venerdì 8 marzo 2013

Perchè la conciliazione è un problema solo delle donne?



Giuro che avrei voluto scrivere un post un po' più spensierato e meno incazzoso in questa ricorrenza femminile, ma purtroppo la mia collega ed io abbiamo giocato a deprimerci e questo è il risultato.
Non chiedetemi esattamente come siamo finite a fare i calcoli da malate mentali che vi esporrò di seguito, vi basti sapere che mi assumo la piena e completa responsabilità di questa pazzesca deviazione nel mondo della depressione. Sono stata l'artefice di tutto.
La mia collega ed io ci siamo messe a conteggiare quanto tempo la Donna Normale (per praticità da qui in poi DN) investe settimanalmente in quelle che abbiamo definito "cose pallose". Come Donna Normale (dal momento che domani compirò gli anni e non penso di potermi ritenere ancora per molto una "ragazza" normale senza sembrare una milf che piuttosto di invecchiare si farebbe sparare) ho considerato me stessa.
Nella mia settimana, quindi, mediamente investo:
40 ore in lavoro.
6 ore x 7 notti = 42 ore nel riposo necessario alle cellule neuronali per rigenerarsi decentemente (anche se su questo punto qualcuno potrebbe nutrire dei dubbi).
1 ora x 5 giorni = 5 ore nello spostamento tra casa e lavoro e viceversa.
1,5 ore x 5 giorni = 7,5 ore in pausa pranzo (tempo inutile).
0,5 ore x 7 giorni = 3,5 ore nella preparazione della cena.
1 ora x 2 giorni = 2 ore nella preparazione del pranzo di sabato e domenica.
5 ore nella pulizia generale della casa.
4 ore nella gestione della biancheria (organizzazione lavatrici, stenditura, stiratura...).
1 ora x 7 giorni = 7 ore in doccia, igiene personale, trucco e parrucco.
0,5 ore x 7 giorni = 3,5 ore nel riordino quotidiano della casa (cose lasciate in giro, rifare il letto, eccetera).
2 ore nella spesa.
Totale: 121,5 ore in cose pallose.
Dal momento che in una settimana ci sono complessivamente 168 ore, ciò significa che nel 72% del tempo una DN compie attività pallose non per se stessa.
Nel restante 28% del tempo, invece, una Donna Normale deve riuscire a: costruire una vita di relazione decente, leggere un libro, ascoltare musica, andare al cinema, guardare la tv, andare dalla parrucchiera, comprare dei vestiti, prendersi cura dei propri affetti, stare con i propri amici, riuscire a non far sentire trascurato nessuno, andare in palestra, fare volontariato e, perchè no, scrivere il proprio terzo romanzo.

Consideriamo adesso invece la settimana di un Uomo Normale.
40 ore in lavoro.
6 ore x 7 notti = 42 ore nel riposo necessario alle cellule neuronali per rigenerarsi decentemente.
1 ora x 5 giorni = 5 ore nello spostamento tra casa e lavoro e viceversa.
1,5 ore x 5 giorni = 7,5 ore in pausa pranzo (tempo inutile).
1 ora x 7 giorni = 7 ore in doccia, igiene personale, barba e affini.
Totale: 101,5 ore in cose pallose.
Il tempo a disposizione per l'UN per se stesso e la propria vita ammonta al 40% del tempo complessivamente disponibile in una settimana.

Tra il tempo libero di una DN e quello di un UN c'è uno scarto immenso.
Ed io mi chiedo seriamente, dal momento che sono ancora una povera illusa, perchè per nessuno questa sia una grandissima e lapalissiana ingiustizia.

Ma soprattutto mi chiedo:
- viene chiesto ai bambini orfani di provvedere a se stessi?
- viene chiesto ai senzatetto di sbrigarsela da soli?
- viene chiesto alle persone con disabilità di arrangiarsi?
- si pretende che una qualsiasi altra categoria evidentemente svantaggiata risolva da sola il proprio problema, come se non riguardasse nessun altro al di fuori di quella ristretta cerchia?
La risposta è NO.

Esiste una cosuccia chiamata "coscienza" che, assieme ad un altro paio di cosucce chiamate "responsabilità sociale" ed "umanità" fanno generalmente in modo che il problema di una fascia della popolazione diventi un problema di tutta la popolazione. Perchè, per dirla papale papale, non ci possiamo dire veramente civili nel momento in cui lasciamo indietro qualcuno.
Eppure questo meccanismo non scatta per la conciliazione.
La conciliazione grava sulle spalle delle donne ed è un loro esclusivo problema. Punto.
E se non se lo sanno risolvere da sole e sclerano sono isteriche, lesbiche mancate o hanno il ciclo.

No, ma: buona festa delle donne a tutte!

La Redazione

7 commenti:

  1. Tutto vero ciò che scrivi e me ne rammarico. Buon 8 marzo comunque, a presto

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  2. Redaz un post da incorniciare!!!! HAI STRA-RAGIONE. E comunque io non sopporto l'8 marzo, oggi si sprecano soldi, fiori e tanta ipocrisia. E' una presa per i fondelli, come quasi tutte queste ricorrenze: "ricordiamoci che noi donne andiamo rispettate, protette e aiutate", ma poi guardacaso la realtà è proprio quella che descrivi tu. Buon weekend!

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  3. mamma mia quanta verità in queste parole... ti stimo!

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  4. quanta verità in queste parole...bellisimo quest'articolo!

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  5. @Wiska: grazie, può non sembrare molto, ma è bello sentirlo dire da un uomo.

    @Silvia: grazie cara Silvia. Chiaramente mi fa piacere che quello che scrivo sia condiviso. Quello che non mi fa affatto piacere è che tante donne si sentano così.

    @Evelin : grazie!!!

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  6. Ahahahh il calcolo è favoloso!! Impiego lo stesso identico tempo in cose pallose!

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  7. Benvenuta Cristina, compagna di sventure, allora :-)

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Taccodieci wants you!
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