontro e ciò a cui deve rinunciare, invece mi pare che non ci sia affatto chiarezza.

    @Bri: purtroppo l'impressione è questa.

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  6. Però devo dire che a volte questa non regolamentazione delle coppie di fatto può fare anche comodo.

    Qui a roma, per esempio, gli asili-nido comunali sono pochissimi, e per di più abbastanza cari (la retta massima, calcolata in base al reddito, può arrivare ai 350 euro). Una mia amica ha avuto una bimba, e pure essendo in due con lavoro stabile è entrata tra le primissime e paga abbastanza poco.

    Il motivo? essendo una coppia omosessuale, lei risulta madre nubile, massimo punteggio ed un solo reddito. A volte conviene :-)

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  7. Una volta tanto la non regolamentazione ha un aspetto positivo!
    Una domanda: se la tua amica fosse stata eterosessuale ed avesse quindi convissuto con un uomo, i suoi redditi e quelli del convivente avrebbero fatto cumulo, pur non essendo sposati, e quindi avrebbe pagato la quota più alta di asilo? Perchè qui dove vivo io sarebbe andata proprio così...

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  8. si certo, nel caso di una coppia di fatto etero tutto si sarebbe cumulato, e lei non sarebbe risultata ragazza madre (è quello che dà un punteggio superiore).

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  9. In ogni caso sono contenta che almeno a qualcuno sia andata bene :-)

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  10. Devo rimangiarmi tutto. O quasi tutto. Almeno la parte sull'imu.
    Oggi mi sono armata di pazienza e ho deciso di dare fuoco alle polveri e compilare l'f24 per il pagamento dell'imu, utilizzando il calcolatore messo a disposizione dal sito del mio comune.
    Il calcolatore, una volta inserite le quote di proprietà, ha calcolato la detrazione in base alle percentuali di possesso della casa! Ma come Ma se fino alla settimana scorsa era diverso? Se fino alla settimana scorsa ce ne perdevamo?
    Ho chiamato il mio comune e mi hanno detto che... si erano sbagliati! La detrazione va imputata agli intestatari della casa in base alla percentuale di possesso.
    Non ci posso credere.
    So che sarebbe stato alquanto improbabile, ma se avessi deciso di prendermi per tempo e pagare l'imu la settimana scorsa???

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  11. NON MI RIMANGIO PROPRIO UN BEL NIENTE.
    A seguito di un estenuante tira e molla, finalmente ho capito che ho ragione: le detrazioni vengono spartite in parti uguali tra i proprietari, indipendentemente dalla quota di proprietà.

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  12. PARI CONDIZIONI, ASSEGNI FAMIGLIARI DIVERSI La prima è una coppia sposata che dichiara i redditi di entrambi i genitori. Nel caso sia il padre che la madre abbiano un reddito di 15mila euro annui ciascuno, la dichiarazione dei redditi ammonta a complessivi 30mila euro annui. A loro, stando alle tabelle pubblicate sul sito dell’Inps, spettano 46,71 euro di assegni famigliari mensili. La seconda coppia è gemella della prima, ma padre e madre, seppur conviventi, non sono sposati e non figurano nello stesso nucleo famigliare. Ognuno dichiara 15mila euro ma lei risulta ragazza madre (anche se lui convive e ha riconosciuto il figlio) e si vede corrispondere una cifra di 125,88 euro (+79,17 euro mensili rispetto alla famiglia precedente). Volendo ci sarebbe anche un terzo caso, quello in cui uno dei due componenti della coppia sposata abbia un lavoro autonomo. In tal caso il rischio è addirittura di non prendere nulla: infatti per ottenere gli assegni famigliari il 70% del reddito complessivo deve derivare da lavoro dipendente. Ecco dunque che una terza coppia con caratteristiche reddituali analoghe alle precedenti (ma con redditi derivanti per un 50% da lavoro autonomo) per lo Stato non ha diritto ad assegni famigliari. I numeri parlano chiaro. La coppia di fatto, in sostanza, dichiarando i redditi separatamente, è sempre favorita.
    DISPARITÀ ANCHE PER L’ISEE E se anche nulla cambia tra le varie situazioni a livello di detrazioni d’imposta per figli a carico (figli e famigliari sono a carico finché il loro reddito non supera i 2.840,51 euro annui, e qui occorrerebbe aprire un capitolo a parte sul reale contrasto al lavoro nero), cambia invece, eccome, la questione Isee (Indicatore della Situazione Economica equivalente). La dichiarazione Isee è infatti sempre più richiesta per accedere a condizioni agevolate a prestazioni sociali o a servizi di pubblica utilità. In tal caso, tornando agli esempi fatti in precedenza, il modello della persona che si dichiara single avrà sempre indicata una cifra pari alla metà (15mila euro) di chi è “costretto” ad inserire entrambi i redditi (30mila). L’unione di fatto ottiene così maggiori agevolazioni, dall’iscrizione all’asilo al pagamento della mensa scolastica, dal contributo per l’acquisto di libri di testo al pagamento del ticket all’Asl. C’è da dire che esistono anche altre agevolazioni per le famiglie tradizionali, ma solo per quelle che hanno dai quattro figli in su. In sostanza la Costituzione afferma che la Repubblica agevola la formazione e il mantenimento delle famiglie, ma gli Enti pubblici, proprio applicando leggi della stessa Repubblica, di fatto sostengono l’esatto contrario.

