giovedì 10 gennaio 2013

Basta alzare la voce per avere ragione?!?



Lascio ai posteri l'ardua sentenza di stabilire se sia un caso o meno che, la sera stessa del mio rientro in ufficio dopo la pausa natalizia, sia corsa in biblioteca e me ne sia uscita con "l'arte della guerra per donne che lavorano" di Chin-Ning Chu.
Non stiamo parlando infatti del mio lavoro, dello stato pietoso in cui versa il mio sistema nervoso, ma di quello che ho letto in questo volume.
Mi aspettavo di trovare, viste le origini della scrittrice, qualche perla di saggezza orientale che mi aiutasse a dare una sistemata al mio giardino zen interiore, a tirare fuori le... unghie, a superare gli ostacoli che sento frapporsi al mio successo professionale, ma soprattutto mi aspettavo di trovare qualche illuminante verità sulle differenze di genere e le strategie per superarle. Ecco invece che cosa ho trovato:
Per uomini e donne, in egual misura, la mancanza di potere personale è la radice di tutti i problemi. Potreste sentirvi offese da questa affermazione, ma non c'è un modo carino per mettere la cosa: è semplicemente un fatto della vita. Se la vostra migliore amica vi chiede soldi in prestito, ma tarda a restituirli, il problema non sta nell'amica, sta nella vostra mancanza di carattere.
La vostra amica pagherà i conti che è costretta a pagare, privilegiando i creditori a cui non può sfuggire. Se litigate di frequente con il partner o con il marito perchè pensate che lui non vi rispetti, il problema non è lui, siete voi. Il partner avverte intuitivamente la vostra debolezza e mancanza di autostima, e vi tratta di conseguenza.
Se, in ufficio, i colleghi si approfittano di voi, non andate a cercare tanto lontano, siete voi la causa del comportamento altrui. Il mondo approfitta di coloro che intuisce essere deboli e inetti, siano essi uomini o donne, giovani o vecchi, sul lavoro o nel tempo libero.

Questo è quanto.
Cioè, se vivi per qualche motivo una situazione di merda, vuol dire che in qualche modo conscio o inconscio te la sei cercata (e te la meriti pure).
Il mondo è delle persone forti, di quelle che non necessariamente hanno ragione, ma di quelle che sanno fare la voce più grossa delle altre, tanto da spiccare nella marmaglia. Altrimenti sei un inetto, uno che non troverà mai un appoggio e che tutti prenderanno in giro.
Questo accade non solo sul piano professionale, nel quale è naturale che tanti contesti si basino sulla regola "mors tua, vita mea", ma anche nella sfera personale. Le amicizie, le relazioni affettive di qualsiasi genere si basano su un soggetto forte che sfrutta e su un soggetto debole che viene sfruttato e maltrattato. Il libro sostiene che anche le persone che ti dovrebbero amare incondizionatamente, tipo la tua famiglia, in realtà valutano il tuo polso e si comportano di conseguenza.
Roba che, invece di cercare di reagire a questa situazione di merda, ti viene voglia di prendertela con te stessa e farla finita.

Non potrebbe (dovrebbe) invece essere che quella sedicente amica di cui parla Chin-Ning Chu potrebbe restituirti i soldi di propria spontanea volontà?
Non potrebbe (dovrebbe) un partner, che esattamente come un'amica ti ha scelto e non gli sei capitata come una brutta influenza, apprezzarti ed amarti per come sei o, in alternativa, assumere una colf, invece di fiutare la tua paura come i cani?
Non potrebbero i colleghi rispettare la tua competenza e comportarsi da persone civili?

Questo perchè penso che, così come qualcuno nasce con gli occhi azzurri e qualcun altro con gli occhi marroni, ci sono persone che nascono con il polso ed altre no.
Secondo me è una cosa abbastanza pacifica che non siamo tutti uguali, no? Chi l'ha detto che dobbiamo per forza nascere tutti con la voce grossa? E poi se nascessimo tutti con la voce grossa sarebbe come se non ce l'avesse nessuno: chi ce la farebbe a farsi sentire al di sopra di tanti latrati?
So perfettamente che un certo signor Darwin, un sacco di tempo fa, ha detto (in poche parole) che solo i più forti si riproducono e che i geni passano di generazione in generazione, con una specie di premialità naturale, e bla bla bla, ma voglio credere che l'essere umano sia un animale atipico. Se prendiamo un incapace dalla lingua lunga e un genio di poche parole, voglio credere che non ci riempiremo la testa di lana di vetro ascoltando l'incapace, ma che verrà dato ascolto al genio e non ci perderemo le sue conquiste.
Questo perché gli inetti non sono quelli che non gonfiano il pelo di fronte agli altri, ma sono quelli che non apportano alcun beneficio al mondo con la propria esistenza. Questi sono i veri inetti.

Anche se può non sembrare, non sono una di quelle persone nate con il polso di ferro, stile Tatcher. Ce l'ho perché mi rendo perfettamente conto che non viviamo nel mulino che vorrei e che le persone aggressive hanno la strada più in discesa. E' fuori di dubbio.
Solo che avere polso non è una cosa che mi venga naturale. Essere aggressiva non mi viene naturale. Ma soprattutto non mi viene naturale e non  voglio essere aggressiva in casa mia, perché mi illudo che ci siano persone che mi hanno scelta e a cui vado bene così come sono: vostro onore, mi oppongo!
Ad essere aggressivi bisogna esserci portati.

