venerdì 13 gennaio 2017

Una di quelle donne che odio

Stavo diventando una di quelle donne che odio. Sul serio.
Una di quelle che non hanno mai tempo.
Vi faccio un esempio.

C'è una mamma nel mio quartiere (amiche mie tranquille, per il solo fatto di essere mie amiche siete automaticamente esonerate dalla categoria e non sto parlando di voi) che non ha mai tempo.
Vorrebbe tenersi in forma, ma non ha tempo neanche per una passeggiata ogni tanto (salvo poi essere parcheggiata in pasticceria tutte le mattine).
Vorrebbe andare dal parrucchiere ma non ha mai tempo.
Vorrebbe lavorare ma con un figlio di sette anni che fa il tempo pieno come potrebbe mai fare?
Vorrebbe uscire con le amiche, ma le sue amiche lavorano durante la settimana (nonostante questo sa vita, morte e miracoli di tutto il paese).
Vorrebbe leggere, ma tra lavare e stirare chi ha il tempo?
E così gira per il quartiere a bordo dell'ammiraglia del marito come un'anima in pena. Sciatta e sciupata neanche avesse a carico un intero orfanotrofio a cui badare da sola. Se ti incontra ti dice solo "beata te".
Se la trovi la sera, tornando dall'ufficio alle otto, con la cena da preparare, il bucato da stendere, la lavastoviglie da vuotare e due borsoni del super per mano è capace di dirti "anche io ho avuto una giornata pesante: sono stata a fare un giro in bici e sono stanchissima". Roba da farle saltare denti, gengive e mandibola insieme.

Ecco, stavo diventando uguale.

Quello che non vi ho detto e che forse ora vale proprio la pena di "annunciare" è il motivo per cui pure io mi trovo a ciondolare a casa ormai da uno svariato numero di settimane: abbiamo messo in cantiere la sorellina di Superboy, che se dio vuole nascerà a metà giugno circa (e che per praticità in queste pagine da ora in poi chiameremo "Sorellina").
Questo non mi giustifica.
Mi sono resa conto che mi stavo trasformando in una specie di ameba sociale. Andavo a prendere Superboy all'asilo struccata (!!!), con una felpa ignobile sotto il piumino ("tanto chi la deve vedere?"), i capelli ammassati sotto al cappello.

Così mi sono fatta violenza e sono andata in biblioteca non per prendere Geronimo Stilton ma un romanzo della Kinsella che non avevo ancora letto (incredibile!).
Ma prima mi sono stirata i capelli e mi sono truccata adeguatamente.
Poi sono passata al super a prendere una crema per le mani, che iniziavano a sembrare quelle di una lavandaia, e a cercare su internet attività montessoriane da fare con Superboy.
E indovinate un po'? Mi sono divertita un sacco a preparare una specie di Das fatto in casa con dentifricio e amido di mais. Superboy si è divertito un mondo a lavorarlo e tagliarlo con le formine per biscotti e alla fine ne sono venuti fuori anche dei "lavoretti" per le mie amiche incinte. Sfruttando dei charms che avevo acquistato per fare dei lavoretti di Natale che ovviamente non avevo avuto il tempo di fare.

I lavoretti fatti con Superboy

Ho cambiato piano telefonico e fatto una valanga di altre cose che non avevo mai il tempo di fare, tra cui scrivere un benedetto post.

Basta muovere un piede avanti all'altro e andare, non ci vuole una laurea apposita.
Sono già a metà del romanzo della kinsella, il mondo non è crollato e io sono sopravvissuta.

La Redazione

5 commenti:

  1. Tantissime congratulazioni Redaz!!!!!!! Complimenti!!

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  2. Augurissimi per la futura... Supergirl, degna sorella di Superboy, no!?!? ;)

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  3. Grazie infinite ragazze!
    E' duretta con un Superboy ancora piccolino, ma ce la faremo ;-)

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  4. Ciao!
    Hai provato a leggere i tuoi post sul "la stanchezza delle mamme" o quello sulle "mamme categoria solidale e coerente"?
    Se la tua vicina non merita compassione e solidarietà, potresti riservarle serena indifferenza, senza sprecare le tue energie occupandoti di lei.
    Hai ragione: prendersi cura di se stesse, volersi bene e rispettarsi è il primo passo per avere una vita appagante.
    Allora perché non iniziare a volerti bene e rispettarti VERAMENTE, cambiando prospettiva con cui guardi il mondo femminile?
    Ti definisci donna e mamma normale.
    Tuo marito invece è FANTASTICO FIDANZATO.
    Tuo figlio è SUPERBOY.
    La bimba in arrivo: la sorellina di SUPERBOY.
    Non eri tu che dicevi che la discriminazione si vede dai dettagli?
    Dici che FF non stira, non sa stendere, non lava, non cucina, non fa la spesa (uh già il minestrone..), a mala pena si sa occupare del pupo, lascia i vestiti in giro per casa, è "utile come una bicicletta a un pesce"! Sembra un uomo piuttosto ordinario, no?
    Sei tu che fai tutto ( una volta ti è scappato persino di scrivere: devo far addormentare I BAMBINI), lavori anche fuori casa. Fai persino giochi creativi col tuo bimbo (con buona pace della Montessori che con il dentifricio c'entra poco).
    Cosa ti occorre per capire che sei una donna in gamba e unica?
    Anche tua figlia si merita di essere unica e non la sorellina di un fantomatico super e figlia di un improbabile fantastico.
    Fatti un regalo e fallo ai tuoi bimbi: smetti di vergognarti di essere te stessa.

    Scoprirai di esserti dimenticata della vicina.
    Ah e la prossima volta che si addormentano sul divano e tu sei per terra, risveglia dolcemente tuo marito, fa uno dei tuoi meravigliosi sorrisi e digli "Amore hai bisogno di riposare, vai a letto".
    E mettiti sul divano.
    Capirà, gli uomini non sono poi così male.
    Un saluto di cuore

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    Risposte
    1. Cara Lulù ho riletto il tuo commento 5 volte prima di rendermi conto che non mi stai criticando ma mi stai facendo dei grandi complimenti.
      Grazie.
      Si è vero FF non stira, non lava, non pulisce e non mi è "scappato" di scrivere "i bambini": a volte ho davvero questa impressione. Ma ha innumerevoli altri lati positivi che me lo hanno fatto scegliere tra tutti gli uomini della terra.
      E sicuro che anche la Sorellina sarà eccezionale. Il soprannome Superboy è nato da come dormiva nei suoi primi giorni di vita, con le braccia alzate come Superman in volo. Non appena sarà nata troverò di certo un nomignolo anche per la piccolina <3
      Grazie per avermi dato della straordinaria. Ma sai io credo che tutti possiamo essere straordinari. Anzi che siano proprio le persone "normali", ovvero quelle che cercano di fare sempre del proprio meglio, siano le più straordinarie di tutte.
      Grazie ancora cara Lulù.

      Ah e per la vicina... Se fosse contenta della sua vita la lascerei anche stare, ma se ne sta sempre a lamentare! Lo so che non sono fatti miei, ma ho questo vizio... Non riesco a smettere di spronarla a "tirarsi fuori" :-)

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