mercoledì 11 luglio 2012

Tu non puoi capire

La vita è fatta a tappe.
Prima si conosce un tipo, ci si strugge, ci si lascia e si giura che da quel momento in poi f*****o agli uomini ed evviva le amiche, che non ti tradiranno mai. Poi si scopre che che le amiche possono essere delle grandissime stronze e si torna al punto di partenza.

Poi arriva quel momento in cui tutte si sistemano mentre tu hai ancora voglia di ballare su di un tavolo con i capelli sudati che ti cadono sulla faccia ed un mojito gelato che ti cola condensa nella mano.
Le tue amiche ti guardano, scuotono le testa e ti dicono che quando avrai anche tu un ragazzo "serio" (come se quelli che hai avuto fino a quel momento fossero stati dei simpatici ma ridicoli Tamagotchi) metterai la testa a posto.
Poi anche tu metti da parte la cineseria ed incontri un ragazzo "serio". Senti che dovresti mettere la testa a posto, come hanno fatto tutte le tue amiche, che hanno da tempo rinunciato ad hobby ed amici e si sono ritirare in una strana ma estatica clausura domestica, ma proprio non ce la fai. Tu ed il tuo ragazzo "serio" ve ne andate in moto in spiaggia, poi vi fate una doccia in riva al mare e poi via a folleggiare senza nemmeno passare da casa.
Forse quindi pensi che non sia una questione di ragazzo o non ragazzo, ma una questione di mentalità e basta. Come se quelle ragazze che adesso sono a casa a fare la calza si fossero date un gran daffare per fare in tempo tutto ciò che, per oscuri motivi, sentivano che non avrebbero più potuto realizzare in seguito.
Ma già, tu non puoi capire.

Le tue amiche mettono su casa e tu sei ancora a casa con i tuoi.
Le chiami per sentire se abbiano voglia di uscire: nel 90% dei casi ti dicono che sono stanche (nonostante tu abbia proposto una pizza e non una serata al Gods of Metal) e che il giorno dopo devono svegliarsi presto, nel 10% dei casi escono e parlano esclusivamente di tasse, di faccende domestiche e di come siano riuscite, da sole, a montare un maledetto mobiletto Ikea. Perchè sono donne indipendenti, loro che vivono da sole.
Tu entri nella conversazione raccontando che anche i tuoi sono via per tutta l'estate ed in effetti è un casino cercare di capire come diavolo funzioni una lavatrice, ridi raccontando di come sei riuscita a far diventare rosa ben sette chili di biancheria, ma niente: "tu non puoi capire".
Le difficoltà che incontri tu non sono nulla in confronto a quelle che affrontano le tue amiche, ogni giorno nella trincea della vita da donne emancipate.
I tuoi prima o poi torneranno a casa e sistemeranno tutto, per loro non è così.

Arrivi infine Al Momento.
Quel momento in cui gli amici mettono su famiglia: tadààà!!!
Nel momento in cui nasce un figlio, è come se tanti dei tuoi amici diventassero desaparecidos. Come se sparissero misteriosamente durante una vacanza a Bangkok per essere capitati nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Li chiami e non rispondono. Non possono bere alcolici (nemmeno i papà) e quindi gli aperitivi sono off limits.
In qualsiasi orario del giorno e della notte il bambino, detto anche "l'insaziabile", deve mangiare e così loro non si possono muovere da casa. Come se un neonato, come un porcellino d'indie, ingurgitasse ogni giorno una quantità di cibo pari ad un multiplo intero del proprio peso. Tu non puoi andare a trovare loro perchè in qualsiasi momento della giornata il bambino deve anche dormire. Se escono a prendere un gelato è solo dalle 15.00 alle 15.45. Con l'ansia a mille.
In certi casi il pargolo non lo puoi nemmeno prendere in braccio, perchè, nonostante dieci anni trascorsi come baby sitter, non hai mai avuto figli e chissà quali traumi potresti provocare a quella povera creatura. Ci sono genitori che ti fanno anche tenere in braccio i figli, ma li vedi che sono lì che pregano perchè tu non faccia [@##@t€ e glieli restituisca tutti interi il prima possibile. Poi, appena glieli ridai, visibilmente sollevati, mettono in funzione l'aspiracaccole e puliscono le narici del baby.
Se si parla di vacanze, per loro è come fare una passeggiata sul viale dei ricordi: sospirano e sembra che fino a che il bambino non avrà preso la patente non potranno più nemmeno andare al centro commerciale.
Se si parla di film, loro non li hanno visti (nonostante per certe situazioni esista anche lo streaming). Se tu vai al cinema, "beata te". Oppure, molto peggio, un "goditela fin che puoi!".
Perchè, in fin dei conti, il focus è sempre lo stesso: un grande, immenso, gigantesco TU NON PUOI CAPIRE.

