martedì 12 marzo 2013

Le case-mausoleo e la crociata delle pattine



Tendenzialmente non sono una persona difficile, ma quando tocchiamo certi argomenti mi rendo conto anche da sola di essere una grandissima rompip***e.
Prendiamo ad esempio questa cosa delle pattine: devo ancora capire che cosa ci sia di tanto difficile o imbarazzante nell'indossare un paio di pattine entrando in casa d'altri. Per quanto me lo abbiano spiegato in tutte le salse, non lo capisco, giuro. Mah, è un mio limite, lo ammetto.
Come direbbe Lucarelli in una puntata di Blu Notte: prendiamo le pattine e teniamole da parte, perchè ci torneremo più avanti.

Ho sempre immaginato, prima ancora di avere una mia casa, che sarebbe stata un giorno un crocevia di storie, di persone, di pensiero.
Mi piace che la mia casa sia frequentata. Mi piace che gli amici si possano sentire liberi di esserci, di guardare un film sul divano, di mangiare una pizza. Oltre agli amici, mi piace invitare a casa anche i conoscenti, anche solo per parlare con chi vede il mondo con occhi diversi. Ripensandoci ci sono passati proprio dei bei pazzi da record, per casa mia, e dio quanto è stato divertente!

Per essere una maniaca dell'igiene e dell'ordine, casa mia non è quasi mai perfetta come vorrei. "Non fate caso allo stendino in ingresso, entrando" sta scalando rapidamente la top five delle mie frasi celebri.
Questo perchè penso che agli amici non freghi niente della mia biancheria stesa e sono convinta che tutti in inverno, a meno di non avere una bella villetta con taverna e garage doppio (ma chi ce l'ha?!?), abbiano lo stesso identico problema: "dove [@##° ficco lo stendino?!?".
Cucinare mi rilassa, ma se invito qualcuno a cena nove volte su dieci si mangia pizza.
Non capisco perchè, dopo una giornata di lavoro, devo impazzire per cucinare qualcosa o per spacciare un Bon Roll Aia per un polpettone vero fatto da me, fare uno sforzo creativo e, quando tutti se ne saranno andati, mettermi pure a lavare pentole. Quello che conta, in fondo, dovrebbe essere lo stare assieme e non vincere "la prova del cuoco". Altra cosa di cui sono convinta è quindi che ai miei amici non importi un fico secco di quello che mangiamo, purchè non li faccia finire al pronto soccorso con un tubo per la lavanda gastrica in gola. Mi preoccupo solo che la birra scorra copiosa come il vino alle nozze di Cana.

Ecco, riassumendo il mio pensiero è: io non sono perfetta, tu non sei perfetto, superiamo questo problema da persone adulte e godiamo della reciproca compagnia senza paranoie.
Solo che non per tutti è così.

Quando ero alle elementari, la maestra ci parlava degli ostrogoti e del "mausoleo di Teodorico". Ci sono persone che vivono tra noi e che sono ferme a quel periodo.
Sono le persone che hanno le case mausoleo.
Case di cui narrano le leggende, ma che nessuno può veramente dire che esistano perchè nessuno le ha mai viste.

Ci sono persone che spendono millemila euro per arredamenti ricercati, marmi finissimi, parquet ricavati da specie d'alberi in via d'estinzione e che rendono un appartamento in una zona malfamata il Taj Mahal. Poi ti mostrano una foto sul cellulare e ciao.
Dicono che hanno la casa piccola e non ci si sta in quattro a mangiare, dicono che hanno il divano piccolo e non ci si sta in quattro a guardare un film, dicono che non sono bravi a cucinare e lasciano sottintendere che invitare qualcuno proponendo una pizza sia da pidocchiosi, dicono che la casa è in disordine e oddioddioddio cooosì impresentabile che si vergognano troppo. Gli citofoni e dicono "adesso scendiamo".
Dicono, dicono, dicono e ogni volta dicono qualcosa di diverso, ma la sostanza è una sola: passano gli anni e tu quella casa non la vedi mai. Mai.
L'unica cosa che non dicono è che avere ospiti gli scoccia, perchè l'ospite tendenzialmente scompiglia e sgualcisce cuscini.

