venerdì 17 ottobre 2014

Quello che le mamme non dicono

Non è un bellissimo periodo. O forse sì?
Mah, per ora sono molto confusa su questo argomento.
Quello che so è che, complice un sacco di tempo libero imprevisto, mi sto facendo un sacco i [@##| dei miei amici su facebook, sto un sacco al telefono con loro (finalmente!) e penso molto.

Prendiamo la mia amica Grace.
Qualche ora fa ha saputo che non è servito a niente prendere un aereo per volare in un altro Paese per un'eterologa perchè i risultati dell'esame del sangue sono negativi.
Non di quel negativo spietato, quello zero che ti dice "datti all'ippica", ma di quel negativo ancora più spietato che sta a significare "era iniziato qualcosa, ma adesso ciao ciao: non c'è più".

Oppure prendiano la mia amica May: aborto alla quinta settimana.
I medici le hanno detto che è un evento piuttosto normale per la prima gravidanza. Il fatto che sia normale non vuol dire che sia però qualcosa di facile da mandare giù.

O ancora prendiamo un'altra coppia di amici, con una storia di una decina di aborti alle spalle (e non è uno scherzo) e tanti di quegli esami medici che nemmeno dovessero trovare su di loro la cura per il cancro.
La cosa peggiore? Nessuno sa dirgli perchè ciò accada.
Forse il caso, forse la sfortuna, forse Dio ha deciso così.

Storie che nessuno conosce.

Perchè ci sono cose che le mamme non dicono.
Nei loro forum rosa le mamme parlano delle difficoltà della gravidanza come se cercare (e ottenere) un figlio fosse qualcosa del tutto naturale. Come se tutte le donne fossero state progettate appositamente per questo.
Le mamme si scambiano consigli su pannolini, tettarelle, diete, esercizi per tornare in forma meglio di Nina Moric (come dimenticare le sue foto in passerella a qualche giorno dal parto?), ma l'aborto? La delusione? L'impotenza? No, non ne parlano che in poche.

La tv e la stampa ci bombardano con lo stereotipo della sedicenne che non si era accorta di essere incinta e che rischia di partorire nel bagno del pub per uno starnuto, di supermamme che con tre gemelli in pancia lavorano, cucinano, fanno la spesa e a fine giornata si lamentano per delle caviglie un po' gonfie.
Ci bombardano con la stupidaggine che avere un figlio sia sempre qualcosa di naturale e semplice, di gioioso e spensierato.
Ci dicono che le donne incinte possono fare tutto: kitesurf, aperitivi mondani, che non occorre sacrificare la carriera per la gravidanza e che chi dice di non riuscire a lavorare in realtà è una fannullona che se ne sta approfittando del sistema.
Ci dicono che la gravidanza non è una malattia e fanno passare ogni problema come piccoli "vezzi da donna incinta". Della gravidanza conosciamo gli sbalzi d'umore, i pianti immotivati davanti ai film smelensi, le nausee, le caviglie gonfie.
Certo, per qualcuna tutto questo rosa è tutto vero, ma non per tutte.

Nessuno prepara una donna all'ansia, alla paura.
Tantomeno nessuno la prepara alla delusione, alla frustrazione. All'impotenza che diventa ancora più opprimente per non essere stata in grado di fare l'unica cosa per la quale ogni donna deve essere geneticamente predisposta.
Nessuna di noi si rattrista veramente se non ha il fisico di Belen, ma come superare la delusione di non essere riuscita a fare qualcosa di "naturale"?

Le mamme la verità dovrebbero dirla tutta, soprattutto quando fa male. E' facile fare un club di soli vincitori.
Bisognerebbe sapere che non sempre è tutto rosa, mettere dei cartelli a caratteri cubitali che avvisassero le altre donne tipo "hey, vuoi un figlio ma non è detto che sarà facile. Ma in ogni caso, che tu ce la faccia o meno, sappi che non hai niente di sbagliato, che non sei un giocattolo rotto e che, comunque vada, la tua vita avrà ancora un significato".

La Redazione

5 commenti:

  1. Bellissima conclusione! Io c'ero già arrivata al concetto che essere donna non significa per forza essere adatta a fare figli (era inevitabile, prima anni di infertilità, poi 3 aborti) e che questo non significa che nella vita non si può essere comunque felici e appagati, però quanto dolore, anni di pianti: se avessi avuto un amica con la tua lucidità e schiettezza forse me ne sarei risparmiato qualcuno ... Grazie LaFra

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  2. Io di parto sono quasi morta anche se in ospedale arrivai perfettamente sana. Anzi stavamo morendo tutte e due perchè lei era grande e si era incastrata. Ricordo l'ostetrica che diceva così non va signora non va per niente bene, come se io stessi sbagliando qualcosa. Ricordo poi mentre mi stavano ricucendo dopo il disastro combinato per tirarla fuori che alle mie deboli richieste su cosa stava succedendo e su come stava la mia piccola estratta con la ventosa mi fu risposto stia zitta che stiamo lavorando. Due ore, senza sapere se era viva, senza vederla. Ricordo che non riuscivo ad alzarmi dal letto perchè ad ogni tentativo svenivo perchè con l'emorragia avevo perso oltre 1l di sangue e la mattina dopo chiesi di andare in bagno, l'infermiera rispose "Signora non è mica malata sa, comunque se proprio deve la faccia a letto che poi passiamo a pulire, ora non abbiamo tempo di starle dietro". Ricordo il dolore, ricordo tutto chiaro come se fosse accaduto ieri e ricordo le persone che continuavano a dare per scontato che fossi felice. No. Non lo ero. E' stato uno dei periodi più bui della mia vita. Poi è passato, ma la cicatrice quella no. Quella è ancora dentro di me e credo non andrà via mai. Bel post

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  3. Grazie a voi.
    Grazie per non essere come quelle mamme che ti fanno sentire così.

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  4. In questo post hai messo nero su bianco tutte le mie paure e il mio incubo più grande, in questi giorni stiamo vivendo in famiglia il dramma di un aborto a gravidanza inoltrata e credo che ci siano poche cose più sconvolgenti per la psiche femminile di perdere il proprio figlio quando ormai si è passata la fase iniziale più a rischio e si da quasi per scontato di tenere tra le braccia un neonato tra pochi mesi....
    Io e il mio compagno ancora non possiamo permetterci di tentare una gravidanza, più andiamo avanti e più il mio terrore di non riuscirci aumenta... Più gli amici mi dicono di non esser cretina e che ormai è normale avere i primi figli dopo i 30 e più io noto donne che non ci riescono o che hanno problemi, e mi sento vecchia a 28 anni...
    Lui fino ad ora non ha mai capito le mie paure, del resto vedeva parenti e amici che ci son sempre riusciti al primo colpo e senza nessun problema... Ora che ha visto anche questa faccia della medaglia da vicino è cambiato e non mi guarda più come se fossi pazza quando gli dico che vorrei tentare subito a discapito della situazione economica...

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