Se fino a quel momento l'avventura di genitore ti era parsa giocosa, ora che la vedi con gli occhi di un vero neo genitore sembra proprio l'anticamera dell'inferno: altro che Caronte!

Tu capirai quando avrai figli (il sottinteso è "e se continui su questa strada non ne avrai mai").
Tu che chiedi a dei poveri genitori di esserte ancora degli amici ed, in defintiva, ancora degli esseri umani, hai delle pretese assurde perchè proprio non capisci i sacrifici e l'impegno che l'essere genitori comporta.
Tu, sfigliata (parola che contiene solo un "li" rispetto a "sfigata)", che ne vuoi sapere di quello che un genitore può e non può fare?!?
Ci sono genitori che ti guardano dall'alto in basso, esattamente come le tue compagne di liceo ti guardavano solo perché loro avevano perso la verginità (magari nel retro di un furgone assieme ad un tipo che poi è finito in galera per droga) e tu ancora no.


Come qualche tempo fa ha giustamente scritto la mia amica Princess, "al “Tu non puoi capire” non puoi rispondere niente perché appunto non hai argomenti di cui trattare, almeno così ha pontificato il tuo interlocutore. E’ come se dei tuoi amici stessero parlando tra di loro di un film che tu non hai visto o un libro che tu non hai letto: non puoi dire la tua né intervenire in alcun modo. Che poi il “Tu non puoi capire” si accompagna ad un espressione facciale di misto sofferenza/compassione che ti fa intuire la pesantezza della situazione di vita gia vissuta. Che tu non puoi capire perché non l’hai vissuta e se mai la vivrai sarà sempre troppo tardi perché c’è chi l’ha già passata ed ha un consiglio da darti in merito."

Se un giorno dovessi avere dei figli e dovessi comportarmi così, vi chiedo la cortesia di abbattermi.

La Redazione

13 commenti:

  1. condivido ogni singola parola che hai scritto. soprattutto sugli amici che una volta pargoli-dotati non concepiscono più una serata tra amici a meno che non sia a casa di qualcuno dove il pupo può comunque stare tranquilli o in qualche monastero tibetano, che almeno lì un po' di silenzio lo si trova di sicuro.
    Sarà che io non posso capire ma spero solo di non finire nello stesso limbo quando capiterà a me! :D

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  2. Spezzo una lancia a favore dei (neo)genitori ;-)... (a proposito, Minutino è nato il 24 giugno, con un mese d'anticipo!).
    Premesso che la frase:"Tu non puoi capire" è orrenda e mai e poi mai la userei, effettivamente all'inizio il pupo mangia a ogni ora del giorno della notte e se si allatta al seno le cose sono abbastanza complicate... Detto questo, noi sabato sera avevamo a casa 12 amici per il caffè e il dolce, mentre lunedì sera siamo usciti in compagnia e siamo rientrati alle 23.30... con baby al seguito!! Perciò vivere si può!!! ;-)

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  3. @Olivia: siiii, qualcuno che mi capisce!!!! Grazie :-)

    @Imperfect: per prima cosa CONGRATULAZIONI alla neo mamma e a Minutino! Come state? Come è andata? State tutti bene? A giudicare dal commento penso che sia andato tutto bene, ma cavoli: dimmi come state :-)
    E com'è il nuovo membro della famiglia? Meraviglioso come me lo immagino?
    Immagino che la vita dei genitori sia pesante... Io parlo di chi si chiude in casa e sembra che abbia finito di vivere. Cosa che mi pare voi non abbiate decisamente fatto :-)
    Congratulazioni enormi ancora!!!

