sabato 30 luglio 2016

Ladies and gentlemen, welcome to terrible two!

E' successo.
Quello che prima o poi raccontano tutte le mamme è successo anche a me giusto poco fa.

Stamattina ho portato Superboy al parco faunistico a vedere un leone vero, dopo che praticamente ha iniziato a parlare imitando il suo leoncino di gomma. Vedere la sua espressione di stupore di fronte a quell'animale enorme e incazzoso che ruggiva e si scagliava contro il vetro non ha avuto prezzo!
Ma non ha avuto prezzo nemmeno vederlo cercare di dividere la propria galletta di riso con una compagnia di lemuri.
Insomma, ne ha fatte di cotte e di crude stancandosi a mille.
Al ritorno era già addormentato nel seggiolino prima ancora di mettere in moto l'auto.

Una volta a casa doccia di rito vista l'umidità del mille per cento e poi il tragico errore: uscire prima del pisolino.

E si sa che i bambini che saltano il pisolino si trasformano da teneri mogwai a temibili gremlins.

Beh provate a immaginare la corsia centrale dell'Auchan di sabato pomeriggio, con la folla di famiglie, nonni, bambini, single che approfittano dell'unico giorno di riposo per fare la spesa. Avete visualizzato?
E adesso metterci dentro una poveretta che cerca di fare la spesa con un bambino unenne in braccio che piagnucola e cerca disperatamente di metterle le mani nella scollatura.

Questo sarebbe ancora niente.
Provate adesso a immaginare quel bambino che, frustrato perché la mamma non lo accontenta e non gli cala la poppa, si mette a piangere disperato, si butta a terra e si lancia in un capriccio da manuale. In gola un piccolo ma potente megafono al posto delle corde vocali.
Immaginate adesso la madre che cerca di tirarlo su dal pavimento, ma si scontra con l'assoluta assenza di tono muscolare che solo i bambini riescono a simulare quando sono intenti a fare un capriccio.

Giusto per completare il quadro immaginate lo sguardo del disappunto dei passanti. Di tutti i passanti.
Uno sguardo vigliacco, di chi pensa "guarda che capriccioso quel bambini", "che mamma smidollata", "il guaio è che i bambini prendono poche sberle! Ai miei tempi...".
Uno sguardo giudicante e cretino, perché tanto tutti coloro che abbiano avuto figli sanno che i bambini fanno così, indipendentemente da come vengono trattati.

E così ho provato tanta tenerezza per il mio ometto. Che non è capriccioso, non è nemmeno viziato e dio protegga chi osi toccarlo anche solo con un fiore. Era solo stanco. E per colpa mia, per giunta.
Me lo sono preso da terra e me lo sono coccolato stretto stretto: f*****o tutti i geni delle vite degli altri!

Comunque questo per dire che tutti i libri che ho letto sui bambini concordano sul fatto che i capricci dovrebbero cominciare non prima dei due anni di età.
Che io abbia avuto la fortuna di iniziare in anticipo questi famigerati "terribili due"?

La Redazione

Nessun commento:

Posta un commento

Taccodieci wants you!
Lascia un commento...