martedì 4 ottobre 2016

Signora, mi raccomando, si riposi

Fare la mamma è il mestiere più bello e più impegnativo del mondo. Il mestiere che non cambierei con nessun altro al mondo.
Solo che mi risucchia le energie.

La mattina inizia con...
No, andiamo con ordine.
La notte Superboy si sveglia dalle due (quando va di lusso) alle enne volte. Dipende dai denti, dall'umidità dell'aria, dal raffreddore eventuale, da cosa ha mangiato, se ha fatto la cacca, dal caldo, dal freddo, dalla sete, dal pannolino, dalla fame e dalle estrazioni del lotto.
Cosa peggiore quando al quindicesimo risceglio FF bello bello, sciallo sciallo, apre mezzo occhio e fa "però mi pare che stia dormendo bene stanotte, no? Non l'ho mai sentito". E io devo soffocare gli istinti omicida perchè se mi mettessi a uccidere mio marito Superboy non si riaddormenterebbe per almeno qualche ora.

Inizio ottimistico di attività tragicamente fallita

Poi arriva inesorabile la mattina, e proprio quando Superboy decide che è ora di farsi un paio di orette filate di sonno per me è ora di saltare in piedi come una molla.
D'altra parte se voglio fare una doccia, pettinarmi, ma soprattutto fare la cacca senza qualcuno in braccio devo approfittare di questi minuti preziosi.
Sempre in questi minuti preziosi devo concentrare anche le pulizie di casa.

Quando Superboy si sveglia però arriva il bello, ovvero ci cimentiamo in qualche attività montessoriana (quando non andiamo al supermercato o a fare qualche commissione).
Questa settimana, ad esempio, abbiamo dipinto con i piedini.
Avevo preparato il salotto prima che lui si svegliasse: enorme straccio steso a terra, foglio bianco grandissimo, un vassoio con i colori, salviette umidificate per pulire i piedini.
Credevo che Superboy fosse un bambino normale e avrebbe gradito pasticciare col colore, invece ho creato un bambino germofobico che al primo accenno di volergli immergere i piedini nel colore ha iniziato a urlare scandalizzato da far crollare il condominio. Poi si è divincolato  ha iniziato a correre per il salotto, colorando il pavimento e strappando il foglio.
Risultato: ho dovuto rilavare il pavimento del salotto, del bagno, i sanitari, fargli una doccia, lavare me stessa, lavare i vestiti che avevamo addosso entrambi pregando che la tempera (la tempera! Quale mamma sana di mente farebbe colorare il proprio bimbo di nemmeno un anno e mezzo con la tempera?) venisse via, e tutto per tre improntine di piedino messe in croce su di un foglio strappato.

Dopo aver riassettato arriva il momento pappa, in cui devo improvisare un'animazione che neanche il circo Orfei per farlo mangiare. E già mi reputo fortunata che mangi.
Nel frattempo io cerco di mangiare la prima cosa che mi capita tra le mani.
Sono a questo punto le undici e mezza.
Finita la pappa preparo la cena. Sì, a mezzogiorno preparo la cena, perchè quando il mio bambino ormai satollo sta per partire nel magico mondo del pisolino io devo darmi una registrata e andare in ufficio.

La cronaca del lavoro ve la risparmio. La posso sintetizzare in una sola parola: delirio.

La sera torno a casa di corsa (letteralmente), raggiungendo in tagenziale la velocità di curvatura per guadagnare il tempo necessario per fermarmi al super per compare quelle cose che ho immancabilmente e tragicamente dimenticato.
A casa Superboy mi si attacca addosso e (con mio grande orgoglio) potrebbe cascare il mondo ma la sua mamma non gliela leva più nessuno.
In qualche modo riesco a cenare, sistemare la cucina e poi devo giocare: versi degli animali, giro-girotondo, favole, corse e alle nove e mezza ho già il fiatone. Cerco di rassicurarmi pensado "non può stare sveglio per sempre".

Infati lla fine Superboy crolla.
Io crollo circa un secondo dopo.
Poi mi sveglia un bisogno impellente di andare in bagno. Credevo fosse pipì e invece è una cistite che neanche Tom Hanks ne "il miglio verde".
Mi gira la testa, divento fredda, sento che sto per svenire. Non so come trovo la forza di chiamare mio marito mentre mi stendo sul pavimento freddo del bagno prima di fratturarmi il cranio cadendo e mio marito arriva prontamente sventolando (udite, udite) una confezione di ghiaccio secco (il mattino seguente giustificherà il gesto dicendo "avevo capito che avevi dolori", e io "amore, era cistite, non avevo sbattuto un ginocchio sullo spigolo").

Il giorno seguente inutile dire che sono dal medico.
"Signora, mi raccomando, si riposi" è tutto quello che riesce a dirmi.
Soffoco una risata isterica.

Però ho imparato che le mamme guariscono lo stesso.
Il riposo è sopravvalutato.

La Redazione

5 commenti:

  1. Io mica me la ricordo così letale la cistite.

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    1. Beato te!
      Durata poco ma bella tosta!

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    2. della cistite, l'ultima volta che mi è venuta (per fortuna l'ho avuta 2 volte di numero), ricordo che di notte andavo continuamente in bagno e avevo sempre la sensazione di far pipì, fortissima, che non passava mai. non riuscivo a dormire per il fastidio così ho chiamato la guardia medica. la fortuna vuole che non posso prendere quelle bustine di monuril che si prendono in genere, visto che la prima volta che l'ho avuta - ovvero la prima notte che ho dormito a casa dopo aver partorito il mio primo figlio, ti lascio immaginare - dopo averla presa ho avuto mal di stomaco fortissimo e ho vomitato anche l'anima. quindi ho dovuto farmi un ciclo di antibiotico. a proposito del consiglio di riposare, che è sicuramente sacrosanto ma realistico quanto l'esistenza degli unicorni (è vero però che pasticciare con le tempere glielo lascerei fare all'asilo :-D), mi ricordo che quando sono andata a fare una fisioterapia per il mal di schiena la fisioterapista (ovviamente senza figli) mi disse di prendere i braccio mio figlio (che allora aveva 2 anni) solo da seduta. ahahahaha che bella battuta!

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    3. Beh, io ero solo un testimone...

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  2. @Cosmicmummy: ma come gli vengono in mente queste idee? Da seduta? Ahahahah!!! Bella questa!
    Le tempere... Io glielo lascerei fare anche all'asilo, ma ha avuto la bronchite DA FINE AGOSTO e povero volevo fargli fare qualcosa di "alternativo" per farlo svagare un po', visto che è stato blindato in casa per tanto tempo.
    In ogni caso complimenti per la sfiga: cistite la prima notte a casa dopo il parto? Da incubo!!!

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