domenica 8 maggio 2016

Beata te...

Premessa: vengo da una brutta giornata.
Lo so che è la festa della mamma, anzi, proprio perchè è la mia prima festa della mamma.
Non dico che mi aspettassi i festeggiamenti del quattro luglio, ma 'nsomma. Tanto per dirne una volevo andare a mangiare una pastina con Superboy, così, giusto per festeggiare all by myself, e me ne sono dovuta tornare a casa con la coda tra le gambe appena svoltato l'angolo dell'isolato perchè si è alzato vento e Superboy si è abbioccato nel passeggino. E addio agli zuccheri che avrebbero fatto tanto per la mia linea, ma di sicuro anche per il mio umore.
Ma veniamo a noi.

Quando dico che allatto ancora Superboy di solito si scatena l'inferno.
Se per nessuno è strano vedere un bambino di quasi un anno attaccato al biberon a bere una bevamda che non esiste in natura, la maggior parte delle persone si scandalizza se lo vede cercare la poppa e poppare felice ogni volta che ne ha voglia.
Ma a parte questo c'è una frase che mi manda in bestia, ed è il "beata te che hai il latte".
Ora sicuramente c'entra anche il fattore "culo", ma da questo a dire che sia solo una questione di fortuna... beh: parliamone.

Diciamo che non c'entrava tanto il culo quando per le prime settimane ho vissuto con un esserino piccolo costantemente affamato e attaccato a me. Roba che mi trovavo alle sei di sera ancora in camicia da notte che non avevo combinato un [@##° se non sfamare, sfamare, sfamare e sfamare la tenia che era in me con barattoli di Nutella interi.
E non c'entra neanche il fattore culo nel fatto che sia quasi un anno che non vado al cinema. Due sere sono uscita con le amiche ed è stata la crisi dei ventinove al momento di andare a nanna.
Qualcuno mi ha detto pure "colpa tua che non l'hai abituato". A cosa, esattamente?

"Ma è comodo!", dicono i più.
Se a voi pare comodo svegliarsi otto volte a notte quando Superboy mette i denti, quando ha la febbre, quando si scopre, quando ha mal di gola, quando ha mal di orecchie (e quest'inverno è stato proprio un lazzaretto casa nostra). A me tanto comodo non pare.
Comodissimo per FF, che di notte è utile come una bicicletta a un pesce e se ne può stare comodamente sotto le coperte. Ma comodo per me non direi proprio.

"Ma è sano!", dicono altri.
Ho letto ricerche che sostengono che i bambini allattati siano mediamente più intelligenti degli altri, quindi compio il mio dovere con fedeltà e coraggio, come ha detto il prete il giorno del matrimonio.
Il tutto è quindi sano per Superboy, ma per me?
Vengo morsicata, tirata, pizzicata. Senza contare che sono costantemente stanca e affamata e il mio stomaco è più pieno di schifezze del bidone dell'umido.

Quindi, signore e signori, non è affatto solo questione di culo. E' anche questione di costanza, di impegno e di sacrificio. Di guardare al di là del proprio naso, dell'immediato.
E' questione di farsi un mazzo così.
Come nella maggior parte delle cose che contano.

La Redazione

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