sabato 27 aprile 2013

L'elaborazione del lutto è un lusso che non tutti si possono permette



Sono in auto e cerco disperatamente di percorrere la tangenziale a velocità di curvatura, perchè dire che sono leggermente in ritardo è come dire che il mare è un po' umido.
Il mio piede destro ha bisogno della colonna sonora giusta per poter pigiare l'acceleratore oltre i limiti, così frugo tra i cd (dopo essermi fermata al distributore, eh... E sì, ho ancora dei cd) e trovo "Let go!" di Avril Lavigne.
Un cd che risale a quasi otto anni fa e che fu per un lunghissimo tempo il mio "cd da auto" preferito da quando, ai tempi in cui ancora fingevamo di essere amici, il mio ex salì nella mia auto e chiese "da quando ascolti questa merda?".
Quanti bei ricordi...

Lo scorso gennaio persi il mio adorato/odiato lavoro, come successe, secondo le statistiche, a circa il 30% dei lavoratori precari grazie alla riforma Fornero, ovvero alla sua interpretazione distorta.
In quei giorni, durante i quali ero impegnatissima tra avvocati, sindacati, esorcisti e macumbe per far capire al mio ex datore di lavoro che sarò stata anche precaria, ma che per mandarmi via non bastava che me lo dicesse a voce alla macchinetta del caffè, perchè serviva una lettera di licenziamento scritta, un amico che non sospettavo tale mi diede un foglietto con illustrate le fasi dell'elaborazione del lutto. Mi disse "penso che ti possa essere d'aiuto per sapere che cosa dovrai affrontare nei prossimi mesi".

Secondo quel foglietto,
il lutto è uno stato emotivo inevitabile e necessario che segue la morte di una persona cara, ma anche l'allontanamento dai propri luoghi familiari, la fine di un impegno importante o di un lavoro, la fine di una possibilità di cambiamento, la perdita del proprio ruolo sociale, un fallimento personale o lavorativo, eccetera.
Di sicuro mi riconoscevo alle voci "perdita dei luoghi familiari", "fine di un lavoro", ma soprattutto "fallimento".
Le fasi di questo stato emotivo sono:
1. Negazione della realtà e isolamento.
2. Rabbia.
3. Auto recriminazioni.
4. Depressione.
5. Accettazione.
Elaborare un lutto richiede fino a 24 mesi di tempo, mica pizza e fichi.

A febbraio ero in piena fase 2, ovvero in[@##@t@ come una biscia col mondo, con il ministro Fornero, con il mio ex capo, con il Sistema (stile punkabbestia in[@##°s°). Se avessi potuto sfogarmi con tutti quanti come con un gigantesco sacco da boxe l'avrei fatto.
Arrivò la fase 4 il giorno in cui a momenti lessavo il mio pesce rosso e uno stupido virus si mangiò il manoscritto del mio nuovo romanzo. Chi mi ha aiutato a recuperare quel file (grazie ancora!) sa che navigavo a vista in un mare di lacrime.
Poi fortuna volle che trovassi un favoloso lavoro (sulla carta), con tutti i benefits e i privilegi che avevo sempre sognato.
L'elaborazione del lutto si bloccò (ma chissene del lutto) e trascorsi un mese fantastico, come se fossi improvvisamente tornata alle superiori e quelle fossero le vacanze estive, in attesa di iniziare il Nuovo Fantastico Lavoro.

Iniziai il nuovo lavoro a marzo e mi fu subito chiaro di aver avuto la fortuna di imbattermi in un Imprenditore Medio del Florido Nord Est, ovvero quello che quando un trattore non funziona lo prende a calci e gli prudono le mani perchè una stupida legge sui diritti umani non gli permette di fare altrettanto con i lavoratori.
Incontrare uno di questi esemplari può essere psicologicamente devastante. Generalmente capiscono poco o niente di ciò di cui si sta parlando e credono che le urla e le umiliazioni siano l'unico modo per far comprendere agli altri che loro hanno ragione. A che proposito? Su tutto. Sul lavoro, sul senso della vita, sui massimi sistemi.
Dopo due lunghissimi mesi di urla, scene che non vi sto neanche a raccontare perchè se non le avete vissute mi prendereste per idiota, la mia asma ai massimi storici, chiazze viola su tutto il corpo e un herpes sulla faccia che da due mesi non riesco a debellare, ho gettato la spugna. Come mio solito l'ho modestamente fatto con un certo stile, guadagnandomi "brava!", "fatto bene", "mandiamoli tutti a [@g@r€!" da più parti.

