sabato 23 maggio 2015

Io non ho paura

Ho letto da qualche parte che il fenomeno si chiama “regressione in gravidanza” e pertanto è del tutto normale. Solo che il fatto che sia normale per la scienza non vuol dire che sia “normale” per me e ci possa quindi passare sopra come se niente fosse. Nossignori.
Ecco, in ogni caso la “regressione” è una delle questioni che avrei voluto conoscere “prima” di essere incinta, invece di credermi impazzita e ricercare disperatamente prove del contrario. Prove trovate infine in libri, riviste ed esperti e non certo grazie alle “mamme mafiose”, quelle che sono state quarantotto ore in sala travaglio ma poi “oh guarda ho fatto un parto bellissimo, così bello che non ho neanche chiesto l’epidurale, tanto in tre spinte e cinque minuti in tutto è nato!”. Ma vaff…

Si chiama regressione perché il cocktail di ormoni che devi gestire rende il cervello più simile a quello di una zucca che a quello dell’homo sapiens. Torni cerebralmente neonata. Letteralmente.
Questo dovrebbe servire ad aiutare la donna ad identificarsi con i bisogni primari espressi dal proprio bambino, portandola al suo livello.

Uno degli aspetti di questa dinamica è che inizi ad avere paura di tutto. Anche questo letteralmente.

Una grande paura: rivedrò mai veramente i miei piedi?
Paura che i soldi non bastino e di finire a crescere un figlio sotto ad un ponte. Certo, abbiamo un lavoro, ma domani? Abbiamo una casa, ma domani? Abbiamo un’auto, ma domani?
Domande a dir poco cretine, dal momento che abbiamo anche una famiglia alla quale chiedere aiuto, ma nondimeno paurose, che fanno svegliare al mattino con l’ansia di controllare che il conto corrente non si sia vuotato durante la notte.
E solo pagare la Tasi, che fino all’anno scorso era cosa normale, diventa un incubo: ce la faremo?

Paura che tutto vada a rotoli perché rimarrai cicciona per sempre.
Certo le amiche ti rassicurano che tutta questa ciccia sparirà velocemente, e le vedi le stesse amiche, a distanza di qualche mese dal parto, pronte per la prova costume. Perché tu dovresti essere diversa da loro e terribilmente sfigata? Perché si sta parlando di te e tu ti senti sfigata fino al midollo.
Nei tuoi incubi peggiori (o anche nei migliori, dipende dal momento) nelle foto delle vacanze sembrerai un golem vicino a tuo marito, che per contrasto apparirà alto e allampanato. Le uniche vacanze che farete assieme da genitori, perché lui ovviamente a settembre ti lascerà per l’animatrice del villaggio diciassettenne. D’altra parte lui rimarrà un gran bell’uomo tale e quale lo hai sposato, sei tu che sarai diventata inguardabile.
Oltretutto lui come potrebbe mai più desiderarti dopo aver visto scene che voi umani non potete immaginare tra le quattro mura della sala parto?

Un circolo vizioso: paura di rimanere cicciona sfogata in dolci. Una triste realtà!
Una vita distrutta, quindi, sia per te che per il pupo, conteso tra genitori troppo inaciditi per rendersi conto che lo usano come un’arma l’una contro l’altro.
E sarai una pessima madre, esattamente quella che non vorresti essere. Lavorerai come una pazza e ti perderai tutto: i suoi primi passi, le sue prime parole, tanto che chiamerà "mamma" pure la caffettiera perchè non capirà mai il significato esatto della parola.
In compenso lo imbottirai di soldi a costo di fare la fame e a cinque anni gli comprerai il cellulare.

Se sembrano stupidaggini… beh, per una donna incinta non sempre lo sono.
C’è la paura di andare a dormire la sera con una bella famiglia e svegliarsi al mattino con la famiglia devastata. E il senso di colpa immane per non aver saputo tenerla unita. Cosa che in fin dei conti è un tuo compito di donna e ce lo dovresti avere scritto nel dna.

L’unica cosa di cui non ho paura, pur alla quarantesima settimana, è di quello che avverrà in sala parto.
Primo perché penso che quello che succede nel miglio resta nel miglio, ovvero potrò dire e fare di tutto tanto resterà un segreto che solo l’ostetrica conoscerà e si porterà nella tomba (e magari uscirò anch’io dicendo “ohoh, un parto ma-gni-fi-co! Tre spinte, cinque minuti e via! Vorrei rifarlo domani mattina!” giusto per darmi qualche aria), ma soprattutto perché questo bimbo è così tanto desiderato e per nove mesi ho avuto ogni singolo giorno così tanta paura di perderlo durante questa gravidanza di m***a piena di problemi, che la sala parto è l’ultima delle mie preoccupazioni.
Beh, almeno una me la sono scampata dai.

La Redazione

5 commenti:

  1. Brillerai di luce propria, credimi.
    L'ho visto succedere.

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  2. Redaz, proprio in questi ultimi mesi sto per compiere il grande "salto nel vuoto", scegliendo casa in vista del matrimonio... posso dire che non ho neppure la scusante degli ormoni impazziti in gravidanza, ma le paure a go go sono una costante anche per me ormai. Il "ce la faremo?" mi assilla, ma poi mi dico che sì, ce la faremo, perchè ce la fanno (quasi tutti) e ce la faremo anche noi. Fiducia, fiducia, fiducia nel futuro: insieme al tempo libero, ormai è la merce più rara del mondo, ma anche la più indispensabile e doverosa. Un abbraccione!!

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    Risposte
    1. Silvia ti capisco benissimo!
      Ci sono passata e anche quello è un momento pieno di ansie e di paure: ce la faremo a fare tutto? Cosa succede se capita un momento di difficoltà? E se poi... Oddio, non servono gli ormoni per avere paura. Ti stai comunque giocando il tutto e per tutto.
      Non è facile, non è una passeggiata, ma ti posso assicurare che anche noi abbiamo trascorso dei momenti terribili (io ho perso il lavoro nel giro di 2 ore perchè ero precarissima, ad esempio), ma abbiamo sempre fatto squadra e ci siamo sempre protetti a vicenda. Pur con le nostre discussioni private, nei confronti del mondo siamo sempre stati unitissimi. Anche se per me è stato all'inizio difficile "accettare" di non essere indistruttibile e di avere a volte bisogno di qualcuno. Mi è riuscito più facile quando ho capito che anche questo qualcuno a volte aveva bisogno di me.
      Quindi, Silvia cara, un grande abbraccio di incoraggiamento per questa grande avventura che state per iniziare, e tienimi aggiornata che mi scrivi spesso e un po' mi sono affezionata ;-)

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    2. Che bel commento Redaz! Pieno di piccoli preziosi consigli per me e il momento che sto vivendo... oggi davvero bisogna fare "atto di fede" e lanciarsi, consapevoli del fatto che purtroppo non ci sono mai grandi certezze, non siamo nè perfetti nè indistruttibili, e possiamo solo fare del nostro meglio, nonostante tutto. Un abbraccione e l'affetto è reciproco! :-)

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