Mi chiedo a che cosa servano case del genere e rido come una pazza se me li immagino a mettersi un camice sterile invece del pigiama, per non sporcare le lenzuola.
Poi alzo le spalle e penso che in fin dei conti il mondo è bello perchè è vario.
Solo, per piacere, prima di criticare me e le mie pattine, che mi aiutano semplicemente a non buttare il mio già risicato tempo libero in inutili doppie o triple pulizie, lasciandomi solo il piacere di stare in compagnia, pensate a quanti vostri sedicenti amici non passa nemmeno per l'anticamera del cervello di proporvi le pattine, perchè tanto nelle loro case mausoleo non ci entrerete proprio mai. Poi ne riparliamo e stabiliamo chi ha un vero problema.

La Redazione

11 commenti:

  1. Ahahah :-):-) io penso che l'importante sia stare in compagnia, e che ci sia una pizza o del cinese o qualunque altra cosa non fa la differenza! È bello avere degli amici e passare il tempo nelle proprie abitazioni per me è anche sinonimo di volersi aprire di più, di intimità verso le persone a noi care.

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  2. Tacco 10 passa a trovarmi su http://blogpercomunicare.blogspot.it/?m=1 :) ti aspetto!!

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  3. Oddio io odio le case museo! E ti garantisco che al sud questa cosa è ancora più vera che da Roma in su con le dovute eccezioni ovvio! Conosco gente che ha perfin cambiato i mobili "sai per rimodernare un po'" con televisoni dalle mille funzioni che quando vai a casa loro per bere un caffè mica vorrai fermarti a pranzo! Ti fanno solo osservare da lontano e ti tengono stipata nel tinello al freddo e al gelo! Che poi mi chiedo a chi dovrai lasciarla mai questa casa! Ricordati che non siamo eterni!

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  4. Tutta la mia stima è improvvisamente stata convogliata verso questo post, dannazione \m/

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  5. @DM: è esattamente quello che penso anch'io. Non mi importa poi gran che di quello che si mangia o non si mangia...

    @AsktoEmily: ma uno che se ne fa di una casa che non può nemmeno usare? Non sarebbero molto più pratici dei mobili Ikea e tanti amici con cui godersi l'intimità di casa?
    Non sapevo che al sud questa usanza fosse più radicata. Già qui al nord mica scherziamo...

    @Imperfect: grazie :-)

    @MaryBlue: Grazie Mary!

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  6. Lasciar perdere le pattine e fargli togliere le scarpe? un po' più comodo, no?

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  7. @Fenice: sono molto tollerante su questo punto. Per me va benissimo qualsiasi cosa che non siano le scarpe.

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  8. Leggo da poco il tuo blog e mi ritrovo in molte cose perché anch'io convivo (da qualche settimana però!), ci siamo trasferiti in un vecchio appartamento che abbiamo ridipinto e rinnovato (ovviamente tutto marcato Ikea, altro che marmi e rifiniture) facendolo diventare un gioiellino e anch'io ho comprato le pattine per gli ospiti perchè come te ho tempo per pulire solo il sabato e odio vedere lo schifo sui pavimenti!
    Ormai praticamente tutti i miei amici si sono svaccati sul mio mini divano, hanno esplorato tutte le stanze e hanno mangiato qualcosa di easy nel nostro tavolo tondo anni 50... e nessuno finora ha fatto storie con le pattine, per sua fortuna XD
    Le case devono essere pulite e ordinate ma, per l'amor del cielo, vissute!

    Inachis

    P.s. Il mio FF lo sto addestrando alla collaborazione domestica, per ora l'operazione procede bene ma non devo mollare la presa neanche un secondo! XD

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  9. non sei rompipalle, è la sindrome da casalinga disperata, anche le più insospettabili alla fine ci cascano!

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  10. @Patalice: non mi sento disperata, ma penso che il passo sia molto breve. Soprattutto trovandomi a spazzare il pavimento un giorno sì e uno anche.

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Taccodieci wants you!
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