mercoledì 12 luglio 2017

Bis-mamma io? Ma scherziamo?!?

Correva il giorno dieci di giugno duemiladiciassette e il post che avevo iniziato cominciava così:

"Mi ero ripromessa di non essere polemica e pesante e qual è stato il risultato? Che è praticamente un mese che non posto nulla.
Semplicemente perchè non ho niente di non polemico o pesante da dire.

Questo perchè quando Dio creò la gravidanza pensò bene di farla durare nove mesi, ovvero il tempo perfetto per sclerare abbastanza da non vedere l'ora di partorire (e quando mai una persona sana di mente vorrebbe realmente partorire?), ma non abbastanza per uccidere qualcuno. Adesso sono alla bellezza di trentanove settimane suonate, ovvero da circa un mesetto sono entrata in quella fase in cui odio tutti e in cui qualsiasi cosa mi irrita."

Inutile dire che il post non è stato finito. Il motivo preciso non lo ricordo, ma di certo qualcuno ha iniziato a piangere, si è schiantato contro un mobile o c'è stata una qualche emergenza da gestire.
E poi il tempo è passato ed è successo, così quel post non ha più avuto alcun senso.

Che sarei stata prossima lo avrei dovuto capire, oltre che dal calendario, dalla "sindrome del nido" che mi aveva travolta come un tir, tanto da sfornare quintali di tortellini fatti in casa (sì, avete capito bene, mi sono messa a fare i tortellini a 39 settimane) al grido di "io a Superboy quelle porcherie che vendono al supermercato non le voglio far mangiare".

I tortellini fatti in casa: sclero allo stato puro

Era la notte tra il dodici e il tredici giugno quando ho svegliato FF per dirgli che non mi sentivo mica tanto bene. Lui, con il sangue freddo che lo contraddistingue in queste situazioni, ha nell'ordine:
- lanciato se stesso fuori dal letto;
- indossato le prime cose che gli sono capitate sotto mano;
- inveito perchè non avevo ancora completato la valigia per l'ospedale;
- avvisato tutti i nonni (cosa che da nove mesi lo stavo pregando di non fare);
- creato un gruppo whatsapp per aggiornare i parenti sul mio stato di salute;
- caricato la valigia in auto per poi ricordarsi di Superboy che dormiva nel suo lettino e che avremmo dovuto aspettare che arrivasse mia madre prima di potercene andare all'ospedale.
Lungo la strada, alle tre del mattino, pure i carabinieri hanno provato a fermarci per un controllo e FF, incurante del mitra nelle loro mani, non si è fermato ad un posto di blocco, ma ha semplicemente rallentato e urlato dal finestrino "STIAMO ANDANDO A PARTORIREEE!".
Insomma siamo vivi per miracolo.

Lo stato della valigia la sera in cui è nata Supergirl
In ospedale un susseguirsi di ore che sarebbero benissimo potute essere secoli come secondi. Fino a che Supergirl ha deciso di farci vedere i suoi begli occhioni verdi (sì, io che sono stata più volte scambiata per turca o greca ho generato una bambina dagli occhioni verdi) una ventina di ore più tardi, quando ormai io ero così sclerata da urlare contro il suo povero papà frasi dolci come "NON MI TOCCAREEEE!" e "NO CHE NON CI SIAMO! NON MI DIRE PALLEEEEE!".

Di quella notte ho alcuni ricordi pazzeschi di cose che non sono sicura siano accadute davvero.
L'ostetrica, subito dopo la nascita di Supergirl, mi ha detto "c'è tua madre agitatissima qui fuori, se ti fa piacere la faccio entrare un secondo così vede che stai bene". Ovviamente ero d'accordo.
La porta della sala parto si apre e chi ti vedo entrare? Altro che mia madre: mio suocero armato di reflex che inizia a farmi un servizio fotografico neanche dovesse documentare la distruzione dell'essere umano per il National Geographic!

Poco dopo, quando ormai era tutto finito e finalmente mi stavo godendo il silenzio, vedo entrare in sala parto un'ostetrica chiedendo tra sè e sè "dove cavolo l'hanno messa?". Poco dopo ne entra un'altra chiedendo esplicitamente "avete visto dove è stata messa la placenta?".
Cioè: si erano persi la placenta!

Così adesso mentre scrivo Superboy è al parco con i nonni e io guardo questa cosetta che mi dorme di fianco e mi pare ancora impossibile di non essere solo mamma, ma addirittura mamma-bis. Io, che poco più di due anni fa ero nota in tutta Padova per la mia propensione all'happy hour.


E ho scoperto che se un figlio è il delirio, quando nasce il secondo è come se nascesse urlando "al mio arrivo scatenate l'infernoooo!".
Ma ce la stiamo facendo, un passo alla volta, e anche meglio di quanto pensassi. Mentre vi scrivo siamo già tutti vestiti, lavati, io mi sono truccata e pettinata e non sono cose così scontate. Non vado al gabinetto da sola dal 2015, ma questo è un dettaglio su cui sto lavorando.

Di cose da dire ne avrei a iosa, tanto che non saprei neanche da che parte cominciare.
La più importante è però che sì, è possibile amare due figli allo stesso modo. Non credevo sarei riuscita ad amare un qualsiasi essere umano tanto quanto amo Superboy. Invece è possibile. In maniera diversa, ma li amo entrambi nella stessa misura.
Tanto da essermi un po' legata al dito il fatto che mentre Superboy è stato osannato da parenti e amici fin dall'ospedale come se fosse nato il messia, ci sono persone a me molto care che non hanno ancora visto Supergirl se non in qualche foto su whatsapp. Sto cercando di mantenere la calma ed essere razionale, anche se il mio istinto di mamma mi pungola suggerendomi di fare un casino.

Ci sono quindi delle differenze tra primo e secondo figlio, ma questa è un'altra storia.
E chissà quando avrò il tempo per raccontarla.

La Redazione

9 commenti:

  1. Benvenuta nella confusione. Il tuo prossimo momento di calma sarà dopo la maturità di Supergirl.
    A meno che...

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    1. Se quel "a meno che" significa quello che penso... Beh magari ne riparliamo tra qualche anno eh? Tipo tra venti :D

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  2. Il problema di amare due figli non è mai stato mio. Che il secondo non se lo fili quasi nessuno è un dato di fatto. Goditi questo periodo, perché sarà sempre peggio. Forse ma dico forse, migliorerà dopo i due anni della seconda. Ma non ne sono ancora certa.
    Comunque
    CONGRATULAZIONI!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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    1. Oddio sempre peggio in che senso?!?!? A cosa mi devo preparare?!? :O

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    2. AHAHAH no lungi da me spaventarti. Magari sono i miei figli terribilmente incompatibili e fin che la piccola era ferma e muta era tutto gestibili, poi hanno iniziato a litigare continuamente e non hanno ancora smesso
      Nia

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    3. In effetti è quello che facciamo mio fratello e io da oltre trent'anni ahahah!
      Ma guai a cercare di separarci :-)

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  3. Congratulazioni di vero cuore!!! Non so ancora cosa significhi essere mamma, figuriamoci bis ma resto connessa per una dettagliata anteprima!

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    1. Francesca che piacere risentirti!
      Grazie infinite!
      Un abbraccio

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    2. Sì, sono finalmente riemersa! ;)
      Un abbraccio anche a te!

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