mercoledì 16 luglio 2014

L'attimo fuggente

Ce l’eravamo ripromesso: avremmo festeggiato i nostri primi quattro mesi di matrimonio nello stesso ristorante in cui abbiamo festeggiato proprio le nostre nozze. Quel ristorante che cucina una tagliata da visibilio, quel ristorante che abbiamo scelto con tanta cura fra tutti (ma proprio tutti) i ristoranti nel raggio di centinaia di kilometri.

Ma poi… Il lavoro, la fretta, i problemi (veri o presunti che siano), ma soprattutto quella gran brutta bestia che si chiama “vita quotidiana” ci hanno stretti nelle spire della monotonia. Pensando che ci sia sempre un “dopo”, credendo che ci sia sempre un’occasione per vivere un momento speciale.
E così arrivò anche il giorno del quarto meseversario di matrimonio.
Ci alzammo come ogni giorno, colazione come ogni giorno, ci lavammo i denti come ogni santa mattina e come ogni giorno andammo al lavoro.
Un giorno come un altro.

Verso l’ora di pranzo una scadenza lavorativa mi ricordò che Giorno Speciale fosse, così mandai un sms del tipo “che scemi: ci eravamo ripromessi di festeggiare stasera al Nostro Ristorante e non ci siamo nemmeno ricordati di prenotare”.
Come risposta un “hai ragione: proprio scemi. Sarà per il mese prossimo”.
Mi arrabbiai perché non aveva prenotato lui? No, tanto c’è tempo, giusto?

La sera tornai a casa e (cosa che di solito evito come l’ebola, vi assicuro) mi fermai a chiacchierare da ingresso a terrazzo con la VD (Vecchia Depressa).
- Buonasera.- Ah, buonasera signora. Come andiamo? 
- Bene, grazie. Sto tornando ora dal lavoro: che stanchezza. 
- Eh sì, ma tenga duro che tra poco ci sono le ferie. 
- Già. Lei va da qualche parte quest’anno? 
- No tesoro. Di solito vado via con mia figlia per qualche giorno, ma quest’anno che è disoccupata non vuole che paghi io e allora non andiamo da nessuna parte. 
- Oh, mi dispiace. 
- Avrei quell’appartamento in montagna ma… cosa vuole che ci vada a fare. 
- Ha un appartamento in montagna e non ci va mai? 
- No, mai. 
- Come mai? 
- Perché era l’appartamento che aveva scelto mio marito. Doveva diventare il rifugio della nostra vecchiaia. Lo abbiamo arredato, preparato tutto bello e alla fine guarda come è andata a finire: sono rimasta sola proprio sul più bello che potevamo usare l’appartamento. 
- Forse suo marito vorrebbe che lei ci andasse. 
- Lo so, sono sicura, ma non posso stare lì, guardarmi attorno e non pensare a come sarebbe stato bello essere là con lui, come avevamo deciso.
Ciclicamente la VD torna fuori col discorso del marito morto, ovvero il momento in cui cerco di scappare il più lontano possibile prima di venire contagiata da tanta tristezza, ma quella volta mi fece andare di sopra con un leggero groppo in gola. Appena percettibile, ma c’era.
Così feci quello che qualsiasi moglie dotata di buon senso avrebbe fatto: mi feci una doccia, mi pettinai con cura, indossai il mio vestito più bello e mi stavo giusto mettendo il profumo quando sentii aprire la porta di ingresso. Apparvi (almeno lo spero) come una visione per FF che stava tornando dal lavoro.
- Esci? 
- No: usciamo. 
- E dove andiamo? Non abbiamo prenotato. 
- Lo so. E sai anche che cosa so? Che non me ne importa niente di dove andiamo: noi usciamo. Stasera ti voglio portare fuori!
E così finimmo, portati da Tripadvisor, nel delizioso giardino di un ristorante marocchino a sorseggiare un ottimo vino fresco. A parlare di noi, di quello che siamo e di quello che vogliamo.

E la vita ricominciò improvvisamente a essere facile.

La Redazione

4 commenti:

  1. E' quello che ci vorrebbe anche per me e mio marito... mi sa che prenderò ispirazione da te e farò così pure io

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  2. MI sei piaciuta... hai fatto proprio bene.... hai stravolto quello che poteva trasformarsi in tragedia... ed è andata molto meglio cosi vero?
    BRavissimaa...

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  3. @Insight: penso che nessuno mi capisca come te... <3

    @Leggy Lyu: fatelo! Ma fatelo subito! Ho letto da qualche parte che se ti viene in mente qualcosa e non la cominci entro le 28 ore successive ci sono ottime probabilità che tu non la inizi mai, quindi... Subito!

    @Strega dei gatti: sì, poteva diventare una tragedia, ma sai una cosa? Col senno di poi mi fa pensare proprio il fatto che nella mia testa non era una tragedia il non aver prenotato.

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