domenica 8 settembre 2013

Gli uomini e le donne non sono uguali quando stanno bene, figurarsi quando stanno male

Martedì notte mi sveglio, appoggio il piede a terra e... vedo le stelle. Accendo la luce e mi accorgo che il mio piede è inspiegabilmente gonfio e terribilmente dolorante.
Così, di botto.
Non l'ho maltrattato, non gli ho fatto nulla, ma lui pare proprio che ce l'abbia con me.
Al mattino infilo un paio di scarpe a forza, guido vedendo le stelle fino in ufficio. Camminarci sopra, a quel piede, di sicuro non fa bene.
La sera tolgo la scarpa e ci trovo dentro uno zampone.
Il giorno dopo uguale, se non peggio. Non servono a niente pomate, creme, unguenti miracolosi. Quello che ci vorrebbe, a quel piede, è del riposo. E guarda caso è proprio quello che non mi posso permettere.
Decido quindi di andare dal medico quella sera.

Nel pomeriggio mi squilla il telefono.
- Ciao!
- Ciao mamma, come state?
- Bene, siamo scesi dalla montagna. Ci vediamo stasera per l'aperitivo?
- Ma veramente...
- Daaai, non ci vediamo da settimane.
- E' vero. Vabbè passo. Devo andare dal medico, ma per fortuna riceve fino a tardi. Passo a salutarvi e poi vado, ok?
Passo quindi a salutare i miei.
Mia madre si agita al solito moltissimo vedendomi zoppicare, ma pare rassicurata quando le prometto che passo dal medico tornando casa.
Dopo l'aperitivo arriva il momento dei saluti.
- Ciao, io vado.
- Senti, quando hai due minuti mi prenoti un volo?
- Certo papà. Mandami i dati via email e faccio la prenotazione.
- Ok, grazie. Quando pensi avrai tempo per farlo?
- Non lo so. Entro quando lo devo fare?
- Stasera.
Mando un sms a FF: "o uccido mio padre o stasera arriverò un po' più tardi".
Arrabbiata come una biscia mi piazzo davanti al pc dei miei e cerco di fare la prenotazione, che non va nemmeno a buon fine a causa di una indecisione dell'ultimo momento sul numero di bagagli da stiva da prenotare.
Perdo l'appuntamento col medico per niente, torno a casa arrabbiata nera e col piede sempre dolorante. Ah, e con mia madre che mi urla dal terrazzo: "mi raccomando, vai dal medico il prima possibile". Come se fossi io che non ci voglio andare.

FF mi vede tornare a casa zoppicante e isterica. Perdere quell'appuntamento col medico significa stare col piede dolorante almeno altri due giorni.
Mosso a pietà si piazza vicino a me sul divano, mi mette una pomata sul piede e me lo fascia.

- Grazie...
- Prego. Visto che devi alzarti per mettere via la pomata, mi porti qualcosa da bere?

Tutto questo perchè sono una donna.
Se fossi stato un uomo non sarei andata al lavoro, non avrei guidato, mi sarei lamentata come una lagna per il dolore al piede, tutti avrebbero avuto compassione e scommetto che avrei pure rimediato un passaggio dal medico. A parità di dolore.

La Redazione

7 commenti:

  1. okay, ma... tu gli hai portato qualcosa da bere??

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  2. Spero che almeno tu gli abbia detto di prendersi la roba da bere da solo, in fondo è un tuo diritto, non è che in quanto donna lui possa aspettarsi che lo servi e riverisci anche da zoppa :D

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  3. Povera =(
    Comunque hai proprio ragione...questi uomini!!!

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  4. @Seleapi: col cavolo!!!!

    @Maria: si in effetti me ne sono stata sul divano. Era tutto il giorno che sognavo di farlo. E ho iniziato a lamentarmi :-)

    @UptownGirl: hanno un raffreddore e pare che stiano morendo.

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  5. Ma...non potevi prenotare il volo per tuo papà DOPO essere stata dal medico?

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  6. Quanto è vero!!! La maggior parte degli uomini trova naturale e di loro diritto farsi servire e riverire (mentre il contrario guai). Non ho parole!! E quando si ammalano, apriti cielo...

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  7. Mannaggia, ci voleva pure questa :(
    Hai ragione comunque, basta un raffreddore e sono in coma profondo. Noi invece nemmeno ce ne accorgiamo! Sarà che siamo temprate tutti i mesi da una settimana di dolore?

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