giovedì 29 agosto 2013

Tendenza del lifestyle sostenibile per il prossimo l'autunno: parliamo di rentring e seven-eleven parties

Non so come sia la situazione meteo lì da voi, ma qui si vede proprio che l'estate sta finendo: grigio sbifido in cielo, pioggia e, umidità a parte, le temperature sono decisamente cambiate.
O forse sono solo io che quest'anno ho fatto una particolare difficoltà ad ambientarmi nella solita routine al rientro dalle ferie, come se la vita di tutti i giorni non fosse un paio di comode pantofole, ma un tacco quindici made in PRC. Ma tant'è.

In ogni caso l'autunno non diventa molto più leggero se parliamo di rentring? 
Ecco, forse la parola "rentring" non è molto evocativa. Meglio parlare di ""seven-eleven parties", no? Inizia l'autunno, ed inizia la stagione dei party! Già, perchè quest'anno vengono banditi il cocooning , il nesting, il cuddling, ossia tutte quelle tendenze che parlano di imbozzolamento, chiusura e coccole di coppia.
Adesso vi spiego, perchè questa cosa del rentring si sposa a meraviglia con la mia passione per le tendenze e per il fashion sostenibile. Oltre al fatto che ho intenzione di diventare la regina del jet set padovano per aver rilanciato i seven-eleven parties per i prossimi sei mesi.

Il rentring è una tendenza del lifestyle che nasce nel lontano 2007 in Francia e che viene immediatamente battezzata da Vanity Fair come il nuovo modo di vivere la notte.
Dal momento che le tendenze vanno e vengono, dopo un iniziale periodo in cui spopola in mezza Europa, il renting viene abbandonato, per essere successivamente riscoperto (guarda caso) recentemente.
Già, perchè problemi finanziari a parte, folleggiare tutta la notte svolazzando da locale a locale non va più di moda.

Ma cosa significa "fare rentring"? Ovvero: che cosa dobbiamo fare per cavalcare la tendenza?
A dire il vero ben poco.
Già, perchè "fare rentring" significa non privarsi di una serata tra amici dopo una stancante giornata di lavoro, ma organizzare un mini-party, detto anche "seven-eleven party", direttamente a casa propria.
Come ogni tendenza anche questa ha le proprie regole:

  • sono banditi gli abiti sciatti, le tutone in pile informi, i pigiami, le ciabatte. Ricordiamoci che stiamo pur sempre parlando di invitare ospiti e di organizzare un party, non di ridurre la casa ad un centro di accoglienza profughi. Abbigliamento quindi informale ma curato: ballerine (buttate via quelle ciabatte, guardate che vi vedo!), abiti un po' frivoli ma non eccessivi, come kimoni o all'americana. C'è chi dice che la mise adatta per ricevere ospiti in occasione di un seven-eleven party sia un top carino e un paio di jeans, ma vi conosco e so che potete fare di meglio;
  • alla porta anche pizza e kebab: è un party, santo cielo, quante volte lo devo ripetere? Per gli ospiti si cucina qualcosa di sfizioso, ricette semplici che sacrifichino la tradizione sull'altare della creatività. Via libera chiaramente al finger food, agli aperitivi, a degustazioni di piccoli dolcetti da gustare seduti a tavola o su comodi cuscinoni;
  • l'atmosfera va curata così come il cibo: tappeti e cuscini per un tocco orientale, candele profumate (senza esagerare per evitare l'effetto messa di Natale), magari qualche aroma speziato nell'aria. Chiaramente il tutto abbinato con il cibo;
  • gli orari sono rigidi. Si chiamano "seven-eleven parties" perchè il bon ton vuole che gli ospiti arrivino indicativamente alle diciannove e non si trattengano oltre le ventitre. I seven-eleven parties sono generalmente appuntamenti infrasettimanali e nessuno ha voglia di svegliarsi il mattino seguente con un fabbro che batte l'incudine nella testa, le occhiaie e l'umore di chi ha appena pestato un escremento;
  • prendete la playstation e buttatela dal balcone. Poi fate lo stesso con il lettore blu ray e mettete un cd di musica selezionata. Il tempo a disposizione è poco: niente maratone "Signore degli Anelli", i telefilm guardateveli per conto vostro e datevi invece alla conversazione e alla "degustazione" di un piacevole sottofondo musicale. Si possono rivivere le atmosfere giocose dell'’infanzia, indovinando i film con il mimo, oppure giocare a backgammon;
  • se venite invitati ad un seven-eleven party non presentatevi a mani vuote. Lasciate la cucina ai padroni di casa, non portate cibo, per carità, piuttosto una bottiglia di buon vino o dei fiori per la padrona di casa;
  • se invece pensate di organizzare un seven-eleven party, cercate di creare un vostro stile. Le vostre serate dovranno essere inconfondibili, diverse da quelle organizzate dai vostri amici. Scegliete il vostro punto di forza (cucina sfiziosa, atmosfera particolare, sottofondo musicale intrigante, vini che riempiono il cuore...) e fatene il vostro marchio. Potreste dare un tocco di originalità ai vostri parties preparando degli inviti coordinati (se ci capite qualcosa di Photoshop) e inviandoli agli amici via email: spesa zero, effetto sicuro. Ricordare in ogni caso che l'appuntamento è informale, ma richiede comunque una certa dose di classe;
  • gli incontri sono esclusivi. Pensate alla vostra casa come al club privato più ambito del mondo, di cui concedete la tessera d'ingresso solamente a pochi amici sinceri con cui avete la certezza di trascorrere del tempo davvero piacevole. In ogni caso limitate il numero di partecipanti in modo da non impazzire nell'organizzazione e nemmeno nel riordino al termine della serata. Invitate esclusivamente le persone con le quali vi va veramente di trascorrere una serata.

Tutto chiaro?
E ciao ciao al "dove andiamo stasera?", perchè la vera festa sarà a casa nostra.

La Redazione

4 commenti:

  1. Carino questo seven-eleven, in pratica sono le classiche cene tra amici, ma rivisitate in chiave fashion! Adoro soprattutto la cosa del mettersi eleganti, che di solito alle serate tra amici il massimo che la gente si mette in termini di eleganza sono i jeans con le paillettes...

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  2. I jean con le paillettes mi mancavano... Si trovano veramente???

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  3. Carina questa cosa!! Ma mi sa, come dice Maria, che la cosa più dura sarà convincere gli ospiti a mettersi eleganti. Ho riso da matti sul paragone rientro-tacco 15 made in PRC ;-)

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  4. Sì, bell'idea... Ora mancano solo gli amici :-)

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