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  13. Si ponga il caso per ottenere un posto all’asilo nido: si deve affrontare una impresa titanica di strutture a numero chiuso, alle quali si accede fino a esaurimento di posti. Ebbene, poiché le graduatorie si basano anche sul reddito, la famiglia che complessivamente guadagna 41.000 euro, avrà minori chances, per esempio, della madre che ne guadagna 16.000 e ha un figlio a carico. In farmacia per esempio, il diritto all’esenzione dei ticket sui farmaci scatta con un reddito di 36.000 euro, perciò i due coniugi non potranno usufruirne, al contrario dei due «non coniugi». I conti non sono logaritmici; anche per l’accesso all’edilizia convenzionata là dove il reddito complessivo deve aggirarsi sui 38.000 euro. La simulazione degli uffici regionali liguri, per esempio, dove la tassa è di 14.000 euro di reddito senza casa di proprietà, dice chiaro che il figlio della coppia sposata con reddito complessivo di 41.000 euro perché la sua tassa sarà a quota 20.000 oltre il limite fissato. Ma se la coppia non fosse sposata e il figlio a carico di uno dei due partner sarebbe garantito.L'esemplificazione può continuare. E dimostrerebbe che la famiglia «normale» - naturale - sarebbe sempre in perdita. Se gli italiani sposati hanno già imparato a evitare accuratamente la comunione dei beni, si pensi solo che le agevolazioni sulla prima casa sono negate ai nuclei familiari in cui un coniuge ne possieda già una, a meno che la coppia non abbia scelto, appunto, il regime di separazione dei beni. Un fenomeno triste si sta diffondendo: le finte separazioni. Non fosse altro che per l’assegno di mantenimento per il coniuge che è detraibile dal reddito imponibile ai fini fiscali.Dove si vede la trappola delle finte deduzioni delle tasse. Macché deduzione!

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  14. Il tuo commento mi rassicura molto, perchè se un giorno FF ed io decideremo di avere figli almeno avremo qualche agevolazione.
    Per ora vedo che paghiamo di più rispetto ad una coppia sposata: ticket ed imu di sicuro non ci risparmiano.
    Comunque il discorso è questo: è fastidioso essere trattati una volta come carne e una volta come pesce. Noi conviventi siamo equiparati ad una famiglia quando fa comodo e non lo siamo quando si tratta di pagare qualcosina in più.
    Io sono contro la disparità, anzi, contro la discrezionalità di trattamento, sia che si parli di famiglia che si parli di conviventi.
    Su una cosa ti do ragionissima: non conviene avere figli. Non conviene dal punto di vista economico, non conviene affatto, e vivere in un sistema che non favorisce la maternità e la paternità mi sembra triste e incivile.

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  15. il problema è che sapete lamentarvi senza prendervi sul serio ... il matrimonio è l'unione di due famiglie che doveri (anche morali) che vanno al di sopra di quelli fiscali !!!! Inoltre l'asilo lo pachi per 10 mesi all'anno .... e poi vedi gente che ha figli e dichiara diverse residenze che se ne infischia di tutti !!!! (asilo compresi)

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  16. Caro Anonimo,
    per prima cosa mi piacerebbe che i commenti venissero firmati. Anche con un nome di fantasia, no problem (se te lo dice una che si fa chiamare Redaz...).
    Per il resto, non rispondo al tuo commento perchè a) non sono nemmeno sicura di aver capito che cosa vuoi dire e b) penso che tu abbia letto un altro post se credi di aver capito che per me convivere è come andare in Erasmus, non avere nessun obbligo morale o materiale e farsi mantenere dai genitori.

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  17. Anonimo ha ragione: quelli che pagano di più sono le coppie sposate. Io da single ho molti più vantaggi che da sposata. Il mio compagno ha una 1a casa e io anche (sudate non regalate dal papy) quando ci sposeremo una sarà 2a e non sarà più possibile scaricare gli interessi passivi del mutuo, mai più la tares agevolata e imu come 2a casa, redditi sommati con quello che ne consegue...
    Se ci dobbiamo sposare è perché si hanno delle ragioni spirituali che vanno oltre la pura convenienza.
    Vic

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Taccodieci wants you!
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