sabato 16 gennaio 2016

I consigli di Unicusano per una gravidanza in salute

Ebbene sì, anche a me è successa una di quelle cose fighe da blogger: sono stata contatta dalla Fondazione Università Niccolò Cusano in occasione della presentazione dell'infografica su come vivere al meglio la gravidanza.

Ad essere sincera non è la prima volta che vengo contattata in occasione di lanci e di novità, ma quasi sempre mi defilo, preferendo lasciare questo blog alla propria struttura originaria, quella di diario. Questa volta, invece, ho deciso di fare uno strappo alla regola. Viste le tante [@##@tE che ho sentito dire in gravidanza mi pare cosa buona e giusta fare un po' di chiarezza su quelle che sono delle semplici paturnie e quelle che invece sono doverose attenzioni.

Infografica I consigli per una Gravidanza in Salute
L’infografica, offrendo molti consigli utili, si rivolge ad ogni donna che sta vivendo il periodo della dolce attesa, alle donne che stanno cercando di avere un bambino e anche ai futuri papà.
Secondo quanto illustrato, la buona salute comincia dall’alimentazione che deve essere varia, sana e ricca, facendo attenzione all’assunzione di alcuni alimenti veicolo di germi causa di infezioni e tossinfezioni alimentari o agenti patogeni responsabili di patologie a carico del feto. Importantissimo poi è bere almeno 2 litri di acqua al giorno e assumere acido folico sotto forma di integratori sin dal momento in cui si pianifica la gravidanza per ridurre fino al 70% i rischi di difetti del tubo neurale e di altre malformazioni genetiche.
Secondo la Fondazione Università Niccolò Cusano, per mantenere il giusto peso, le future mamme possono aiutarsi con l’attività fisica ed insieme al futuro papà dovrebbero dare la giusta importanza agli esami di screening prenatale per rilevare eventuali anomalie cromosomiche e alcune malattie genetiche e decidere per tempo quali eseguire.  L’infografica mostra un approfondimento sugli esami di diagnosi prenatale da eseguire per rilevare eventuali anomalie cromosomiche, tra cui figurano il test del DNA fetale e il BI-Test.

Ad oggi la sindrome del QT Lungo, patologia cardiaca su base genetica non è tra quelle diagnosticabili in fase prenatale. Questa sindrome è tra le possibili cause del fenomeno delle morti in culla, dette anche SIDS, ovvero sindrome della morte improvvisa del bambino, che riguarda bambini entro il primo anno di età e conta in Italia circa 300 casi all’anno.
La Fondazione Università Niccolò Cusano sta finanziando la ricerca del QT lungo affinché in un prossimo futuro lo screening prenatale di questa sindrome sia possibile e permetta di salvare vite umane.

Un piccolo consiglio? Stampare questa infografica e appenderla al frigorifero.
Ma anche mandarla via email a nonne, mamme, zie e tutte quelle donne che solo per aver sentito dire che esistono i bambini si improvvisano ostetriche, pediatre, nutrizioniste e sono piene zeppe di consigli (non richiesti) da elargire!

La Redazione

Infografica a cura della Fondazione Università Niccolò Cusano dell’Università Unicusano

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