Non sono una fan del "massì che va tutto bene", io credo veramente nel miglioramento come dovere personale di ogni essere umano, ma siamo sicuri che le persone di polso siano veramente le migliori?
A me personalmente le persone che urlano mi sembrano solo persone più piene di sè. E le persone piene di sè se la sanno cavare anche da sole. Sono proprio quelle che stanno in disparte ad ascoltare quelle che una società civile non dovrebbe lasciare indietro.
O almeno non dovrebbe dir loro che se hanno una vita di merda è perché hanno necessariamente un qualche difetto. Tanto varrebbe dar loro in mano una pistola carica.

La Redazione

8 commenti:

  1. Be', forse l'autore pensa che il mondo sia sovrappopolato e vuole stimolare la selezione ;-)
    A parte gli scherzi, penso che tra latrare e farsi rispettare ci sia una bella differenza. E lo dico io che ero il campione del farsi mettere i piedi in testa. Come si dice, chi si fa pecora il lupo se lo mangia.

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  2. Eh, facile così.
    A parte che Darwin non sosteneva la sopravvivenza del più forte ma del più adattabile.
    Come sempre non tutto è bianco o nero e le sfumature di grigio sono assai più di 50.
    Alcune soddisfazioni nel ramo commerciale contro soggetti inadempienti me le sono tolte strillando al telefono pur senza insultare ma usando termini adatti.
    Non posso/possiamo dire ciò che pensiamo del nostro capo urlandoglielo in faccia ma non perchè siamo deboli.
    Chi ti ama non sfrutterà mai la tua debolezza ma ti offrirà una mano o tutto il braccio.
    Ok, ci sono momenti in cui è necessario essere aggressivi ma sono appunto momenti.
    Se non puoi farti ridare i soldi, regala quel libro alla biblioteca o accendici il camino.

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  3. @Marco: sì, in effetti va così. Chi si fa pecora il lupo se lo mangia. Solo che mi oppongo, ecco.

    @Insight: eheh, si Darwin ho dato una libera interpretazione in base a quello che ricordo delle lezioni di scienze :-)
    Sono d'accordo con te sul fatto che chi ci ama se ne frega del nostro polso o della nostra mancanza di polso. Chi ci ama ci ama, punto. E se se ne approfitta di noi non ci ama ed è meglio che ce ne liberiamo al più presto.
    Il libro è della biblioteca, penso che lo restituirò già oggi. Non vale nemmeno come zeppa per tenere fermo un tavolo che balla.

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  4. Adoro il tuo blog e appena tornerò a Roma, cercherò i tuoi libri i... Ti ho appena scoperto, grazie al blog di Dani.
    Sai, scrivere un romnzo è anche il mio più grande sogno... Chissà, magari succederà! :)
    Se ti va, passa da me, ne sarei felice ed onorata.

    Sweetpinkmacaron.blogspot.it

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  5. Ciao Roberta, che piacere che tu sia arrivata dal blog di Dani: non ti sembra che quel blog sia proprio carino?
    Io sono passata dal tuo, che mi piace proprio perchè è tutto rosa (hai scelto lo stesso template che ho io nella versione mobile) e perchè scrivi in maniera davvero interessante.
    Grazie anche per l'interesse verso i miei libri :-)
    Ne ho ancora qualche copia qui, quindi se ti interessasse averli direttamente da me, mandami un'email a posta.taccodieci@gmail.com.

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  6. Tieni quel libro in bagno non come lettura ma come carta igienica di scorta!...
    Come darle torto però? Credo sia un ragionamento perfettamente in linea con l'andazzo generale dove vince chi urla più forte e chi fa il prepotente.Diciamo che la nostra è una società che principalmente parla...
    Vuoi un esempio?
    Sabato scorso ero fuori con i miei amici e ad un certo punto mi hanno detto "Dani perchè non parli?" ... "Bè non parlo semplicemente perchè sto ascoltando!"
    Questo è un esempio piccolo piccolo che però mi ha fatto riflettere.
    Al mondo serve chi parla e chi ascolta, chi sa riempirsi la bocca di belle parole e chi sa agire in silenzio...
    Nessuno riuscirebbe ad andare avanti in solitudine perchè si creerebbero delle voragini!
    Secondo me l'unica differenza vera sta nei capaci e negli incapaci....!

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  7. Ciao socia,
    si quel libro è già finito dove merita di finire.
    Hai ragione tu: tutti vogliono parlare e tutti devono parlare per essere tenuti in considerazione, ma che parlano a fare se nessuno più ascolta? Magari pensano che parlando a voce più alta gli altri ascolti per forza, ma non è così. Bisogna ascoltare.
    Solo che se sei una persona che ascolta rischi di fare la figura della fessa.

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  8. Da persona - purtroppo - tendenzialmente aggressiva, temo che l'utilità del volume in questione e il suo livello intellettivo siano pari ad una vecchia pubblicità dell'insetticida, dove "Foscolo? Manzoni? Manzoni? Foscolo? Tiè, beccati 'sta botta di cultura!" e l'insetto veniva schiacciato dal libro. Ecco, così.

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Taccodieci wants you!
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