domenica 4 settembre 2016

La discriminazione si nasconde nei dettagli...

...e a volte questi dettagli sono a dir poco macroscopici.

Pasa il tempo, ma abitudini che sono dure a morire. Proprio come l'erba cattiva.
Abitudini poco rispettose, se non del tutto maleducate.
Si chiude un occhio, a volte anche tutte e due, si fa finta di non vedere, ma se danno fastidio? Eccome.

Ieri con FF siamo andati in un'agenzia immobiliare per andare a vedere un terreno in vendita.
Apriamo la porta dell'agenzia e ci accoglie un signore di una certa che è tutto un programma: capello bianco sparato tutto ingollato (o almeno mi auguro fosse gel), camicia aperta sul petto (e che petto!), jeans yeah e cintura Versace.

Dopo i saluti, come prima cosa ci propone da firmare il verbale di presa visione, con il quale ci impegniamo, nel caso decidessimo di acquistare il terreno da lui proposto, a corrispondergli una provvigione.
A dire il vero ho sbagliato a scrivere "ci" propone, perché il documento viene proposto solamente a FF. Nonostante abbia chiamato io, l'appuntamento sia a mio nome, il documento viene proposto a mio marito con tutta naturalezza, come se io non fossi nemmeno presente.
Butto un occhio al verbale e la mandibola a momenti mi cade sul pavimento: l'intestazione riporta "la signora Redaz, SPOSATA FF".

Il verbale cui io sottoscritta dichiaro di non contare una cippa (difatti firma FF)

Ve lo devo assolutamente far vedere perché una cosa così anacronistica, per non dire palesemente medievale, era fortunatamente un bel po' che non la vedevo.
Se non fossi interessata effettivamente al terreno lo manderei a quel paese seduta stante. Lui, la sua agenzia, il terreno e il suo petto depilato.

FF e lui (io a quel punto avevo smesso da tempo di essere resa partecipe alla conversazione), iniziano a ipotizzare quale cubatura possa essere costruita sul terreno in questione (che [@##° ne sanno mai le donne di edilizia?), arrivando anche a una ipotesi di costo finale della casa.
E a quel punto il nonno se ne esce con una perla rara: "sì, il prezzo finale potrebbe essere circa questo, ma poi le conosco le donne! Iniziano a dire 'la casa ce la facciamo una volta sola, voglio le piastrelle Versace, voglio questo, voglio quello' e il prezzo diventa tutto un altro. Quindi può considerare quello che le ho detto come prezzo di partenza, se sua moglie è d'accordo a utilizzare materiali normali e non vuole cose particolari".
Ora: a parte che di Versace c'è solo la sua cintura, ma chi [@##° si crede di essere questo?
Strabuzzo gli occhi per la naturalezza con cui si comporta da cafone. Come se fosse del tutto naturale che chi decide sia il marito e la moglie si limiti a essere l'oca giuliva della situazione.

Andiamo in ogni caso a vedere il terreno (il nonno è fortunato che ci interessi davvero molto).
Mi impegno a non ascoltare quello che gli esce dalla bocca perché non ho voglia di prendere a sprangate nessuno, ma ad un certo punto Mister Simpatia si rivolge proprio a me: "ha visto che bella zona? Qui c'è proprio tutto quello che le serve: il supermercato e perfino l'asilo nido se vuole mandare il piccolo ogni tanto così lei si rilassa e fa le sue cose".
Nonostante la conversazione sia diretta a me faccio la Signora e faccio finta di non sentire.
Certo, per lui tutto quello che può servire a una donna sono un supermercato e un asilo nido che tenga suo figlio mentre lei prende il the con le amiche.

Non rispondo perché con certe persone non vale nemmeno la pena ribattere. Bisognerebbe iniziare a fargli un riassunto degli ultimi cinquant'anni di storia. Bisognerebbe spiegargli che le donne oggi lavorano, guidano e perfino votano. Che hanno un cervello, ma che soprattutto esiste una cosa che si chiama "rispetto", la stessa cosa che impedisce a me di chiamarlo "vecchio bifolco".

La Redazione

3 commenti:

  1. quando io e il mio ragazzo, entrambi avvocati, siamo andati in agenzia a firmare il contratto di affitto solo per lui veniva usato il titolo avvocato, io ero signorina, si vede che l'ignoranza è una caratteristica tipica degli genti immobiliari.

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    1. No tranquilla. Non è una loro prerogativa. Quando vado in giro con un mio collega lui è il "dottore", io sono "la ragazza". E ovviamente parlano con lui.

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    2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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