Così ora siamo qui, il mio Amico Lutto ed io.
Ci siamo persi di vista e adesso che me lo ritrovo non ricordo più nemmeno a che punto eravamo rimasti: rabbia? Depressione? Di sicuro siamo lontani anni luce dall'accettazione: accettazione "de che"?
Solo che adesso che potrei avere del tempo per elaborarlo e mandarlo a casa, mi ritrovo a chiuderlo in un cassetto del comò mentre sono impegnata a fare altro, come facevano i contadini coi neonati quando dovevano lasciarli soli per andare a lavorare i campi. Il mio impegno si chiama "cercare un nuovo lavoro e non pesare sulle spalle di FF".
Sinceramente non mi posso permettere il lusso di elaborarlo.

Così, mentre Avril Lavigne canta "and I know I'm not ready, maybe tomorrow" realizzo che elaborare il lutto è una faccenda da ricchi.
Chissà per quanto potrò tenere il mio lutto nel freezer.

Forse potrei venderlo a Real Time per una nuova serie: "io e il mio lutto".

La Redazione

15 commenti:

  1. In una giornata che più grigia non si può, mi hai regalato un momento.. non so come dirti.. leggendo era come se ti avessi davanti.. come se fossimo sedute in un bar assieme a raccontarci storie simili.. alla faccia del lutto.. che pure il mio sta nell'angolo in fondo al freezer. Una cosa alla Rossella O'Hara del tipo "domani è un altro giorno" dici che vada? Però mi sono sempre chiesta perchè la sua ultima battuta fu questa, mentre quella di Gable - Rhett fu.. "Francamente me ne infischio".. mah.. Buon fine settimana, comunque, nonostante tutto! Cristina

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  2. Forse perchè a Rhett nessuno gli aveva chiesto, a un colloquio di lavoro, se fosse sposato o avesse la maledetta intenzione di avere figli. O forse perchè a Rhett nessuno gli aveva mai urlato parolacce in faccia senza che lui avesse potuto tirare fuori una pistola e finirlo.
    Comunque ti ringrazio, Cristina, e spero che magari un caffè insieme un giorno o l'altro sia possibile.
    Buon weekend anche a te!

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  3. Redaz, mi dispiace di leggere di tutto ciò... hai ragione, l'elaborazione del lutto è un lusso... ma ahimè se non lo si elabora si rischia di portarsi dentro un magone costante, che pesa ogni giorno di più. Quindi ti auguro non solo di trovare al più presto un nuovo lavoro (di questi tempi è diventato l'augurio più diffuso per tutti), ma anche una valvola di sfogo per il lutto. In ogni caso, credimi, questi fottutissimi anni di m**** dovranno finire prima o poi, per tutti. Ti sono vicina, un abbraccio p.s. scusa per le parolacce, ma fa male vedere che siamo davvero tutti sulla stessa, orribile barca.

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  4. Anch'io sono sulla vostra stessa barca e spero che non affondi, perchè di acqua ne sta imbarcando parecchia... un abbraccio, gaia

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  5. Sei una grande, come sempre! Tutto perfettamente giusto. Anche il fatto che in campo lavorativo noi donne veniamo trattate come stracci, ti parla una che da quando si è sposata ad ogni colloquio è stata bollata come "quella che a breve ci appiopperà dei figli". Bella merda!
    Comunque sei una con stoffa da vendere Redaz, prima o poi qualcuno se ne dovrà accorgere!!! :-)

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  6. Non so bene come sono arrivata sul tuo blog ma è un piacere leggerti e ora sto ripercorrendo la tua storia all'indietro come i gamberi. Giusto per dirtelo! Buona domenica!

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  7. Redaz mi spiace un sacco... Capisco lo stato d'animo, perché per tempo sono stata disoccupata dopo la scuola e ho fatto una fatica tremenda a trovare il lavoro che ho adesso. E anche per il mio M ha perso il lavoro da poco, e lo hanno anche trattato malissimo, cosa che mi stringe il cuore e mi fa diventare una macchina omicida. Pensa te che mi sono ritrovata ad urlare la parola "Che Putt....na!" (ripetuta a raffica tipo i giornalisti sportivi che guardano il calcio) al bar, quando M mi ha detto che è stata una sua collega di lavoro a remargli contro, perché spaventata che lui gli rubasse il posto. Cosa che lui non avrebbe MAI fatto per correttezza ma che si meritava 1000 volte di più di quella bastarda schifosa. Quindi, prima che la furia omicida da "prega iddio di non attraversarmi MAI le strisce pedonali perché tiro dritto", mi fermo e ti mando un caro saluto!!

