domenica 10 settembre 2017

Un paio di lenti rosa

Parliamo di vacanze.
Quella cosa mitologica che i comuni sfigati vedono per una o massimo due settimane all'anno, dopo un inverno così cupo che manco al polo nord. Dopo mesi di sofferenza alla scrivania e, nel mio caso, dopo un inizio estate con una pancia chiaramente visibile fin dal satellite, un parto (e scusate se . poco), settimane piena di punti che neanche la raccolta pani del Mulino, un caldo angosciante con una neonata chiusa in casa e un duenne che la distruggeva, la suddetta casa.
Le vacanze.
Sognate, desiderate, da riempire di ricordi bellissimi che ci aiutino a passare in maniera decente un inverno che se ci penso adesso mi pare uguale a quello del polo nord.



Nel mio caso la settimana di vacanza (una su 52, perchè poi si chiude bottega e si va avanti a testa bassa per un intero anno - non mi stancherò mai di ripeterlo) al mare è andata così.


Questi sono stati i primi tre giorni.
Che poi tenetelo voi lontano dall'acqua un duenne in piena fase di scoperta, oltre che di affermazione della propria individualità. Oltre alla spesa della guardia medica turistica, perchè ho scoperto una cosa curiosa dell'assistenza sanitaria: se mi sento male in Europa mi curano gratis, se mi sento male al mare a un'ora e mezza (più 5 di coda) da casa solo la visita costa 21 euro. 40 se ci aggiungiamo un tampone.

Per fortuna c'è stato il giorno quattro.


A onor del vero di giorni quattro ce ne sono stati parecchi (altrimenti dubito sarei qui a raccontarvi come è andata), perchè l'aria di mare faceva cadere i bimbi in una specie di stato catatonico già alle otto e mezza di sera. FF e io stiamo seriamente valutando l'acquisto di una casa al mare.

Poi ci sono stati anche dei risvolti divertenti, eh. Tipo il giorno cinque.


Credo però che questo sia stato più divertente per mia madre e per le mie amiche, più che per me.
Quello che non ho pubblicato in quei giorni però sono state le difficoltà a tenere Superboy a dieta causa vomito, a fargli prendere una medicina schifosissima che ogni volta che gliela facevamo inghiottire con la siringa avevo paura che mi bussassero al bungalow gli assistenti sociali.
Bungalow prenotato su booking.com ad un prezzo convenientissimo ma che ho trovato mica poi così pulito (ho sollevato il copriletto il primo giorno e ci ho trovato un Signor Ragno (mica un ragno qualsiasi). Per non parlare del bagno: tirando la tenda della doccia il water rimaneva all'interno della "cabina" doccia, mentre il bidet (mai vista una cosa del genere) era "a scomparsa", ovvero era "pieghevole" e si riponeva "comodamente" sotto al lavandino.
Vogliamo poi spendere due parole sul "parco giochi" che il proprietario del villaggio mi aveva tanto decantato al telefono? Una depressione nel terreno con giochi in cemento e legno ad alta concentrazione di tarli che devono essere stati recuperati dall'area giochi di Pripyat dopo l'esplosione del reattore. Per non parlare delle zanzare, che raggiungevano una densità dell'80% nella zona e che rendevano il tutto completamente impraticabile a qualsiasi ora del giorno e della notte, a meno di non giocare muniti di scafandro impermeabile.

Il vicinato? Curioso.
Un cliente della mia azienda che ci ha fatto recentemente casa e una famiglia di francesi.
Ora io non ho niente contro i francesi, ma non ne ho ancora incontrato uno simpatico.
Il primo giorno la famigliola francese, composta da genitori e due bambini, ci ha "sottratto" entrambi i lettini dal nostro ombrellone. Li abbiamo trovati belli belli, scialli scialli, spaparanzati sui nostri lettini in prima fila. FF gli ha spiegato in inglese che erano previsti due lettini per ogni ombrellone e che quindi dovevano restituircene due, e loro hanno fatto finta di non capire bene e ce ne hanno concesso solo uno. Mi sono avvicinata allora e gli ho spiegato la stessa cosa in francese, ma loro hanno carinamente fatto capire che non comprendevano una cippa perchè il mio francese faceva schifo.
A quel punto o li menavamo davanti a quattro minori o lasciavamo perdere.
Al termine della giornata il papà francese, al momento di andarsene, ha riposto anche l'altro lettino vicino al nostro ombrellone. Così ho avuto modo di gridare a FF, che in quel momento era sul bagnasciuga: "amore, hai visto? Non è che non capivano, è che sono proprio due grandissimi stronzi!".

Ma passiamo al giorno sei, che ci ha riservato un momento molto romantico.


Insomma pareva che, nonostante la febbre, i francesi e il bidet a scomparsa, la vacanza stesse quasi decollando, quando è arrivato il giorno sette.


E non contento è arrivato pure il giorno otto, che passerà alla storia come il giorno della grande fuga.


Insomma una settimana che più che una vacanza è sembrata una Caporetto completa.
Nei primi giorni ero molto stressata, ma poi ho iniziato a riderci sopra. Dapprima una risata tirata e isterica, poi una risata sempre più vera. Perchè che ci potevo fare contro il meteo, la dissenteria, i vicini fastidiosi, il parco giochi horror e il bidet a scomparsa? Assolutamente niente.
Ho iniziato a rilassarmi e (perchè no?) mi sono pure divertita.

Io credo che se avessi vissuto questa vacanza da fidanzatina con FF sarebbe stata una delusione totale e saremmo ora a cercare offerte per scappare da qualsiasi parte a rimediare una vacanza decente. Ma con la famiglia è diverso.
Supergirl che sorride ogni mattina come se fossimo la cosa più bella che abbia mai visto, la prima cotta di Superboy, il suo accanimento nel mostrarsi schifato dall'acquario coi pesci grandi, le cenette a lume di zampirone mangiando spiedini Lidl hanno reso tutto speciale.
Una volta la mia ginecologa mi ha detto "per fortuna chi non ha figli non sa che cosa si perde, altrimenti non potrebbe mai vivere senza di loro". Penso che questo sia vero.
Per ora ho testato con mano che per quanto possano essere piagnucolosi, vomitanti, dissenterici, snervanti sono tuttavia come delle lenti rosa che rendono il mondo un posto decisamente migliore da guardare.

La Redazione

1 commento:

  1. Stupendo il tuo diario...il tuo modo di raccontare! Complimenti per il tuo blog è bellissimo!Tornerò a leggerti di sicuro!

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Taccodieci wants you!
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