venerdì 24 marzo 2017

Le donne incinte non muoiono di raffreddore

Superboy ha finito ieri di prendere l'antibiotico per la quinta bronchite dell'inverno, quindi era prevedibile che qualcosina lo prendessi pure io: un raffreddore pazzesco.
E mi ritengo anche fortunata, visto che mentre aspettavo Superboy ero invece affetta da una cosetta simpatica che risponde al nome di "rinite gravidica", ma che si traduce con "nove mesi di naso chiuso ininterrotti". Praticamente un inferno sulla terra,

"Raffreddore! Che sarà mai?", direte voi.
Beh provate a immaginarvi con il naso completamente congestionato, gli occhi lucidi, il mal di testa costanti, a cercare di dormire su un fianco perchè appena vi stendete a pancia in su, seppure con quattro cuscini sotto la testa, inizia a mancarvi l'aria per la sindrome della vena cava. E ovviamente tutto quello che potete prendere è una tachipirina, come a dire che se vi rompete una gamba potete sempre prendere del Voltaren.
Ecco, immaginatevi questo e vi immaginate una donna incinta con il raffreddore: praticamente una jena pronta a sbranare tutto e tutti per una sciocchezza.

Questa sono io da qualche giorno a questa parte.

Ho provato ad andare dal medico di base supplicando di potermi curare in qualche modo, o almeno di poter prendere qualcosa per dormire, ma la sua risposta serafica è stata "tesoro, mi sa che devi solo aspettare che passi".
Inutile precisare che il mio medico di base, per quanto lo stimi, è un uomo. Ovvero un essere che mai ha provato ciò che sto provando io ora, e con tutta probabilità un essere che appena il termometro sale sopra i trentasette e cinque chiama al capezzale le figlie e apre una linea diretta con la farmacia.

Cerotti nasali: pregnant girls' best friends!
Oggi però non ce la facevo proprio più e mi sono detta "eh no, porcazzozza, che cos'è questa storia che le donne incinte devono schiattare di raffreddore soffrendo come cani?" e ho fatto una telefonata che mi ha cambiato la vita.
Precisamente ho chiamato il numero verde dell'Unità Operativa di Tossicologia Clinica e Centro Anti Veleni dell'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo (anche abbreviato "Stica##|"). Praticamente il centro italiano di riferimento per sapere che cosa cavolo si può assumere in gravidanza e allattamento e cosa no.

Dopo qualche minuto di attesa mi ha risposto un medico che mi ha fatto qualche domanda di rito, mi ha ascoltata come nemmeno un terapeuta avrebbe fatto e poi, bello bello, sciallo sciallo, mi ha detto che avrei potuto prendere della ossimetazolina.
Al che sono rimasta interdetta e ho chiesto che cosa cavolo fosse.
Il medico ha risposto serafico: "questo è il nome del principio attivo. Aspetti che le cerco il nome commerciale... Ecco... E' VICKS SINEX".
- Cioè, mi faccia capire, posso prendere al bisogno il Vicks Sinex spray nasale?
- Sì, certo. Beh, non ne abusi, ma per dormire lo può prendere per due o tre giorni.
- Mi sta dicendo che avrei potuto sempre prenderlo in gravidanza?
- Sì, ehm, certo, al bisogno senza strafare, ma si.
In quel momento mi è salita la voglia di fare una strage che neanche Osama Bin Laden pensando a tutti i mesi di sofferenza e insonnia patiti, ma soprattutto alla faccia sconsolata del medico di base mentre mi diceva "tesoro, mi sa che devi solo aspettare che passi".
"Tesoro" tua sorella! Ma mi prende per il [ul°?!?

Quindi ancora una volta confermate un paio di teorie:
1) le donne incinte si curano, ma soprattutto
2) se vuoi davvero ottenere qualcosa devi rompere le palle.

La Redazione

1 commento:

  1. Si decisamente si deve rompere le palle per ottenere qualsiasi cosa!!!
    Come stai? hai dormito in questi giorni?

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Taccodieci wants you!
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