    Un consiglio valido, che forse è scontato ma pur sempre molto importante, è che bisogna ricordarsi che non si è soli, sebbene tu non voglia pesare su FF permettigli di aiutarti e fa così anche alle altre persone che sono vicine a te. Se si affrontano le cose insieme va tutto un po' meglio!

    un abbraccio!

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  8. Redaz mi dispiace... la verità è che al giorno d'oggi è una grande m***** trovare un lavoro, mantenerlo ecc...

    Ma bisogno continuare a sognare il lavoro dei propri sogni per riuscire ad "attrarlo"... spero ci siano tempi migliori.. il mondo del lavoro è davvero un postaccio dove tutti fanno le scarpe agli altri... non guardano in faccia nessuno e fanno tutto per raggiungere i propri obbiettivi...

    Ti auguro il meglio...

    un abbraccio!!!

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  9. Ti dico solo una cosa HAI FATTO BENE a lasciare il lavoro, nonostante oggi non sia facile trovarne uno non è giusto farsi schiacciare così per un misero stipendio. Ti dico solo elabora il lutto e non sentirti un peso per FF perchè lui è lì per aiutarti ne sono certa! Un bacione cara e in bocca al lupo ;D

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  10. Grazie ragazze per la solidarietà: mi fa tanto bene!
    Sento qualcuno che mi dice "avresti dovuto stringere i denti perchè il lavoro non cresce sugli alberi", ma io penso che prima di dare sentenze bisogna vivere certe situazioni. Non mi considero una piagnona e fino ad oggi non ho certo lavorato nel mondo che vorrei.
    Io penso che la crisi stia portando a galla i talenti dei sognatori, ma anche quelli degli sciacalli, di coloro che non gli pare vero di avere a disposizione così tanta gente disperata da trattare come vuole.
    Ma, come ha detto qualcuna di voi, questi anni di m***a finiranno prima o poi, e per tanti finirà la pacchia.
    Spero in ogni caso di non pesare sulle spalle di FF. Non perchè lui non ci sia per me, ma perchè purtroppo sono una persona orgogliosa con la testa dura (pessima combinazione) e so che se lui mi aiutasse questo non farebbe che accrescere i miei stupidi sensi di colpa.
    In ogni caso ho un piano. Ho sempre un piano, per quanto strampalato!
    Vi abbraccio tutte!

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  11. Dai Redaz, siamo tutte con te e facciamo il tifo per il tuo piano!! Comunque pensa che ne parlavo proprio ieri con una mia amica... questa crisi sta davver portando a galla gli sciacalli che possono trattare "noi" poveri disperati come pezze da piedi. Ma se tutti iniziassimo a dire NO, come giustamente hai fatto tu, forse qualcosina inizierebbe a cambiare... e chi dice "avresti dovuto stringere i denti, con i tempi che corrono", a me viene da dire: è vero, resistere finchè si può, ma non fino al punto da rovinarsi salute e vita quotidiana, sennò non si chiama più lavoro, si chiama schiavismo. Un abbraccio e davvero faccio il tifo per te!!!

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  12. Certo Silvia. Io me ne sono fregata e sono stata incosciente a licenziarmi. Andava fatto, punto. Penso alle persone che non lo possono fare perchè hanno figli e che ogni giorno subiscono: finiranno questi tempi!!!!

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  13. Forza! Questo periodaccio finirà, intanto avanti i piani sbilenchi, il babysitteraggio modello ventenni e spero prima o poi anche la solidarietà femminile.

    Un abbraccio, da chi è su questa zattera malferma da quasi 3 anni.

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  14. Io ho perso mio marito, nel 2006, non ho pianto...è nonostante ho avuto anche un compagno (finita ovviamente) non riesco tuttora ad elaborarlo, non ho pianto per vari motivi: sapevo che moriva era condannato, soffrire così era devastante, io avevo 28 anni, quindi ero arrabbiata, oggi ne ho 35 e di mezzo c'erano due figli piccoli, quindi mi chiedevo cosa sarebbe stato di me e di loro, avevo mamma che non poco prima aveva avuto un infarto, che poi successivamente alla morte evvi altri due!ho dovuto fare molti lavori, da subito (non avevo un soldo) e questi bimbi (di 1 anno e mezzo e uno di quasi tre) come potevo fare? Elaborare il lutto nn me lo sono mai concesso!

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  15. Ciao anonima.
    Non so davvero che cosa aggiungere al tuo commento se non che, per quanto possibile, ti sono vicina. E ti stimo perchè questo è coraggio allo stato puro.
    Io ti auguro di trovare il tempo per elaborare tutto quanto, prima o poi. Ti auguro di trovare la serenità per farlo.

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Taccodieci wants you!
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