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  4. Volevo scrivere qualcosa anch'io ma ha provveduto IW.
    I nostri figli hanno vissuto con noi.
    Cosicchè in un raro attimo di silenzio ai tavolini esterni di un bar si sente un rutto da camallo.
    Prova tu a spiegare che è il pupo che ha apprezzato il biberon di latte.
    A pensarci però ci ridi.

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  5. Ahahah benvenuta nel club di quelli che non capiranno mai un accidente di niente!!! Te lo dice una single trentenne che vive ancora con i suoi, e ho detto tutto...

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  6. Sul TU NON PUOI CAPIRE potrei scriverci un libro. Quando ero ragazza e litigavo con mia mamma lei mi diceva TU NON PUOI CAPIRE...CAPIRAI SOLO QUANDO SARAI MAMMA e ora??? Ora che sono mamma e litigo con lei, lei mi dice TU NON PUOI CAPIRE...CAPIRAI SOLO QUANDO SARAI NONNA ...Ora io mi chiedo, quando sarò nonna cosa dovrò aspettare PER CAPIRE (cosa poi???)...

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  7. mamma mia che nervoso!!! ho un'amica che e' cosi', adesso e' un po' migliorata ma almeno fino a qualche anno fa parlava solo di pappe, cacche e al massimo qualche festa con le altre mamme dell'asilo! e prima di avere i figli parlava solo di lavori di casa! ogni volta che mi dice "vedrai quando avrai figli!" mi fa venire voglia di farmi prete!

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  8. Lunedì ho conosciuto una mamma come Imperfect: ora il bimbo ha più di un anno, ma fin da subito mi ha detto che l'ha sempre portato ovunque! Cene, viaggi, ecc! Alla fine però ha aggiunto: sai, in molte mi criticano e mi guardano male perchè dicono che non va bene così...!
    Invece secondo me ha perfettamente ragione!

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  9. Aah come capisco! Il periodo è proprio questo: tutti si sposano, comprano casa e fanno figli. Perchè ad una certa età lo devi fare (secondo loro). Uscire e sentire parlare solo di quando fa i sorrisini, di quanti pannollini si cambiano, e tutto ciò che riguarda il pupo. Dopo 2 volte ha iniziato a venirmi l'orticaria!

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  10. Prometto che se saremo ambedue ancora sul web quando scriverai una di quelle frasi... ti abbatterò a forza di emoticon sconce. Per il momento ti dico che malgrado 34 anni di matrimonio, 1 moglie, 0 amanti, 2 figli e quasi 5 nipoti, ancora non c'ho capito un c....!! Perciò il tuo post mi fa invidiare quelli che dicono: "tu non puoi capire"
    Un caro saluto

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  11. Stiamo bene! :-) A parte lo spavento iniziale, quando a casa e mi sono venute le contrazioni e ho pensato che dato il largo anticipo qualcosa potesse andare storto, per il resto è filato tutto liscio... certo le 9 ore di travaglio non sono state proprio una passeggiata!!! ;-)
    Il piccolo è proprio meraviglioso, lo guardo e mi sembra un capolavoro... poi è abbastanza bravo, piange solo quando ha fame e in altre rare occasioni! Certo adesso è solo l'inizio... tra un po' di mesi le notti a singhiozzo potrebbero rendermi meno accomodante! :-D

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  12. Sembra che questo post abbia toccato un nervo scoperto e... me ne compiaccio. E sono molto contenta perchè adesso non mi sento più una stupida insensibile di fronte ai problemi che l'essere genitore comporta, ma ho la certezza che ci sono un sacco di esaltati in circolazione.
    Un pensiero ad Imperfect ed a Minutino: siete stati bravissimi! 9 ore di travaglio? Non le riesco nemmeno ad immaginare! Ma siete stati proprio bravi, soprattutto tu Imperfect! Sei stata grande e Minutino ha proprio una mamma in gamba! :-)

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Taccodieci wants you!
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