sabato 4 maggio 2013

Di quella volta in cui Redaz a momenti diventa una stella del cinema



L'articolo sul giornale parlava chiaro: in occasione del nuovo film di Checco Zalone, "sole a catinelle", che verrà girato nelle zone del padovano, due giorni di provini rivolti ad attori professionisti e dilettanti, ma anche a chiunque abbia voglia di fare una "comparsata" nella pellicola.
Avevo immediatamente mandato un sms alla Princess contando sul suo spirito kamikaze. Difatti lei aveva accettato con entusiasmo.

Salvo poi avere la tremarella mentre ci dirigiamo lungo il centro, verso il luogo dell'incontro.
Un violento temporale scoppiato proprio quando sono scesa dall'auto sotto casa della Princess avrebbe dovuto essere un presagio abbastanza chiaro, ma se c'è una cosa in cui sono bravissima è proprio l'ignorare i presagi.
Cerco di rassicurare la Princess, ma in realtà me la sto facendo sotto.
Man mano che facciamo la strada ci viene in mente, progressivamente, che:
1. forse potrebbero volerci far parlare;
2. forse potrebbero chiederci cose del tipo "adesso mi faccia vedere il suo pezzo forte";
3. potrebbero perfino pretendere che sappiamo recitare!
Cerchiamo di rassicurarci pensando che, contando le recite delle elementari e delle medie, abbiamo ben 8 anni di pratica alle spalle. Si può praticamente dire che siamo semplicemente "fuori allenamento", no?
Quello che mi chiedo, ma che non dico alla Princess, è se ci fosse una virgola tra la parte dell'annuncio del casting che specificava che le audizioni sono aperte a tutti i residenti in zona e quella dove invece si precisava che erano aperte sia ad attori professionisti che dilettanti: e se arrivassimo e venissimo cacciate davanti a tutti con vergogna perchè non abbiamo mai e poi mai recitato niente in vita nostra?

Arriviamo sul luogo. Una serie di cartelli ci guida al primo piano del centro culturale nel quale si svolgono i provini. Alla fine di un corridoio un paio di tavolini fungono da segreteria.
Quando ci accostiamo nessuno ci chiede se sappiamo recitare: ottimo. Ci viene chiesto semplicemente di firmare una liberatoria.
Per una causa superiore compilo e firmo una liberatoria nella quale indico perfino la mia taglia. Non me ne importa niente delle clausole nelle quali mi spiegano che cosa ne faranno del materiale audio e video che verrà registrato oggi: io sto solo attentissima a non firmare nulla nel quale dichiaro che sono un'attrice!

La sala d'attesa, inizialmente vuota, inizia a popolarsi di ragazzi che è evidente che sono attori.
Hanno tutti quell'aria da aspiranti ragazzi di "Amici". Qualcuno è accompagnato da un genitore. A qualcun altro manca solo di tirare su una gamba dei pantaloni fino al ginocchio e improvvisarsi in una piroetta stile Kledi.
Noi no.
Noi siamo terrorizzate.

Consegnata la liberatoria veniamo fatte accomodare nella stanza dei provini.
Un ragazzo ci chiede i documenti, una ragazza i numeri di telefono e li scrive su due cartelli. La Princess ed io siamo elettrizzate e giurerei pure abbastanza violacee in faccia.
Nessuno parla. Noi non riusciamo a smettere di ridere come sceme perchè abbiamo il sistema nervoso in tilt.
- Dai, chiedile che cosa dobbiamo fare.
- No.
- Dai, chiediglielo!
- No.
- Dai, dai, chiediglielo!
- E va bene. Scusa, che cosa dovremo fare?
Il tutto si risolve in pochissimi minuti: il ragazzo ci fa una foto col cellulare e la ragazza con una reflex da paura, mentre noi cerchiamo di mettere in mostra il nostro profilo migliore reggendo il cartello con il nostro numero di telefono stile foto segnaletica.
"Vi faremo sapere" e fine del provino. Non c'era nemmeno Checco (Zalone).
E poi via di spritz in centro!

Ci richiameranno? Le statistiche dicono che potrebbe essere probabile, visto che in due giorni di casting si sono presentate "solo" 1000 persone, tra cui (ci scommetto) millemila attori e attrici professionisti e non.
Io dico che ci richiameranno. Andiamo, se guarderanno almeno per un secondo le nostre facce paonazze nelle foto ci dovranno richiamare per forza, no?

Tornando a casa, euforia passata, penso che quella dell'attore sia proprio una vitaccia (per non dire altro) frustrante.
Noi non siamo nessuno, abbiamo fatto un provino giusto per fare una tacca nuova al bastone delle esperienze della nostra vita, ma gli attori? Quelli che si fanno il culo per anni e anni? Trattati esattamente come noi: un paio di foto, tanta sufficienza e via.
Non ci hanno nemmeno lasciato il tempo di toglierci la giacca e di far vedere quali meravigliosi top ci eravamo messe per l'occasione. Anche con gli attori "veri" hanno fatto così.
Cioè, uno si fa un mazzo così da quando è piccolo, magari litiga con tutta la famiglia per fare l'attore, e poi è solo questione di avere o non avere un bel visino?

Comunque, noi il bel visino ce l'abbiamo, lo so. E se conta veramente solo questo... mondo del cinema, stiamo arrivando!

La Redazione

2 commenti:

  1. Brava Redaz, un'altra esperienza messa in "saccoccia"!! ;-) Condivido le riflessioni che fai sugli attori... o si raggiungono le vette di Robert De Niro, oppure è una vitaccia!!! Un pò come tutti gli artisti, musicisti, pittori, scrittori... o sfondi, o sono dolori!! Tutto sommato meglio la vita di noi comuni mortali :-) Buona domenica!

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  2. Ah, quanto hai ragione! Quanto abbiamo in comune noi "scrittori emergenti" con gli attori. Penso che la parte più difficile non sia scrivere un libro, ma gestire i rifiuti. Tuttavia i sogni sono sacri, almeno quelli nessuno ce li può portare via.
    Buona domenica (anche se ormai solo per qualche ora) anche a te :-)

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