martedì 17 giugno 2014

La legge di Murphy

Ovvero: 
quella sensazione come di sfiga sulla pelle.

E' una sensazione che impariamo a conoscere in tenera età e che si sviluppa praticamente nel momento in cui ci rendiamo conto che il mondo non termina alla fine delle nostre manine e tantomeno dipende da noi: il mondo è una entità a se stante che rifugge ogni nostro tentativo di controllo.

Quando andavamo alle elementari e non avevamo studiato la maestra scorreva l'elenco del registro e, anche se noi eravamo stati interrogati il giorno prima, sceglieva noi per qualche strano scherzo del destino. Magari solo perchè era il nostro onomastico e soffriva di carenza patologica di fantasia.

Poi siamo cresciuti e sono iniziate le prime storie. Nel momento stesso in cui venivamo mollati e avevamo bisogno di fare quelle cose da single che si fanno quando si viene piantati e si ha voglia di sano cameratismo e di battutacce contro il sesso opposto, tutti i nostri amici si sono accoppiati. Tutti.
E noi soli come cani ad accendere la tv e trovare su Rai1 "Titanic", su Rai2 "orgoglio e pregiudizio", su Rai3 un documentario sull'accoppiamento dei pinguini e su Canale5 "pretty woman".
Roba che ti viene voglia di sfondare la tv con un cazzotto e farti suora/frate.

Mi riferisco ora alle ragazze, visto che la loro vicenda è quella che conosco più da vicino.
Se resisti alla tentazione di farti suora passi quel periodo in cui nel solo minuto di ritardo vieni improvvisamente accerchiata dalle donne incinte.
Un attimo prima non ci sono, un attimo dopo sbucano da dietro gli angoli e dai tombini: sono ovunque. E tu sudi freddo che nemmeno un addetto del mercato ittico.

Perchè è sempre così:
- se sei disoccupato e tendenzialmente disperato ti trovi improvvisamente circondato da amici ventenni imprenditori lanciati che ti dicono "tranquillo, verrà anche il tuo momento" (ma ora è il mio, ndr);
- se l'auto ti lascia a piedi tutti i tuoi amici si comprano l'auto nuova, ma proprio tutti, e quelli che non lo fanno come minimo acquistano un'auto d'epoca figa tipo quella dell'ispettore Ginko di Diabolik;
- vieni lasciato (level two: vita adulta) e tutti i tuoi amici vanno a convivere, si sposano, diventamo poligami e oltre a dover sborsare una cifra spaventosa in regali (se confrontata con il tuo assegno di disoccupazione) devi pure essere felice per loro;
- hai appena abortito e sbam: ti trovi di nuovo circondata dalle donne incinte manco avessi sedici anni e una settimana di ritardo. Praticamente ti si intrufolano nella vita come Babbo Natale dal camino a Natale. Solo che ogni giorno è Natale e i Babbo Natale sono stati clonati e adesso sono più numerosi dei testimoni di Geova;
- c'è un allagamento (e da queste parti succede almeno una volta all'anno e non ho ancora capito perchè: non è forse dal big bang che la pioggia è considerata un fenomeno "naturale"?) e ti rendi conto che, mentre tu cerchi di salvare il frigorifero da morte certa per annegamento, tutti i tuoi amici hanno avuto il buon senso di comprare casa al primo piano. Se l'avessi fatto tu come minimo si sarebbe scoperchiato il tetto e per te non sarebbe cambiato un [@##° di niente;
E' la legge di Murphy e non ci si può fare niente.

Se non rodersi dentro e fare finta che non ce ne freghi niente di quello che fanno gli altri, perchè noi valiamo ma soprattutto siamo delle persone splendide.
Solo che secondo me in questa risposta c'è una falla di fondo che non ho ancora individuato. Io so solo che quando, come suggeriva mia madre, ignoravo i bulli per non dare loro soddisfazione loro non si stufavano affatto di prendermi per i fondelli. Non prima di essere passati alle maniere forti.

Altre considerazioni sulla legge di Murphy che mi vengono in mente, così a ruota libera:
- se tutti proviamo questa sensazione si sfiga sulla pelle non può significare che siamo tutti sfigati: noi siamo "gli altri" di qualcun altro, quindi qualcuno deve vedere in noi dei grandi fighi da invidiare, no? (questa mi è uscita molto alla Hegel, per essere una magra consolazione, ndr)
- sono proprio delle brutte persone quelle che si sentono sfigate solo perchè qualcuno (praticamente tutti, stando all'ironia della percezione umana) ha qualcosa che noi vorremmo?
- ma chi [@##° l'ha inventata questa legge di Murphy che ci vado a fare un discorsetto con un randello in mano?
- il fatto di sentirsi degli sfigati non dipende da quello che hanno o non hanno gli altri, da quello che sono o non sono, ma è un problema esclusivamente nostro quindi sì, le persone che rosicano sono delle brutte persone perchè proiettano sugli altri le proprie frustrazioni (mii come parlo forbito stasera...).
Ma soprattutto: sono solo io a farmi tutte 'ste paranoie o è il frutto della mia adolescenza trascorsa a guardare Beverly Hills 90210?

La Redazione

4 commenti:

  1. Non sei solo tu... Questo post cade proprio a fagiuuolo (con due u nel mezzo sì) per me. Sembra che tutti intorno a me raggiungano obiettivi più o meno grandi che io fatico solo per intravedere.
    Credo semplicemente che ci sono persone più sfortunate delle altre. O forse è vero che attiriamo la negatività con l'attitudine negativa? mah

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  2. Dici che quindi siamo un po' anche noi la causa delle sfighe che ci capitano? Per quanto non mi piaccia potresti pure avere ragione...

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  3. Ci sono teorie che dicono che chi ha atteggiamenti positivi si attira la negatività, ma io più di tanto non ci credo, perchè credo di essere una persona abbastanza positiva ma le sfighe arrivano lo stesso...
    E comunque dai, le cose belle alla fine arrivano!

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  4. Esatto, anche le cose belle arrivano.
    Solo che quando passi quelle brutte la legge di Murphy non aiuta, ecco.

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